2024, Homo Scrivens

Quindi siamo l’alba del suo futuro e della sua speranza, noi lettori che arriviamo alla fine di queste pagine che ci lasciano sospesi tra la paura di proseguire e il coraggio di un altro passo deciso verso l’abbraccio definitivo alle visioni che la regista ha proposto miscelando poesia e prosa, emozioni e sogni, viaggio e contemplazione, amori e turbamenti. Sospesi come lo stesso Virgilio chiamato a soccorrere Dante: “…Io era tra color che son sospesi e donna mi chiamò, beata e bella, tal che di comandare io la richiesi…”
Quindi a noi sospesi che viviamo imprigionati nella staticità del timore di affrontare i dolori dell’esistenza, la regista con questo suo universo scritto, mette in scena la spazialità senza confini dell’alba non come etereo intermezzo di pensieri tra la fine della notte e l’inizio del giorno che arriva, ma come dimensione materiale dell’onirico che si fa emozione, energia e sostanza con cui costruire il desiderio di camminare la realtà quotidiana.
L’intreccio immanente con DELL’ACQUA E DELL’AMORE, la precedente raccolta di racconti del 2020, non è solo evidente continuazione di scrittura del sentimento che si fa passione, ma in LE ORE DELL’ALBA l’evoluzione diventa poesia, e l’emozione corrompe la ragione. Ci sono notti insonni e giorni da sogno, ma sul palco dell’alba la scrittrice poliedrica mette in scena il tormento dando voce alle lacrime. E nel leggerla, noi lettori sospesi, diventiamo protagonisti nelle sue visioni.
L’arte di Brunella Caputo è come un diamante poliformante in continua trasformazione, che più si guarda da vicino e più meraviglia: non puoi pesarne i carati come non si misurano le parole o le note di una musica, è l’insieme delle sensazioni che coinvolge gli spigoli delle superfici lisce, la trasparenza dei tagli che ne segnano il cuore, lo spettro dei colori che sommano la luce, la potenza che si fa tristezza e gioia, l’Amore che muove il sole e le altre stelle.






