Cosa importa a te
di questo mondo che brucia
Di te, cosa importa loro
quando questo mondo ride
Solitudine? No, tempeste di parole
aniconiche scritture, spennate e derise
le loro, le tue
Continua, però Fiamma riluce
intima, corrosiva, imprigionata dentro
tra sbarre di cera
non scala, non stride, non scalda
I desertificati nell’anima
mutilati e dispersi
affogati di ceneri
in poesia mai viva
Viltà e orgoglio nel nascere
E rinascere, all’infinito
con l’angoscia di assistere gelosi
Non chiedi aiuto: esigi rispetto
Cosa importa a te
oblio indifferente
Cosa importa, di te
Angiporto di sassi e lacrime
Non è retorica ma sofferenza
Fantasie? Nello specchio non c’è più chi guarda.
Lasciami cremare allora
il midollo reciso dal nervo
di queste ossa
che non stanno più in piedi










