Magari! La verità è che la vita di questo fantasma non è affatto interessante né tanto meno avventurosa. Quindi magari ma il romanzo non sono io. Cito una frase forse nemmeno tanto famosa: “senza i sensi di colpa non esisterebbe la letteratura”. La verità è che non esistono verità assolute che possono placare i tormenti del pensiero che ci bruciano dentro. E questo fuoco arde di continuo sostenuto di volta in volta dalle relazioni umane, del passato, del presente, del futuro anche solo immaginate. Dal conflitto alla concordia, dal dolore alla felicità, è un fuoco che sprigiona la luce e il calore necessari a rendere spettacolare questa nostra passeggiata nei sentieri rugosi dell’esistenza terrena. Ma imprevedibile la fiamma rinasce dalla cenere che sembrava definitiva. La verità è che dentro questo testo ci sono schizzi di vita veramente vissuta e tracce d’immaginazione tanto incontenibili quanto paradossali che mi divertono ancora oggi. Come per esempio lo “sfruttamento” di due personalità salernitane VIP come Lucia Annunziata e Michele Santoro che, ironia della contemporaneità storica dei conflitti umani, in queste ore si scontrano, contendendosi consensi e voti per le elezioni al Parlamento d’Europa. Corsi e ricorsi, alti e bassi, stalle e stelle, la verità è che solo alla morte non c’è rimedio. Sconosciuti e dimenticati, morti troppo giovani, la verità è che questo testo è un mio personale tributo alla memoria di Alfonso e Carlo, amicizie immortali come il tremendo senso di colpa che m’infligge il loro ricordo. La verità è che questo testo m’imprigiona più di quanto la sua scrittura volesse assolvermi perché in fondo questo fantasma vive di fantasmi che solo la fantasia sa liberare con il coraggio di continuare a sognare ad occhi aperti un mondo migliore pieno di conflitti ma senza guerre.









Un commento su “Il romanzo sono io?”
I commenti sono chiusi.