non voglio vedere la cenere
non voglio vedere la targa
non voglio sapere che pensate ora
mi vergognavo allora e di più mi vergogno oggi
al pensiero, al ricordo, alle parole mai dette
mi vergognavo allora e di più mi vergogno oggi
per ogni bacio mancato
per ogni carezza negata
per ogni sguardo d’amore inconsolabile
che brucia ancora
come tempo sprecato
e confessato delitto
per un addio mai compiuto
no, non siete in quel marmo freddo
ma urlate forte in questo cuore
che batte come un tamburo in festa
e che vi porta in giro per il mondo
insieme a me
per sempre vivi
cantori silenziosi
di nullità e morte

