Il punto.
Io sono un punto. Tu sei un punto. Noi siamo punti. Punti di cosa? Punti di vista. Questo è il punto della questione. Un punto di partenza. Un punto d’arrivo. Un punto di discussione. Una visione. Un punto filosofico. Una poesia. Punti di poesia. Magari solo un punto di una canzone. Una nota. Un punto sulla carta. Un punto di musica. Un punto accecante. Un punto di ferro. Un punto d’acciaio. Un punto dirimente. Un punto mobile. Un punto luce. Un punto di un ponte. Un punto franato. Un punto critico. Un punto di rottura. Un punto politico. Un punto di carta. Un appunto al punto. O un punto di appunto che non ha punti? Di sutura. D’attrito. Un punto di conflitto. Un punto di pace. Un punto senza capo né coda. Un punto in testa. Un punto nel culo che diventa tumore. Un punto d’esproprio. Un punto di legge. Giustizia. Punto. Amore. Punto. Un punto che unisce. Un punto che divide. Un punto che cade. Un punto che sale. Un tuffo di punti. Un punto di mare. Un punto di terra. Un punto nel cielo. Un punto d’incontro. Un punto di scontro. Un punto raro. Un punto bugiardo. Un punto traditore. Un punto come essere. Un punto come avere. Un punto come un pareggio. Un punto per nascondersi. Un punto incasinato. Un punto dove fuggire. Un punto dove ritrovarsi. Ad un certo punto. Un punto come casa. Un punto come strada. Un punto deserto. Un punto indivisibile. Un punto di punti. Un punto e a capo. Questo siamo. Punti. Tra pause, virgole e apostrofi appesi alla corda del sensazionale. Punti e a capo. E già sapersi punto ci fa consapevoli di appartenere a quella linea fatta di punti infiniti che s’attorcigliano sempre nello stesso punto. La vita. E a questo punto la verità è banale perché un punto vale un altro anche se il nostro punto è speciale come nessuno. Questo sì che è un punto fermo dentro galassie fatte di vuoto. Io sono un punto e tu che punto sei? Un punto e a capo. Questo sei e me ne devo fare una ragione. Non un punto ragionevole ma la ragione del punto. La fine. Il punto, la puntata o la puntura?







