io, mamma, e papà

Non voglio

non voglio vedere la cenere

non voglio vedere la targa

non voglio sapere che pensate ora

mi vergognavo allora e di più mi vergogno oggi

al pensiero, al ricordo, alle parole mai dette

mi vergognavo allora e di più mi vergogno oggi

per ogni bacio mancato

per ogni carezza negata

per ogni sguardo d’amore inconsolabile

che brucia ancora

come tempo sprecato

e confessato delitto

per un addio mai compiuto

no, non siete in quel marmo freddo

ma urlate forte in questo cuore

che batte come un tamburo in festa

e che vi porta in giro per il mondo

insieme a me

per sempre vivi

cantori silenziosi

di nullità e morte

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