Che tristezza infinita
Il dolore improvviso che arriva
La tanta pioggia che bagna, affogando
Rimpianti e rimorsi, nell’atrocità del ricordo.
Lampi, tuoni e acqua, tanta acqua che sporca
Che tristezza infinita, l’impotenza.
In lacrime di un giorno qualunque
D’inverno quando già tutto intorno muore
L’ultimo saluto quando non c’è più l’essenza
Di un cuore che batte.
Freddo, come marmo di chiesa.
Che tristezza infinita, abbandonarsi
nei pensieri sconosciuti di chi rimane
Nel silenzio crudele della sofferenza
Che non fa prigionieri, sordo e muto alla pietà.
Maledetta ruota della vita che stritola la morte
Distillando rimorso e rimpianto
in gocce di tormento, l’uno scavando l’altro
nella pozzanghera infinita dell’anima mia.







