tra una cosa e l’altra: la Divina

giardino in Costiera

non sarà mai abbastanza ma prima di tutto c’è una prima volta e allora quale occasione migliore, la ripartenza, la presenza, il viaggio, andare in Costiera e starci qualche giorno, qualche settimana, e perché no, un mese, per scoprire e respirare l’aria eterna di una bellezza divina?

Rendo omaggio al vulcanico Alfonso Bottone, il merito della sua grandiosa opera di promozione artistica e turistica di questo luogo incantato fatto di gioielli unici incastonati nella storia millenaria dei nostri popoli, mediterranei e oltre…

Un grande in bocca al lupo al Direttore e a tutto lo staff e un invito permanente a tutti coloro che ancora non hanno mai percorso il … Sentiero degli Dei.

P.S. se trovate tutto occupato è solo colpa della bellezza della Divina Costiera.

sconti per il festival su prenotazione diretta

Hotel CaporalMINORI – tel. 089.877408    

Hotel EuropaMINORI – tel. 089.877512    

Maison RaphaelMINORI – tel. 089.853545    

B&B Le Stanze di PenelopeSALERNO – tel. 3337540378    

Hotel SettebelloMINORI – tel. 089.877619    

Palazzo VingiusMINORI – tel. 089.8541646    

Notte in Costiera

COMUNICATO STAMPACosta d’Amalfi, 28 Marzo 2022

Autori, libri ed editori in gara per il Premio costadamalfilibri alla XVI edizione di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo. E i concorsi ancora aperti

Sono 44 i libri in concorso per le tre sezioni del Premio costadamalfilibri, nell’ambito della sedicesima edizione di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo. Di seguito gli autori, i titoli e le case editrici protagonisti dei salotti letterari dal 27 Maggio al 17 Luglio prossimi.

Per la sezione “Narrativa/Saggistica”: Adriano ArgenioIn balia del grano e del vento” (Orme), Laura AvellaI racconti di Laurice” (Poesie Metropolitane), Filomena BarattoIl ragazzo venuto dal mare” (LFA Publisher), Lisa BernardiniTu ce l’hai Peter Pan? Appunti di viaggio in un tempo difficile” (Pegasus), Andrea BloiseStorie di lui” (La Caravella), Jessica BrunettiVerdenotte” (DrawUp), Alessandra CarbogninTeresa D’Avila. Dall’eros al matrimonio spirituale” (Metis Accademic Press), Domenico CataniaClisteros scappa da Calcide e lo inseguono in Sicilia” (Amazon Kindle), Gabriele CavaliereStorie d’amore e di guerra dalla Costa d’Amalfi” (Officine Zephiro), Ivano CiminariIl penitente” (Montag), Pierpaolo CorrealeUn tango per me” (Giovanna Scuderi), Giuseppe De SilvaCiente carezze e mille vase. Poesie, Racconti, Aneddoti su Diego Armando Maradona” (Beldes), Roberta Deciantis”Pandemia” – Storie di vita e percorsi terapeutici” (Letteratura Alternativa), Pietro Di GennaroIl terzo livello – RELOAD” (KDP Amazon), Rita Di LietoVoglia di raccontare” (Officine Zephiro), Antonia FlavioDiario bruciato” (Poetica), Sonia GiovannettiLa poesia, malgrado tutto” (Castelvecchi), Antonio GuarinoIl secondo tempo dell’amore” (Castelvecchi), Roberto MamoneIl viaggio e le sorprese della natura. Tra Malinowski e Maupassant” (Orme), Georgios LabrinopoulosL’Italia dei giganti” (Pegasus), Giuseppina MellaceIl lato oscuro del nazifascismo” (Europa), Raffaele MessinaArtemisia e i colori delle stelle” (Colonnese), Rosaria PannicoL’eternità di un’Anima” (Il Saggio), “Giuseppe Placidi. Quella notte che durò una settimana” a cura di Massimo Pasqualone (Teaternum), Angela ProcacciniIl silenzio degli adolescenti” (Graus), Calogero Giancarlo RestivoIl Destino nelle Sue mani” (LeDivine), Roberto RitondaleOperette umorali” (Book Road), Raffaele Ruocco – Maricetta PatissoLa terra del possibile” (Gagliano), Claudia SabaLa Teca dei segreti” (Armando), Matteo Alberto SabatinoIl proiettore delle memorie” (Schena), Maria Delfina TommasiniNN di SS Lebensborn” (Progetto Cultura), Angela TorriAnin” (Albatros Il Filo).

Per la sezione “Giallo/Noir”: Filippo De MasiLe case hanno gli occhi” (Pegasus), Linda Di GiacomoCarta canta. Un enigma grafologico per Agnese Malaspina” (BookaBook), Salvatore GargiuloLa baia di Miami” (Dragonfly), Francesco LeoCinque anime” (Altrimedia), Ettore PanellaLoquendum – amore, sangue e socialnetwork” (Vertigo), Simone PavanelliLa leggenda di Marinella. Le streghe danzano nelle nebbie del Polesine” (Mursia), Gaetano ProviteraIl canarino ha cantato” (D&P – Palladio), Alessandro VizzinoLa zanzara dagli occhi di vetro” (Mursia).

Per la sezione “Antologia”:  “La maschera le maschere” a cura di Gennaro Maria Guaccio e Annabella Marcello (LFA Publisher), “Storie di cibo” a cura di Gino Primavera (Solfanelli), “Voci dal mare – Quaderni mediterranei” a cura di Silvestro Neri, Lorenzo Cittadini e Pedro J. Plaza Gonzalez  (La Piave), Prospettiva AlfaLe ladre di nuvole. 9 storie senza tempo” (Letteratura Alternativa).

Le valutazioni dei vincitori affidate alle tre giurie della Festa del Libro in Mediterraneo: quella dei lettori per la sezione “Narrativa/Saggistica”, quella dell’Associazione Porto delle Nebbie per la sezione “Giallo/Noir”, e quella dell’Associazione costadamalfiper… per la sezione “Antologia”. Premiazione il 15 luglio con una maiolica realizzata dal maestro ceramista Nicola Campanile di Vietri sul Mare per il vincitore della sezione “Narrativa/Saggistica”, e opere artistiche della pittrice Ida Mainenti di Salerno per i vincitori delle altre due sezioni.

Soddisfatto il direttore organizzativo Alfonso Bottone: “Anche per questa edizione registriamo una presenza di qualità di autori e case editrici, provenienti da tutte le regioni italiane. Il che vuol dire che il lavoro delle giurie, come già per gli anni precedenti, non sarà facile. Ai salotti letterari in concorso per il Premio “costadamalfilibri” si aggiungono anche presentazioni di libri non in gara, la cui programmazione sarà resa nota successivamente. A tutti l’augurio di un buon festival”.

Restano intanto aperte le iscrizioni ai concorsi legati alla XVI edizione di ..incostieraamalfitana.it: da quelli in ambito scolastico, come “Scrittore in…banco” rivolto a ragazzi/e delle Scuole Medie Superiori italiane, invitati a realizzare un breve racconto, partendo dal tema dell’edizione 2022 della Festa del Libro in Mediterraneo “Abbiamo diritto alla dignità per aver diritto alla vita”, e le favole di classe di “Favolando Premio Otowell”, concorso rivolto alle Scuole Primarie, sul tema “Noi e…il mare”.Per entrambi la scadenza di partecipazione il 20 Aprile.

E poi il Premio di poesia in lingua italiana “Giardino Segreto dell’Anima” e il Concorso internazionale di narrativa “I racconti della “Divina””, i cui bandi sono aperti fino al 10 Maggio, e  il contest “Verde Poesia!” promosso dall’Associazione Impronte Poetiche, con scadenza 27 Aprile. E quelli in rampa di lancio: il 1 Aprile “100 Poeti e Poetesse lungo il Sentiero dei Limoni”, con l’assegnazione del Premio Azienda agricola Cuonc Cuonc, sul tema della Pace, e il 4 aprile il contest panchine poetiche “Libero di essere” promosso dall’Associazione Poesie Metropolitane.

Informazioni sul sito www.incostieraamalfitana.it, sulla pagina facebook @incostieraamalfitana.it, o telefono 3487798939

Inizio festival
Motonave

“Che la vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza. Che è possibile addormentarsi di botto durante un attacco d’ansia.” Wallace, David Foster. Infinite Jest

ordine al tempo

…solo per dare ordine al tempo, è andato via da poco; ho fatto passare qualche giorno tenendomi dentro tutta la tristezza anche per i tanti e tante altre, anime della mia infanzia e gioventù. Zio Raff era l’amico del mio babbo, credo da sempre. Cresciuti insieme, tra roccia, terra e meravigliosi ulivi secolari, scendevano insieme per andare a scuola a piedi da una scalinata infinita fatta di pietre, attraversavano proprietà aperte curate centimetro per centimetro, e dirupi spaventosi per tagliare una strada che, oggi come allora, supera i dieci chilometri. Come il Sentiero degli Dei, dall’altro lato però, quello con all’orizzonte Napoli.

napoli all'orizzonte

Andavano a Sorrento, giorno dopo giorno, e tornavano sempre a piedi; immagino giornate meravigliose in primavera o autunno, spettacolari, ma brutte, impossibili in inverno e sotto la pioggia fredda del sud Italia, anche in quegli anni 1947/50. Nasceva la Repubblica. A Pacognano di Vico Equense, oltre cinquanta anni fa, ogni volta era una festa: nonna Colomba ci accoglieva con espressioni gioiose, cantate, e mille e mille baci, carezze per minuti, quasi una visita medica approfondita. Per lei era una emozione sorprendente, ne sento ancora la possente fisicità degli abbracci. Non si avvisava l’arrivo, non c’era il telefono, accogliere i nipoti di Salerno che vedeva due o tre volte l’anno, era un evento a sorpresa. Subito dopo, ci toccava la salita: la scalinata infinita di pietre per due tappe fisse, ripetute, rituali, doverose, necessarie, favolose. La prima a metà strada, dall’amico Raff, di cui babbo aveva sposato la sorella Anna nel ’64, e lì su in vetta, la seconda dal fratello minore, zio Nicola, nella casa dove era cresciuto babbo con nonno Pietro e nonna Teresa che non ho mai conosciuto. Un viaggio incredibile, non parlavo e se lo facevo erano poche parole strappate con la forza delle carezze e di baci tenerissimi. L’accoglienza delle zie, Nunzia, Adele e più giù Titina, era sempre piena di attenzioni, di curiosità, in mezzo ad una sinfonia di dialetto cantato più rotondo e armonioso del napoletano metropolitano, tra loro stavo estasiato a nutrirmi di tanto calore sconosciuto in città.

E ancora penso ai racconti di papà, un quintale sulle spalle, due sacchi di cinquanta chili, per fare un viaggio in meno, lungo quella salita di scalini di pietre che a me sembrava infinita verso il cielo… “I muli erano roba da ricchi” e i sacchi erano il cibo delle loro bestie. I sacchi della montagna diventarono lavatrici e frigoriferi casalinghi, da caricarsi addosso per salire ai piani alti dei palazzi senza ascensore della città. Nel tempo libero dalla fabbrica la fatica è stata la sua compagna inseparabile.

E poi cosa ricordo? I lavori di Sorrento, l’arte appresa a scuola diventata lavoro cui assistevo per ore ammirando zio Raff all’opera. Esattamente come in questo video: https://www.aboutsorrento.com/cosa-fare/intarsio-sorrentino-storia-dellarte-della-lavorazione-del-legno/ – mi sembra oggi di vederlo ancora, preciso, attento, appassionato con un sorriso straordinario, spiegarci i segreti dell’intarsio sorrentino.

Papà scelse l’acciaio della fabbrica e te lo raccontava con il tuo stesso orgoglio, fiero delle commesse che caricava sui camion diretti in Russia. Lì, nel tuo laboratorio che sapeva di colla calda e legni pregiati, i racconti dei due compagni di scuola e di avventure, mi si sono cementati nella memoria. Uno emigrato e l’altro che non era scappato ma s’era affidato all’arte del legno lavorato. L’artigiano e l’operaio. Si davano appuntamento da nonno Noè, per giocare a carte sul maestoso tavolone di legno antico, sotto lo sguardo dei bisnonni che guardano alteri dai dipinti appesi: l’uomo ritratto aveva un orecchino vistoso, una perla luminosa come avevo visto solo alle donne, mi incantavo a guardarlo senza riuscire a spiegarmi quell’anomalia così stonata. Per iniziare, la sera aspettavano la Fiat 850 blu di Pasquale che aveva sposato la bellissima sorella di mamma, zia Maria.

Fiat 850

Parcheggiava proprio sotto casa, dove finiva la strada, alla base della scala infinita di pietre che saliva verso il cielo. L’enorme zio Mario che sfotteva sempre tutti, intratteneva nipoti scatenati richiamati all’ordine quando partiva la partita. I soldi veri arrivavano in tavola, monete e qualche foglio di mille lire iniziavano la danza per ore da un giocatore all’altro, tra frutta secca, biscotti deliziosi, fumo acre, panettoni, vino dolce bianco e bambini che uno dopo l’altro crollavano sfiniti a notte fonda. La complicità di babbo con Zio Raffaele, mi affascinava più della complessità del gioco, scherzavano e ridevano con frasi e questioni che non capivo ma vedevo i loro sguardi farsi sentimento struggente quando si lasciavano. Zio Nicola e zio Pasquale, come anche zio Pietro a Seiano (e tanti altri zii, cugini e anche figli) sono morti troppo giovani, il perché lo sa solo Dio e un giorno ci dovrà spiegare perché, ogni giorno, lascia sempre tanto dolore in terra. Quindi, da pochi giorni, il tavolo si è ricomposto con l’arrivo di zio Raff e mi piace pensare che abbiano ripreso a giocare senza scadenza, come in un Natale infinito della nostra infanzia, senza musica né televisione, con l’allegria degli anni più belli, insieme ai nonni e ai nonni dei nonni.

PS

A rileggermi mi sento di aver fatto torto a tanti, troppi. La prima tappa del nostro Fiat 750, rosso con sponde rinforzate, era sempre a Seiano da zia Maria, una madre per papà, più che una sorella, insieme a quel gigante di zio Pietro che per primo se lo portò a lavorare ai cantieri di Castellammare. Poi iniziò la fabbrica, invece avrebbe voluto andare per mare.

Seiano di Vico Equense
Seiano di Vico Equense

La domenica del 23 novembre 1980 eravamo a Pacognano, la notte dormimmo sui divani della hall della maestosa Casa Salesiana, quella sera, alle 19:34:53, durante un film trasmesso nell’oratorio, urlarono: “State calmi, è una struttura antisismica”.

casa salesiana
casa salesiana

Tornammo il giorno dopo a Salerno e per alcune notti dormimmo sulla tangenziale ancora in costruzione. Nella Renault 6, sempre rosso fuoco, dal furgone all’auto, era il segno della crescita economica, viaggiare in un veicolo adibito al trasporto delle persone e non delle cose.

Fiat 750
Fiat 750

Ero già molto più grande e il Natale a Pacognano, anno dopo anno, lo sentivo sempre più magico. Un oratorio così bello lo desideravo al posto della strada criminale della città, tutto l’anno. Quel sisma, a pensarci bene, è un confine, da lì, dove non ci sono state macerie, si sono costruiti muri e strade di fuga, separati. Le distanze tra anime si sono dilatate, fino a dimenticare nomi e luoghi. Non ricordo il Natale di quell’anno né di quelli dopo. La verità è che non si può mettere in ordine il tempo come non si possono cancellare mai dolori, nostalgie e sensi di colpa irrimediabili, si può ricordare e sentire le stesse emozioni, ora come allora, inebriarsi dentro. Darsi il diritto di stare bene. 🌄🌅🎆💓💝

Chiesa della Natività di Maria Vergine - Pacognano di Vico Equense
Chiesa della Natività di Maria Vergine – Pacognano di Vico Equense

#ilTerzoLivello: recensione di Nicola Nigro

che dire? sono felice e commosso: infiniti GRAZIE!!! al Direttore Nicola Nigro: conserverò questo suo articolo tra le tante cose straordinarie della mia vita, perchè vero, sentito, inaspettato, fulminante come un lampo in un cielo senza nuvole nell’agosto più torrido di sempre… non scherzo, ho fatto una doccia gelata per riprendermi dal rovente abbraccio di emozioni con cui, il suo articolo, le sue parole, mi hanno travolto. Ancora uno: GRAZIE!!!

http://www.giornaleilsud.com/2021/08/17/un-libro-davvero-da-leggere-soprattutto-per-un-genitore-o-chi-sta-per-diventarlo-o-lo-diventera/

Articolo il SUD di Nicola Nigro
Articolo il SUD di Nicola Nigro
Articolo il SUD di Nicola Nigro
Articolo il SUD di Nicola Nigro
Articolo il SUD di Nicola Nigro

nata il 4 luglio

Il Terzo Livello: ecco la revisione del 4 luglio 2021

così come pubblicato, questo romanzo è una pietra lavorata per incidere sull’evoluzione del presente. Un caso originale di narrazione mutante e divertente nonostante lo spessore a tratti seriosi dei temi trattati. Da leggere e farne discussione con nonni, genitori e figli.

Affrontare i conflitti aiuta a migliorare se stessi e chi vuoi bene.

Un romanzo fatto di legamenti e nodi di contrasto.

SINOSSI – riassunto minimo

A causa di una misteriosa convocazione da parte di un giovane maresciallo dei Carabinieri, Antonio Esposito si sveglia con un incubo da tempo non più ricorrente, è il conflitto padre figlio che ritorna, doloroso. La novità di una giornata diversa dal solito e i dubbi su una convocazione in una caserma militare, portano il protagonista a raccontarsi pensieri scombinati, del presente e del passato, riflessioni, domande e risposte che si accavallano nella sua mente durante il percorso che ha scelto per recarsi all’appuntamento con l’Arma. La passeggiata sul suo lungomare, della sua città, è breve ma percorre tutta la sua esistenza compresa quella dell’oggi come lavoratore e sindacalista, e come anomala spia del terzo livello: costruzione mentale del suo complotto interiore. In caserma, nell’incontro e scontro con il maresciallo Gradone, scoprirà un fatto incredibile che lo coinvolge suo malgrado ad affrontare la risoluzione del racconto che si svolgerà tra colpi di scena e strutture futuribili.

PRIGIONE
Cara amica mia ti scrivo perché non so parlarti.
CASA
Dal 24 novembre in poi le abitudini cambiarono per tanta gente e …

Il Terzo livello è un esperimento creativo di scrittura, essenzialmente un approdo precario, necessario all’autore che affronta in modo originale, un rapporto conflittuale padre figlio, attraverso le confessioni intime di una spia egocentrica, rendendo la storia campo di confronto con il lettore di ogni età. I tre livelli generazionali in cui il protagonista è figlio prima che genitore, si intrecciano con il racconto del suo personalissimo modello sociale a tre livelli, inglobando formazione e maturazione dell’essere con il frastuono incoerente di pensieri che fluiscono su piani paralleli, sospesi tra i rimorsi, necessità e desideri. Il racconto della sua presenza, da bambino, da adolescente, da sportivo, da studente e lavoratore, da spia e sindacalista, è una esplorazione agitata e frenetica, con flashback improvvisi, di relazioni e avvenimenti anche sconnessi tra loro ma che liberano il personaggio da sensi di colpa ingombranti.

Fatti di rilievo come il boom economico degli anni 50/60’, i complotti politici e la “Notte della Repubblica” fanno da collante storico in una esistenza che ha però una bella pretesa: Antonio Esposito è il protagonista della sua vita. Non è un romanzo giallo, ma ci sono le spie, i complotti, c’è il sarcasmo della vita quotidiana e di quella preoccupante di un maresciallo inquisitore. Fatti veri come nei, caratterizzano un racconto di fantasia, ideale ma non troppo. Poi c’è la città, simile alle mille cresciute nei millenni intorno ai porti della gente mediterranea: Salerno è la storia attraverso il luogo che non c’era, quello a sud del fiume Irno, quello che ha sostituito la vecchia zona industriale e commerciale controllata dalla Polveriera dei Borboni. Ci sono le fabbriche abbandonate come simbolo di conflitti dimenticati, il calcio e il tennis, un Macintosh, la radio libera, c’è la droga come in mille quartieri simili nelle mille metropoli del mondo, di ieri e di oggi.

Nell’era di Twitter e di post lampo che scorrono veloci su Facebook, il tempo di leggere storie è limitato, ma il bisogno di consumare e condividere la propria presenza è dominante. Le battute discontinue dei dialoghi, o i monologhi, e la mancanza descrittiva dell’atmosfera dei fatti che accadono intorno ai pochi personaggi che animano la storia, sono scelte che rompono gli schemi essenziali di un romanzo, nel tentativo di crearne una costruzione sceneggiata con strumenti elementari di pseudo poesia per immagini, proprio come avviene sui social, come è però, impossibile da immaginare dentro la reclusione soffocante della pandemia. Il mare come proprietà e come bisogno rende bene l’idea della fuga dalle paure più intime, e così anche il “runner illegale” che corre per la libertà, diventa una scena che non ha bisogno di descrizione.

In piena pandemia 2020, Antonio Esposito brucia i ricordi di una vita che dura il tempo di una passeggiata sul suo lungomare, una andata e un ritorno con sorprese e colpi di scena, con accanto e sullo sfondo la Divina costiera. L’ovvietà di un’impresa paradossale si aggrappa ad una tensione che resta latente fino all’epilogo finale che viene rimandato, pagina dopo pagina per un epilogo che è da scoprire anche se non c’è un cadavere, un delitto: in gioco ci sono le relazioni umane primordiali che prima del sangue chiedono il ragionamento per poi tornare al principio, per poi ripartire. Il bisogno di comunicare è nel DNA di ognuno ma il bisogno di scrivere per lasciare un segno è precedente. Questa genesi ha bisogno di un approdo definitivo, è una sfida lanciata nella rete globale della comunicazione che spetta al lettore raccogliere per navigare sé stessi…

#ilterzolivello sulla Città

che dire? … ringrazio Maria Romana Del Mese che ho avuto l’onore di conoscere per l’intervista che il quotidiano la Città mi ha voluto dedicare, il suo articolo mi ha emozionato molto … ringrazio la Redazione e tutti i lettori che continueranno a darmi una mano in questo piccolo progetto, ogni giorno arrivano segnalazioni di strafalcioni grammaticali e sintattici, del resto il protagonista è uno terra terra e molte cose sono scelte precise della sperimentazione che ho voluto intraprendere … la storiella doveva uscire, Giacinto e il maresciallo Gradone avevano l’urgenza di lasciare il mondo della fantasia per vivere in quello concreto della pagina da leggere … GRAZIE! 🤩