silhouette photography of boat on water during sunset

Esperienza

Succedeva un anno fa. A me e solo a me. Sembra strano per chi è del mestiere sapere che esistono persone che ignorano tutto di questo mondo. Io tra queste, forse solo, forse tra tante. Sconosciute. Faccio numero come un granello di sabbia e tanto basta. Un anno fa, ci sono le prove, ho finito il capitolo, ho concluso il romanzo. L’ho pubblicato. Troppo facile, troppo veloce, troppo di troppo di tutto. Troppo sbagliato.

L’avventatezza e l’ignoranza come scusa di aver sbagliato tutto, di rimettere tutto dentro l’intero tubetto una volta svuotato, con l’alibi ossessivo della presunzione di migliorare pasta, colore e sapore. I dettagli sono talmente noiosi e personali da renderli grandiosi come un chicco di sabbia, l’ultimo rimasto tra le dita. Dettagli. Inutilmente possenti e patetici come l’umido di una lacrima versata per una causa persa. Ma tanto basta per farne un racconto, questo, con la pretesa finale di dire: “fermati… con il senno di poi, non avrei dovuto!”

Il dettaglio fondamentale è che l’ultimo passo sia diventato il primo in un mondo tormentato e meraviglioso, una distrazione giocosa, con la presunzione del diritto alla presunzione della propria singolarità. Perso e disperso tra fabbriche, industrie, selve di rovi, di spine e di rose, sartorie per sfarzi e grembiuli, tappeti rossi e pezze al culo, di mestieri arti e professioni, di fango e schizzi di eterna bellezza a mostrare vicoli bui e piazze sfavillanti. A promettersi attimi di revisione tra pressione e depressione. A coltivare la pianta più viva, la meraviglia di crearsi universi paralleli di connessioni appese a fili recisi da ritmi frenetici di una quotidianità soffocante.

La mia esperienza è stata totalizzante nel suo essere consapevolmente un castello di sabbia, l’arte dell’impossibile, essere chi scrive e allo stesso tempo esserne l’editore, è quanto di più velenoso si possa pensare, scoprirlo mi ha solo confermato di quanto sia potente la scienza che studia la manipolazione delle menti della massa, asservita al mercato del consumo e del profitto. Ogni anfratto del desiderio umano trasformato in denaro contante da spremere da ogni limone disponibile, ogni limone tra miliardi, ognuno però succoso e succulento, e pensare al limoncello della Costiera mi manda in estasi. Infatti ho perseverato senza ritegno, macinando illusioni, essenze di grandezza. Cosa avrei dovuto far meglio?

Respirare senza affanno.

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