Non avrai risposte alla tua preghiera
perché lo sai che non risponde mai
anche quando da e quando toglie
creando illusioni su cui siamo aggrappati
come mendicanti per un tozzo di pane
come lascivi amanti torturati nel fango
della possessione
nella latrina della perdizione che ci fa umani.
Materiale o etereo, pietra o gas, futile o fondamenta,
non lascia scampo l’essere e l’avere insieme complementari:
è una menzogna la scissione,
l’ordine e il comando,
l’arbitrio e l’onnipotenza.
Dannate e dannati sono privazioni e dolori
dannati più che beati i nostri giorni.
Più da scontare che scontati.
Artificio d’opera la preghiera
libertà e lacrime che si fanno prigione.
Artificio di parole, inermi, impotenti,
stridule di fiele, amare come l’erba dei vinti,
come il vomito della fame.
Dio non ascolta loro che gridano
come puoi sperare ascolti te che sussurri senza fiato?
Tu ardito senza paura,
che come tanti troppo dispersi, a contarsi stelle,
che da foglia succhia rugiada,
tu respira e soffia sul fuoco.
Non serve consumarsi.
A temprare la pace arriverà la pioggia.







