L’UOMO CHE DORME

di Corrado De Rosa, nero RIZZOLI, 2018

Copertina

Caro diario, ti racconto come è andata. Non potevo fare l’illegale, non volevo, probabilmente m’avrebbero fermato all’ingresso. Venerdì 18 marzo nel Salone di Palazzo S. Agostino a Salerno. Ci vuole quello super ma mi sono tamponato nel pomeriggio, ho quello normale, e se fanno storie male che va, avrò buttato un greenpass inutile, mi dico facendomi coraggio. Ho letto HOTEL D’ANGLETERRE e Carmine Mari è uno scrittore che mi è entrato nel cuore. Nessuno mi controlla, nessuno mi ferma, sono illegale ma sicuramente non sono infetto, forse, perché c’è una grande polemica sui falsi positivi e quelli negativi. Insomma l’inverno 2022 è stato un casino. Entro, compro IL FIORE DI MINERVA, un saluto all’autore e mi defilo senza confessare la mia colpa preparandomi all’evento leggendo l’incipit straordinario che di li a poco sarebbe stato recitato da Brunella Caputo e commentato da Corrado De Rosa. Tutto molto intenso e molto partecipato. Alla fine scappo, quando ti senti illegale è un casino nonostante la mascherina e la completa indifferenza al virus più per scaramanzia che altro, perché la verità è che la sua minaccia vortica nell’aria e fa molta paura ancora, più di prima. Scappo con l’adrenalina in corpo di sapere chi ca-cavolo sia questo relatore che mi ha sconvolto, parla come una mitragliatrice, scava nelle pagine come una trivella, analizza e trasmette passioni che avvolgono e tirano fuori dall’autore quelle emozioni nascoste come quando si strizza un panno per tirare via l’ultima goccia d’acqua. Psichiatra? Finalmente arriva l’estate e leggo quello che scrive, quel romanzo comprato online quella sera del 18 marzo 2022, L’UOMO CHE DORME.

Caro diario sono sfasato, lo so, ma qualcosa mi dice che non sono il solo. Diciamo che la vita viaggia in tempo reale mentre io me la godo rallentata. Qualche giorno fa un collega medico di Corrado, mi dice che è un “fuori di testa”, un folle. Lo sto leggendo, la sua scrittura è immensa e questo Antonio Costanza è un personaggio grandioso… “uno stronzo finto buono o un finto buono stronzo”. Dire collega medico è senz’altro riduttivo, nella frammentarietà competitiva e specialistica della società attuale (moderna???), non so bene quanto siano veramente colleghi tra loro psichiatri e anestesisti, cardiologi o neurologi, andrologo e ginecologo, urologo e ortopedico, poi mettici anche maschio e femmina e l’universo del dubbio diventa un buco nero in cui una teoria probabilistica dell’arcobaleno avrebbe più che dignità di presenza. Diciamo in concorrenza nei pezzi di carne cui dobbiamo la vita.

Insomma caro diario, un mare di chiacchiere per dirti che ho trovato il mio psichiatra a Salerno, divino è dire poco, devo solo capire se le sue parcelle rientrano nella mia capacità di spesa. Ma il “pro bono” vale solo per gli avvocati? Bella domanda, un po’ come dire: le letture sono sogni o sono i sogni a rendere le letture un sogno?

Lo chiederò allo Pschiatra, quando l’incontrerò, mai dovesse succedere, perchè il fatto che il male si può acchiappare mi sembra proprio quello che ci serve per fermare la guerra… Caro diario ti ho detto che… salire nel cielo a partire da un castello di sabbia e nessuno osava intervenire…

se vuoi, puoi commentare