Siamo cenere impastata a paglia
cenere di fuochi mai innescati
faville di parole addomesticate
cenere prima del fermento
scintille di polvere nelle strade
difetto, scarto e poi rifiuto,
cenere di sogni diventati paura.
Siamo quello che non vediamo
rumore nel fragore di lampi
déi sfrantumati nel ricordo
statuine bruciate nei forni dell’oblio.
In sostanza siamo impostura di paglia e cenere.
Ma l’apparenza è turbinio,
la speranza diluvio, e l’idea universo disgiunto.
Così dunque l’affanno nel conflitto
urla tempeste, e mi riscrivo
correndo
strisciando
affogando
tra statuine in serie
di cenere e di paglia
come fango urbano divenendo pietra.










