photo of man carrying baby

Ad avercelo un papà che gioca con te

Sono ore complicate. Oggi come due anni fa una guerra.

Gela il sangue come se fosse mai possibile.

Quello scorre fin che c’è vita.

Vita appunto, la guerra ne cancella tante in pochi attimi.

In queste ore difficili e uguali a tante altre, impotente, agitato da costruzioni narrative in conflitto tra loro, mi sono chiesto spesso: «Tu che faresti al posto loro?»

Fortuna a non esserci, a non desiderarlo.

«Immagina di esserci in quella funzione.»

Chiedere di resistere, di combattere, di morire?

«Avrei alzato le mani, non si ragiona con chi ti punta il colpo in canna con il dito sul grilletto, non in quel momento» o sei già armato e sei più veloce, un soldato istruito e allenato, o sei morto.

Puoi ragionare con le armi abbassate. Deposte.

Nell’atto violento sopravvive il più forte, forse il meno fortunato.

I soldati non sono killer spietati, almeno non tutti, forse nemmeno la maggioranza. La differenza la fa la distanza tra un lavoro e il piacere di lavorare, difesa o offesa, la guerra è un lavoro sporco senza diritto di sciopero, di protestare, di contestare, l’alternativa si chiama tradimento, lo è per un soldato comandato, lo è per un partigiano asservito alla sua idea di resistenza.

«Un vigliacco! Questo saresti?»

«Avrei alzato le mani e mai avrei chiesto ad un mio governato, figlio o figlia, sorelle e fratelli, padri e madri, di prendere in mano un AK-47 e combattere contro missili, bombe e carri armati.»

«Scambieresti armi con fiori e con le parole giocheresti al controllo sociale del tuo popolo? Olimpiadi e competizioni artistiche tra etnie e riti tribali come musica?»

«Perché no, meglio sangue e dolore? Meglio scannarsi per patrie e imperi?»  

Guardare nel buio della bocca di fuoco e poi negli occhi di chi tiene il dito sul grilletto, è il racconto di chi governa le emozioni e manda al massacro anime innocenti.

«Va beh, avresti alzato le mani e poi?»

«Avrei aperto tutte le porte, consegnato ogni chiave segreta, ragionato di resistenza senza armi, senza cavalli di Frisia e trincee da scavare, avrei parlato alla mia gente per vietare la fuga, scacciare la paura della morte e io per primo in strada a fermare i carri armati con le mani, e con il corpo del mio popolo, nudo, catturato e amato l’anima dell’invasore.»

Nel Paradiso Dante scriveva che questa Terra è “l’aiuola che ci fa tanto feroci” ecco perché i guerrafondai si nutrono di paura e di morte. Maledetti.

Torneranno a stringersi la mano con un pezzo di carta, ridendo compiaciuti per un accordo firmato con il sangue, scherzando su spartizioni di proprietà astrusa di terra e affari, ingordi nella ricostruzione, divertiti nella competizione della ripartenza dei sopravvissuti richiamati a corte, ballando sulla crescita dopo la distruzione.

Ad avercelo un papà che gioca e non fa la guerra.

photography of soldier toys
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close up shot of soldier toys
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building clouds fall gendarmerie
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Tweet di Francesca Mannocchi
Tweet di Francesca Mannocchi, maggio 2022

Non lo volevo fare, l’obiezione l’avevo respirata a polmoni pieni e ne ero convinto, poi quando arrivò la cartolina, la disillusione e la voglia di andare fuori, vinsero; io non lo volevo fare, il militare. Non hai idea di quanto delirio ti prende quando mitragli con un fucile d’assalto M16, una belva tra le mani, anche se sei un pivello che piscia in un poligono sotto lo schiaffo di un sergente convinto. Esplosioni, polvere e sagome senza sangue. Non hai idea di quanto non lo volessi fare eppure le marce, il giuramento, le guardie armate, il ferro, l’ordine e i gavettoni creano famiglia, la competizione, fanno grande l’uomo che vogliono loro. Il taglio è deciso, senza ritorno se affonda fino all’osso, dove l’anima muore. Non lo volevo fare, il militare, però solo dopo ho capito cosa combattere. Non hai idea della gioia nel giorno del congedo. Non solo il respiro di libertà, ma da quel giorno, l’alito caldo dell’anima tornata viva a sputarmi in faccia l’uomo da diventare…

la guerra dentro 😪

corriamo dove altri non vanno

lottiamo dove altri rinunciano

ininfluenti come gocce di pantano

con corpi nudi armati di niente

contro le guerre vivi di folle respiro

corriamo, corriamo per non morire dentro

la guerra dentro 🙁

https://www.unionesarda.it/news-sardegna/blitz-militare-immediato-sardegna-circondata-sw98wxmz?fbclid

https://www.unionesarda.it/news-sardegna/sbarco-di-guerra-nel-porto-di-cagliari-h4pcpc0a