MAGGIORANZA

Che non ci fa dormire. E sti cavoli? Indigesta come aglio ai vampiri.

Demoni, magia e difetti fondamentali. (Paolo Sortino, Raul Montanari e Luca Ricci)

Se veramente dessimo il potere in mano alla maggioranza sarebbe anarchia purissima, senza aggettivo, quella brutta, ognuno per sé e dio per tutti. La maggioranza non vota, la maggioranza non si esprime, non prende posizione, la maggioranza odia i social. La maggioranza non legge. La maggioranza non rischua. La maggioranza si fa i cazzi suoi. È libera come il vento, cristallina come l’acqua. Brucia la sua esistenza anonima e ne accudisce le ceneri. È felice come un’aquila che vaga tra montagne con negli occhi la vastità del mare. La verità è che il potere è nelle mani delle minoranze. Queste sono organizzate come eserciti e affamate come un branco di lupi che scende a valle. Beh, forse non lupi, ma cinghiali voraci che nelle strade rivoltano le spazzature della maggioranza. Quanta gente muta, silente, faticatrice, stressata, alienata e annoiata. Quella che se gli rovini i cazzi suoi, si taglia le vene.

Ok, a queste parole seguiranno le foto. Non sono foto ragionate ma filtrate dall’emozione. Quella che mi fa rileggere, evidenziare con la paura di dimenticare. Foto mischiate di belle pagine, ruvide come la scossa di un brivido. Per dare un ordine al caos dei pensieri che cavalcano ragionamenti insulsi. Sono esempio, gemme preziose di universi sovrapposti, forse nemmeno sovrapponibili. Queste fatiche letterarie appartengono a una minoranza che detta senza dettare. Stimola sguardi traversi. Influenzano senza essere influencer. Sono l’esempio di mondi intersecanti, forse a volte intersecati per somma di alterità, per sottrazione di banalità. Linee di fuga parallele che fanno croce. Più che vendere, fanno passione, creano desiderio. Insegnano a pensare, a comprendere la complessità che la maggioranza prova a sfuggire. Magari sono solo insiemi che friggono e soffriggono menti minoritarie affamate di sortilegi come le streghe di Cefalù. Dove sono i miracoli? Queste minoranze impazienti sono in cerca di bivacchi caldi e d’amore, dove brindare, cantare e ubriacarsi di compiacimento e adulazione sincera. Bramose di carezze e baci nello specchio gigante tirato a lucido nell’attico in centro con vista sul duomo.

Mi segui? È un vero peccato. Cazzi tuoi. Su queste sponde non si vedono cadaveri. Si ammirano stelle danzanti, leggere come fiori di loto. Che siabbracciano a godere momenti assoliti. E ridono, ridono di maggioranza nullità di maggioranze mutilate.

Eccole le foto, ecco l’intelligenza artificiale che genera immagini da parole…

E ora se ne siete capaci, friggete con l’olio d’oliva veramente bio, quello delle olive di Sorrento o del Cilento. I fritti leggeri non sono impossibili ma vere leccornie. Poi andiamo a dormire tranquilli. Così evitiamo il tormento di maledire irrilevanza che stordisce e toglie il sonno. I vampiri escono con il buio, e sti cavoli? Io vivo tra corone d’aglio e dormo tranquillo: paradiso per il clima e inferno per la compagnia.

MA TU CHI SEI? CHE VUOI?

Anelante deliziato a leggervi.

Il tempo è un viaggio che corre veloce. È come una farfalla imprigionata nel fango di pensieri frivoli senz’anima. È come questo articolo che sostituisce parole che non so scrivere.

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