1999 di Paolo Di Paolo

romanzo a puntate per La nave di Teseo

Diciamoci la verità, per noi generazione cresciuta fuori dalla lotta politica e dalla lotta armata, noi generazione abbagliata dagli ’80, METALLARI, punk sopravvissuti, dark e new wave nei ’90, noi allattati da SPAZIO 1999 e 2001 Odissea nello spazio, il XXI secolo è stata una sola, per poi svegliarci con un MUSK che ci porta improvvisamente su Marte, forse, sì forse, perché i missili, ultra iper sonici, quelli veri attaccano e distruggono i bunker sotto terra di uomini come topi asserragliati sotto terra, altro che cielo, altro che universo… Grazie Paolo, questo romanzo a puntate, oltre che novità, nel merito, nella storia, ci scava dentro come una trivella in cerca di futuro, quello vero, quello che abbiamo dentro e ci emoziona ancora.

In fondo: «è difficile restare arrabbiati quando c’è tanta bellezza nel mondo».

Logo della serie 'Space: 1999' con un'immagine della luna sullo sfondo.

PUNTATA 1: American Beauty Supercinema https://1999romanzo.substack.com/p/i1-american-beauty

NITORE: “ha a che fare con la lucentezza, con l’atto di splendere.”

wow con la voce di Filippo Scotti mentre si legge piano, a 1x, parola per parola, è coinvolgente: un incipit che avvince. Bello, mi piace.

Un uomo di mezza età con barba grigia legge un libro in una stanza ben illuminata da una luce calda.

PUNTATA 2: American Beauty – L’artista totalehttps://1999romanzo.substack.com/p/i2-american-beauty

wow l’incipit era tanta ansia coinvolgente, come quando stai andando alla stazione o all’aeroporto per non fare tardi, per non perdere l’occasione del viaggio, e nella banale quotidianità, l’ansia di perderti una storia che parte, che può partire senza di te, di me. Adesso sì che si vola. Decollato: si vola. “Ma lo sa, non è così sciocco da non sapere che non si scrive per ricevere dei complimenti. O sì?” e come in “Romanzo senza umani”, Paolo, anche con la sua voce adolescente, emozionata, e parola per parola dentro una macchina del tempo che “pendula” di passato e presente, vola, vola e ti trascina, ti trapana il cervello, e lei, lei, dov’è? Che fa? Chi ha scelto? Mentre io, nella mia cameretta, a sessant’anni penso a quanto sono stato stupido a non scegliere un liceo invece di un tecnico industriale per fare l’elettronico nel 1980, l’ITIS Galilei, frequentato da 998 maschi e solo due femmine… E io? Cos’ero, artista, muscoloso, o solitario? E lei, lei adesso chi è? Dov’è? Che fa?

Ritratto di un giovane uomo con capelli scuri e una giacca, mentre osserva pensieroso in una stazione ferroviaria, con un orologio che segna l'ora sullo sfondo e cartelli luminosi.

PUNTATA 3: American Beauty In una notte buia e tempestosa https://1999romanzo.substack.com/p/american-beauty

wow eccola LEI, giudice di intere generazioni di uomini disperati… eccola la morte celebrale di un intero ventennio di tanta tecnologia e di tanta disperazione, umana, disumana… Decollati nella prima puntata, volando nella seconda, precipitati nella terza e adesso che succede? Sopravvissuti e sopravviventi canta Luciano ma adesso io voglio la IV puntata, dai Paolo, dai Paolo, è già tutto scritto? Pensando a Jack London? È già tutto nei gironi pensando a Dante? “Non sono né carne né pesce” pensando a Mary per sempre? Lo scrivi adesso questo deserto di vita diventata giungla?

Un uomo annodato con una corda tiene in mano un libro rosso mentre legge in un ambiente buio e vegetale, illuminato da una luce blu e arancione.

PUNTATA 4: Ripensacihttps://1999romanzo.substack.com/p/i4-american-beauty

wow: in scena l’impossibile. Il chi ero e il chi sono con in mezzo la distruzione in un lampo, in un attimo, del metronomo che batte il tempo, la cancellazione della formazione durata una vita, del divo, del solitario mai diventato divo, o più materialisticamente vip, very important person? Si può essere una persona importante, acclamata, adulata, rinnegata e denunciata, schifata e riabilitata, e continuare a ripensare alle scelte sbagliate, al coraggio di gettarsi nel fango, alla viltà di scappare dall’abisso di dentro per tuffarsi senza vergogna nell’abisso di fuori? Che specchio feroce senza la luce serena della pace interiore, della consapevolezza che ai rimorsi e ai sensi di colpa non c’è rimedio, perché perdonarsi sarebbe la fine di ogni sogno di grandezza che non basta mai, mai troppo grande, mai raggiunto, mai impossibile nell’attimo del pensiero che si fa vita, passata, presente, futura. Nella terza puntata ho visto la caduta nella realtà. In questa, inizia l’analisi di quello che ero, di quello che sono. È questa la magia della tua scrittura, la magia della letteratura, che se da un lato mi ammutolisce con soggezione unica, dall’altro istiga le urla soffocate dentro che prendono voce. Voci che si fanno transfer nei personaggi che fai vivere in queste pagine, pagine che sono spartiti di una sinfonia che prende forma e scava dentro, facendoci volare, “ripensando” all’ero, al sono, al sono diventato nonostante sconfitte e vittorie, dolori e gioie, nonostante l’incapacità genetica, forse, di fare tattica e strategia, perché se è vero e saggio non giocare con la vita degli altri, è quantomai sano, anzi, doveroso, giocare a rincorrere, “ripensare” alla propria, di vita. Intanto il tempo scorre e tutto intorno è vita giovane che non siamo più, nei corpi, negli ormoni, nei sogni che continuiamo a fare. Grazie Paolo, questa quarta puntata è feroce come lo può essere una belva che ha fame, fame di comprendere quanta umanità ci resta prima di chiudere i conti. Non so se avrò mai la possibilità di stringerti la mano ma se e quando dovesse accadere, negli occhi vedrai il tormento e nella stretta la gratitudine per questa lettura che diventa sempre più avvincente. Grazie.

Un'immagine che mostra due figure di profilo all'interno di un orologio rotto e scheggiato, simboleggiando il concetto di tempo e riflessione interiore.

PUNTATA 5: Todo sobre mi madre – BARCELLONA – 20 giugno 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/ii1-todo-sobre-mi-madre

WOW la gita: che bella trappola. E poi, anche in questa puntata l’arrivo di lei è rinviato. Lei contesa in una amicizia che da collettiva a quattro sta per diventare amicizia di coppia, e quindi deflagrare in relazioni particolari, amicizie intime in competizione tra loro, che a loro volta si scoprono e si trasformano strada facendo.  È la fine degli anni ’90 del resto, il canone, il rito, la messa e la comunione dello stare insieme è mutato. Il ’68 nemmeno un ricordo per chi non l’ha vissuto: vissuto nel mentre accadeva, né vissuto la sbornia e il reflusso successivi, né la fusione che la fissione. L’emergere sugli altri da reato è diventato meta. Non poteva che essere così. A me sembra con gli occhi di oggi, un destino segnato per quattro amici che si dividono il sonno oltre che il giorno, la scuola e un film come American Beauty. La gita a Barcellona, la gita che chiude l’anno della maturità è uno spaziotempo in cui tutti i lettori vengono rapiti dalla nostalgia e dai ricordi. Che bella trappola letteraria. Io no, a quella gita non andai perché senza soldi. Il cinema, le gite, le bevute e la pizza con gli amici costano e senza soldi e paghetta, anche i riti più comuni della formazione si dividono in classi di appartenenza, dove un solitario è anche più solitario di questo tuo splendido protagonista tra splendidi protagonisti. Per mia fortuna, con tanto senno del poi, non andai. Mi avrebbero arrestato sulla rambla, sì proprio a Barcellona, era il 1985 e sai che figura di merda? Oltre lo stigma perenne come un tatuaggio, forse anche la condanna a ripetere l’anno scolastico. Ma questa è un’altra storia che non interessa a nessuno. Le tue scene della partenza, gli intrecci delle azioni, dei sentimenti che avanzano e precedono i ragionamenti, che si fanno maturi prima della maturità, i dialoghi che testimoniano la crescita e l’espansione della necessità di comprensione che dall’intimo personale sfociano nel mare dell’amicizia h24, sono, tutti insieme, spettacolari, veri, reali come in un lampo l’apprensione materna per un figlio che ha lasciato da qualche ora il nido per un volo internazionale. Sono (e non credo di essere l’unico, anzi, potenza di un tema universale) sono tornato in volo, nello spaziotempo della nostalgia e dei ricordi, dell’amore che nell’impazzimento di ormoni e neuroni non ha scampo, è condanna, è condannato. L’amore che si genera e si riproduce, si rincorre e sta per avvelenare le amicizie, perché domando: a chi a quell’età non è capitato di trovare l’Amore e cominciare a perdersi completamente lasciando ai margini proprio gli amici con cui si è condiviso, fino a pochi giorni prima, l’urgenza del presente, il sogno oltre che il sonno?  L’ansia di lei, per lei, di entrare nei suoi pensieri, nei suoi dialoghi, cresce, cresce a dismisura, perché nello spazio tempo della nostalgia e dei ricordi, l’adolescenza sulla soglia della maturità è l’universo impossibile da dimenticare, che ci ha costruito e fortificato, che ci ha decostruito e distrutto, affogati e risorti, nelle sere senza tramonti, nei giorni orfani di albe, nelle notti di deriva e tormento: istanti di momenti eterni senza via di fuga con all’orizzonte il mare dell’ignoto a divorarci l’anima. Un futuro mai veramente futuro ma illusione di un futuro che è desiderio. Amore come veleno avvelenato muore. E poi il prossimo, e quello dopo, e amore ancora Amore. Grazie Paolo, è un trip che non scende: è la dipendenza bella, quella dei romanzi che m’intrappola. Complimenti.

Gruppo di quattro giovani che sorridono mentre posano in una strada urbana al tramonto.

PUNTATA 6: Todo sobre mi madre – Un pomeriggio con Laetitia Casta – 27 giugno 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/ii1-todo-sobre-mi-madre

Una bella sfida scrivere strada vivendo! Sotto scadenza, dentro il verso che non schiude né si apre ma dimora sospeso nell’attimo che batte fuori tempo come mettere in pausa e riprendere sotto la pioggia di un appuntamento irrinunciabile. Digressione direbbe un cantore in queste ore di caldo folle fuori all’aperto dove il condizionamento dei pensieri non è naturale. Il muscoloso più amico con lei che con lui, il solitario. Il rapporto acerbo come il sorriso nudo della Casta’ scala di livello verso una nuova asticella da superare più in alto, dove la confidenza prova ad avvicinarsi a quella già più intima con lei, lei, sì lei che gli piace pure se proprio glielo chiedi. Irrompe la gelosia che strattona la confidenza che si fa tessitrice di timori imprevisti. La relazione a due diventa stretta, arriva l’artista: le confessioni si fanno simposio adolescente? È una puntata che sembra andare fuori dal tema del titolo che promette tutto su una madre, sembra una sbandata ma che succederà adesso che la partita a tre sta per iniziare? Lei, lei, la ragazza amica, desiderio armato, dov’è, che pensa, che sta facendo? È una pena subdola l’attesa che nell’agenda dice tra una settima strada vivendo: è una sfida ulteriore che non perdona ma assolve senza uno straccio di peccato, nell’ombra nascosta alla luce di questa giovinezza seducente. 👏

Un uomo di spalle di fronte a un grande orologio con simboli esoterici, circondato da figure inquietanti e un paesaggio fantastico dominato da fuoco e oscurità.

PUNTATA 7: Todo sobre mi madre – La felicità dell’irrilevanza – 4 luglio 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/ii3-todo-sobre-mi-madre

Gruppo di giovani adulti sorridenti in un'atmosfera soleggiata, con una città sullo sfondo.

Il solitario non la vuole vedere ubriaca, non ci va, e non vuole dividerla con gli altri due, tanto è ubriaca. Silvia, Silvia, Silvia. Trovo un po’ sfilacciata, l’azione di quello che accade con i pensieri che vanno verso una maturità che contrasta con i suoi richiami ad una filosofia degli eventi che sa più di università che di diploma e di un “dimenticabile” hotel a Barcellona. Tutto su mia madre è un film, quando invece la chiamata di una madre nelle puntate precedenti mi ha deviato, pensavo irrompessero le vite dei ragazzi che hanno nelle loro famiglie da cui si sono staccati da poche ore. E quindi nuove confessioni, richieste d’aiuto o ribellione che si fa conflitto. Quella gita a quell’età con gli amici forzati nell’avventura scolastica lascerà dei segni “indimenticabili” e l’ubriacatura adolescenziale ne sarà un motore ? L’attesa per la prossima puntata è sempre viva più che mai.

Avatar di Claudia Lucca

Claudia Lucca

“E però mi fai venire un dubbio… secondo me Silvia non è la ragazza col maglione viola che piace all’artista e al solitario e pure (forse) al muscoloso. I nostri quattro protagonisti non hanno nome, mentre Silvia sì. E poi lei è già impegnata con un ragazzo (anche se sembra dimenticarselo…), mentre la ragazza col maglione viola no. Almeno, io ho capito così.”

Avatar di Pietro Di Gennaro

Pietro Di Gennaro

Sì, hai ragione Claudia, Silvia non è la Lei che anch’io sto aspettando, la Lei dei 4 che dovranno commentare anche il film di Almadovar (così tanto altro si chiarirà) ma dopo la gita, dopo il diploma, dopo la maturità? Credo che Paolo stia per svelare il colpo di scena legato alla gita “indimenticabile” a Barcellona, la gita come la pistola fumante che compare e che prima o poi spara, chissà perché penso ai Fantastici 4 e alla donna invisibile, io nel 1999 a 33 anni vinco il concorso all’Università (e mi tranquillizzo, mi sistemo o come si dice) negli stessi giorni mi risposo, mi sposo con Monica, con un figlio già di nove anni: per me il 1999 non è una ripartenza ma l’inizio di un mondo nuovo, forse quello adulto che nei dieci anni precedenti è stato una fuga continua da un mondo adulto esploso troppo presto. Per questi fantastici 4 è l’anno del salto ma nella narrazione degli eventi lo spazio tempo (quello del “È felice questa irrilevanza stanotte. Felice senza sapere di esserlo, è felice perché possiamo essere solo questo, non altro ci è richiesto. L’ignoranza è una forma di felicità qualche volta.” si accavalla e si intreccia così vorticosamente da creare in me tanta bella, vera e santa, confusione, vedi Silvia per esempio. “Andate voi” ecco, ovvio è un solitario, solitario anche nella folla, nella gita, nello scrivere racconti, nell’immaginarsi l’esistenza a puntate, settimana dopo settimana, racconto dopo racconto. Occasione dopo occasione, una gita, una giostra e la scritta del neon che dice INGANNO. Silvia è ubriaca, Silvia sta male ma al solitario non interessa o fa troppo male anche per lui? “Fermiamoci qui, artista, ti prego. Fermiamoci dove la passione è uno spreco, dove non è un impegno con nessuno, dove non è ripetizione, dove l’ostinazione non è uno stipendio o un obbligo sociale. Dove non è una cosa da adulti.” Ma la giostra non può stare ferma, riprende il suo giro con i cavalli che vanno su e giù, la musica che canta rap melodico, nell’estate più rovente da millenni. Grazie Claudia per questo tuo commento che mi ha fatto rileggere questa puntata più volte. Incasinandomi più di quanto non fossi già incasinato. Grazie Paolo per questa giostra che gira senza “gettoni”, Io che Tutto su mia madre nemmeno l’ho visto ancora, io che resto incantato a vedere passare i mille tram del desiderio di questa vita e i mille giri di una giostra che gira e non smette di girare, appunto: “L’ignoranza è una forma di felicità qualche volta.” Ma ai giostrai non è consentito fermarsi, è vietato dire basta voglio scendere, perché loro non possono scendere, fanno volare.

Due volti in primo piano, un uomo e una donna, illuminati da una luce rosa intesa. La donna ha i capelli lunghi e biondi, mentre l'uomo è beato e ha una barba ben curata. Dietro di loro, una luna piena rosa illumina il fondo scuro.

PUNTATA 8: Todo sobre mi madre – Vivente! – 11 luglio 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/ii4-todo-sobre-mi-madre

wow finalmente LEI, LEi, Lei, lei, leiiiii – grande, no grandissimo, no grandioso, lo sapevo, lo aspettavo, lo scrittore vivente che arde, che s’infiamma, con lei, di lei, si ustiona, lei che “Le piace quando parlano. Le piace ascoltarlo.” – ho aspettato il sabato, perché di venerdì tutto è più triste. Complimenti Paolo, si torna a volareeee. Grazie!

A page from a book showcasing Salvador Dalí's artwork, featuring a surreal landscape with melting clocks and distant mountains, illustrating themes of time and reality.

PUNTATA 9: MATRIX – In ritardo – 19 luglio 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/iii1-matrix

In ritardo ma ne valeva la pena, nell’email per tutta la giornata di venerdì non l’ho trovata mentre il mare di spam a cui mi sono iscritto negli anni, invece sempre lì presente, i giornalieri, i settimanali. Ma di 1999 niente. Mi sono preoccupato, devo dire la verità ma stamattina mi sono tranquillizzato. Devo dire, tanto è la verità comunque, questa puntata è molto più ragionata e sapevo che il tema in classe sarebbe arrivato, cos’altro manderà avanti la storia di lei e di lui se non la scrittura? Sì le letture, la relazione a tre, a quattro, ma la scrittura. E sono sicuro, almeno lo spero, salteranno fuori i diari, il diario di lei, il suo mondo, nel tema, nei temi, nelle confessioni con se stessa. Nei sogni e nei desideri che si fanno parola. Ragionato, tanto ragionato. Sembrano oggi sull’IA gli stessi discorsi di allora su internet. Oggi sarebbe il caos fermare internet, domani sarà il caos spegnere l’IA che ci controllerà tutti. Ma loro, noi, a 16 anni, che ragionamenti facciamo? Forse è una bella idea, a me la differenza è piaciuta tanto, tantissimo, quella del sabato libero invece del venerdì lavorativo. Io sto pensando che il 25 abbiamo la pizzata della nostra VF che festeggia i 40 anni dal diploma, tutti maschi in quell’aula del Galilei, per l’elettronica che non abbiamo mai visto, per i torni a controllo numerico imballati che nessuno sapeva usare, per una lei che non c’è mai stata in classe e tutti cercavamo fuori dalla scuola. Quella sera, come ad ogni nostro ritrovo, con compagni che vengono dall’estero per rivedersi, parleremo dei nostri temi in classe e se non le lacrime, perché siamo maschi adulti e alcuni già nonni esperti, le risate saranno intrise di questa dolce, amara, sublime mestizia che questa puntata mi ha regalato con la forza della ragione, con l’idea universale di essere protagonisti della nostra vita riflessa nello spazio tempo di uno specchio di parole che sono come quel sentiero di montagna del video, la via dell’emozione dei sensi, tutti insieme, vero Claudia? Grazie Paolo per questo viaggio che ci fa volare. Matrix? MATRIX? Già matrix.

Una giovane ragazza con capelli scuri e scompigliati guarda intensamente verso l'obbiettivo, con espressione pensierosa, in un ambiente d'aula illuminato da luci neon colorate. Sullo sfondo si intravede un ragazzo seduto a una scrivania con un computer portatile.

PUNTATA 10: MATRIX – Un senso di benessere – 25 luglio 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/iii2-matrix

una eccezione eccezionale, la discesa negli inferi, il peggiore tema che la sua prof. si potesse aspettare da lui, e da lì, il futuro della vita, dallo sconforto alla chiamata che diventerà devozione assoluta per la scrittura oltre la narrazione: l’emozione di chi legge, il sentire l’emozione. I brividi che ho provato sono quelli che mi hanno fatto ricordare uno stato simile, al ritorno dell’esame orale di chimica alla vecchia ingegneria. Feci scena muta, eppure allo scritto avevo preso trenta. Non avevo capito una mazza della teoria che però avevo applicato quasi con lode nei problemi: uno scritto da trenta, in quella sessione nessuno aveva preso trenta. Feci scena muta e il corpo s’infiammo’ altro che guance rosse, scappai tremando, e tremavo sul bus che mi riportò a casa, di vergogna e rabbia, tremavo. Non una doccia fredda ma un fuoco devastante, sentire la presunzione spegnersi e la vergogna bruciare. Scusate la digressione oggi che le “digressioni” sono di moda per non pensare alla sciagura della guerra come in modo “eccellente” avrebbe voluto la prof. per tutti, ieri come oggi. Ma la migliore è Lei, LEI, lei che supera tutti. Supererà Matrix e la prigione governata delle nostre esistenze? Lei che finalmente sentiremo, vedremo, leggeremo ammireremo, giudicheremo, dalle parole sue, tutte sue, dal tema, dalla sua scrittura che si prenderà la scena nella prossima puntata. Micidiale l’ansia per l’attesa di Lei, LEI, lei che sembra un campo appena arato, pronto alla semina, che sembra il campo dei conflitti, geometria delle pulsioni, e la battaglia per la maturità che prende voce dal seme piantato su un foglio protocollo. Grande 👏 Grazie Paolo.

PUNTATA 11: La vergogna del mondo – Una puntata diversa – 1 agosto 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/la-vergogna-del-mondo

Close-up of a young man with a tense expression, showing signs of distress and concern against a dark background.

Ho letto venerdì scorso e un nodo in gola mi ha affogato, lo stesso che nell’adolescenza mi prese dopo la lettura di “Se questo è un uomo”, per giorni e giorni non pensavo ad altro, a quanto fosse mostruoso l’uomo, a quanto male è capace di fare all’uomo che diventa peggio di una bestia, a quanto siamo niente rispetto all’atrocità dell’uomo. Inermi, disarmati, inutili. Indifferenti se almeno non ne parliamo, incapaci se almeno non ne scriviamo, insensibili se giriamo canale, miserabili se almeno non condanniamo. Distratti come autodifesa, traditori come disertori. Ho riletto oggi, e ho capito cosa mi è successo allora, cosa mi succede oggi a me che vivo sicuro, la vergogna di essere uomo nonostante l’uomo, questa è la mia vergogna di uomo impotente, sconvolto, distratto, costretto a fare la solita vita nella mia tiepida casa. La vergogna del mondo sono io che essendo niente non posso, non faccio niente. E non mi assolvo, se ne leggo, se ne parlo, se manifesto, se prendo la parola, se me ne sto in silenzio. Se prego anche se non so pregare. Il rifiuto, questo mi ha stordito, e non lessi più ne Levi né altri, condannandomi all’oblio come corazza tra amici che se ne andavano con l’overdose nel corpo. Anche un rifiuto ha la sua dignità, come stato transitorio di un processo di vita, di trasformazione, ma l’uomo cos’è? La bestia che diventa nella fame, la bestia che affama e massacra, con la stella di Davide sul petto, con le svastiche al vento, con i fasci littori sulla tomba, con le prigioni e le torture di ogni stato, occidentale, orientale, con la miseria, distrazione e distruzione di massa. E le armi, la guerra, solo un affare come un altro. Grazie Paolo Di Paolo, e se questa puntata diversa mi ha lasciato venerdì scorso senza parole, questa notte, rileggendo, inghiottendo il nodo della vergogna, superando l’ovvietà della disillusione perché ad ogni Abele c’è un Caino che l’ammazza, adesso voglio condividere, voglio partecipare, voglio continuare a leggere, magari ripartire dal “saggio” I sommersi e i salvati, che se magari fossi andato al liceo, che se magari avessi studiato allora, forse anche tutta la mia vita sarebbe stata diversa, quella che il tuo protagonista “solitario” mi sta facendo vivere oggi in questo dannato 2025 che sembra senza speranza. Grazie.

Un uomo di mezza età legge attentamente un libro, esprimendo una forte concentrazione e un'emozione intensa sul volto.

PUNTATA 11 e 12: Il mondo com’era alla fine del Ventesimo secolo. L’ultimo capodanno – 8 agosto 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/iii34-matrix

È il primo bacio? E non gli arriva dalla tenera e fragile che desidera? Ma la desidera? Certo che la desidera. E non c’è stata ancora la gita, e non c’è stato ancora il tema in classe, il miglior tema in classe che ha scritto Lei, il più bello di tutti. La scena del dibattito con le visioni dei nudi della “stramba” all’ultimo banco continua, dovrà continuare, che canaglia lo scrittore che nel raccontarsi “tira la corda” e mischia i piani degli eventi, nello stesso attimo che accadono, nello stesso capodanno del primo giorno del nuovo millennio. Una vita, un anno, un mese, un giorno, una scena,

Passato e presente in momenti che si fanno romanzo. Azzolo, della foto del quotidiano, a parte il direttore che oggi firma documentari su Lenin alla 7, mi ha colpito una informazione che avevo completamente dimenticato, la copia di un quotidiano il 31 dicembre 1999 costa 2200 lire (ma forse era un numero speciale), già un euro e dieci, come costa oggi più o meno, come se il 25 anni non ci fosse stata nessuna inflazione, invece l’inflazione dei sentimenti e delle emozioni in queste due belle puntate sono dei vortici impazziti tra la filosofia e l’inutilità della filosofia nell’attimo che si vive.

Già, sedici anni, il futuro che si fa indietro, la matrix che diventa discussione e un futuro che ripetitivo si fa prigione con un fine pena mai che è la nostalgia del sapore di un piatto di spaghetti al dente mentre la realtà è una pasta scotta e un bacio che sostituisce quello desiderato, nella notte che scoppia la festa, la solita festa anche se è una data speciale, insieme la fine di un secolo e di un millennio. Ma come per la discussione sul tema in classe, così non può che continuare anche la fine della festa e l’alba del nuovo giorno, il primo del 2000.

Lo so che non si fa, ma lo dico perché, puntata dopo puntata come lettore che ammira il protagonista e la corda che tira allo spasimo, strusciando per terra e volando nel cielo, con nostalgia che oscilla tra rudezza e commozione, tra rabbia e poesia, protagonista nel commento ci sentiamo un pò anche noi coraggiosi nei commenti a lasciare pensieri che si aggrovigliano nella lettura, almeno per me è così e mi lascio andare.

Non si fa ma lo dico, chi è nato molto prima ha punti di vista e di ricordo diversi, essendo io del ‘66 nel ‘99 avevo gli anni del Cristo morto sulla croce. Lui risorge e io rinasco, nel ‘99 mi risposo (il primo tanto brutto quanto bello il secondo) e nel ‘99 entro per concorso all’università e divento un “privilegiato” dipendente pubblico, nel ‘99 mio principe erede Daniele fa 9 anni ed è un campioncino a Magic, a Worcraft, in rete navigo con uno stupefacente modem a 56k che suonava prima della connessione, desiderando l’ISDN che non è una droga.

Lo vado a prendere un sabato sì e uno no a scuola e passiamo il week end insieme a giocare e giocare e giocare… Per me il ‘99 è stato un salto di livello in questo gioco straordinario che è la vita, un gioco tra sparatutto, costruttori di battaglie e città, imperi e labirinti magici della mente che continua a sognare.

Grazie Paolo: il mio primo bacio è stato con un’amichetta tra le amichette, in mezzo al mare, in estate prima del terremoto dell’80, io straccione dalla spiaggia libera, loro bellissime con la cabina e i genitori al lido, e non ci siamo dati appuntamento, e non ci siamo mai visti più.

Una vista di una passeggiata con un parapetto, un lampione e un albero spoglio. In primo piano, un cartello pubblicitario con la scritta 'SLIDE BITCH' graffitato. Sullo sfondo si vedono le montagne e il mare, sotto un cielo nuvoloso.

PUNTATA 13: Magnolia – 15 agosto 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/iv1-magnolia

Un'immagine astratta che mostra una cascata di numeri verdi su sfondo nero, con elementi in rosa che rappresentano connessioni digitali, evocando un'atmosfera futuristica.

wow che puntata! Sono qui a leggere e mi sento la cavia che ha la possibilità, nel laboratorio infinito delle nostre esistenze, forse nemmeno la possibilità ma addirittura il desiderio di comunicare con lo scienziato che mi sta vivisezionando l’anima. Per quanto robaccia, perdita di tempo, la scrittura della mandria del XXI secolo, con il meglio di sé stessi che si riesce a mettere nei social, con parole e scatti fotografici del proprio vivere, è lo scenario apocalittico che dalle macerie di rivoluzioni mancate e superate, ci fa vivere non in un deserto fatto di solitudini inespresse ma nella giungla del rumore delle parole inutili. E io che di questa mandria vorrei, magari, essere un vitello performante pronto per il macello, mi sveglio cavia che parla all’esperimento, al coraggio e all’orgoglio di farne parte, numero primo ed imperfetto come le compagne di questo viaggio, specchio e portale di spazio e di tempo che prende a schiaffi i ricordi e il presente in un conflitto di stupore che abbaglia. Forse mi sbaglio, e vorrei di cuore sbagliarmi, ma il finale di questa puntata è un atroce rimorso, un pentimento amaro di ciò che è stato, di ciò che è diventato futuro senza ritorno, una nostalgia prigioniera diventata avanzo, rifiuto imbalsamato nell’anima. Uno di quei piccoli o grandi tumori benigni che hanno smesso di crescere con cui dobbiamo convivere. La grandezza di questa puntata, di questo romanzo da cui non riusciamo a staccarci, è la vastità dei temi che affronta proprio com’è la vita che ci prende nel quotidiano, nell’usuale tempo che consumiamo nel nutrirci costantemente della robaccia che tradotta in parola è solo l’apparente follia che vorremmo essere, un po’ muscolosi, un po’ artisti, un po’ solitari, un po’ Lei che si apre al mondo, spine e rosa del futuro che è stato già passato ma da scoprire puntata dopo puntata. Forse peggio di sentirsi robaccia è sentirmi cavia, felice e grato di farne parte, per mostrare e dimostrare di essere vivo. Grazie Paolo, a te a tutte le lettrici e i lettori, buon fine settimana di ferragosto.

Un uomo e una donna con espressioni preoccupate, in un ambiente interno con dettagli architettonici in bianco e nero, che suggeriscono tensione.

PUNTATA 14: MagnoliaLa nostalgia del presente che ti muore fra le mani – 22 agosto 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/iv2-magnolia

Un pezzo di roccia appoggiato su una pagina evidenziata di un libro, con il testo che recita: 'Esiste il presente,' dice lei. 'Esiste solo il presente.'

«La nostalgia del presente che ti muore fra le mani», risponde Bertolucci. Cavolo che potenza di visione nelle parole di un visionario. È quella corda che non smette di vibrare ma che anzi, in risonanza, amplifica l’ossessione? Di crearle le visioni? “Qual è la corda che, involontariamente, ha toccato?” Ripetete con me: esiste solo il presente! E basta? No caro “solitario”, hai fatto incacchiare anche Claudia che come me, come altri, siamo niente e siamo tutto, lettori, che si fanno incantare. E tu sai come si fa, vero? Perché allora confessare di essere il solitario “incompreso” da qualche critico le cui critiche non sono nemmeno lacrime capaci di disperdersi nella pioggia dell’irrilevanza? Perché sporcare con le irrilevanti “feci” di Putin queste pagine con un fetido presente che ci soffoca il momento che, invece nella lettura ci fa sognare? Lo diceva Eco, non usate le parentesi che stroncano il discorso. Certo che c’è una ragione, il tema in classe, quelle maledette prove, quei maledetti giudizi, quell’indifferenza a tutto il nostro ardore adolescente, di mostrare e dimostrare, negli anni più fragili e tragici, più teneri e brutali, ha risvegliato in noi, il fuoco sopito, le fiamme dimenticate, le nostalgie e i rimorsi più sanguinosi. Perché? Perché allora mortificarci al fruscio di un cespuglio che assiste suo malgrado invece di innalzarci ai mille occhi che brillano nella ruota regale di un pavone sublime in amore? Sì, non è giusto, come non è giusto niente di questa vita che ci sfugge tra le dita, tra le lettere di una tastiera che ha l’ardire di una penna senza freno che, ora come allora, vomita inchiostro del noi stessi incandescente, sopravvissute, le passioni nostre di leggere e di scrivere, la passione di Lei, di Lui, dell’Artista, del Muscoloso, di quella vita, di quegli amori devastanti, di quelle visioni che trascendono il nostro brutto presente in attimi di lucida perdizione. E tu sai come si fa, ad incantare, come Shakespeare userai la gelosia? Il mostro dagli occhi verdi che riferisce una calunnia o una verità? Lei resta contesa dal trio sconvolto dagli ormoni, che nella visione di un ennesimo film, balla e gode da sola. Ammirata ancora di più, Lei che ha fatto il tema più emozionante, con il voto più alto. E torneremo alla gita rimasta successiva al primo tema? E ce ne saranno altri, di temi in classe e fuori classe, di confessioni, di tormenti, di competizioni, di fallimenti? È già un orgasmo l’attesa per la prossima puntata, per l’ultimo sabato d’agosto. Grazie Paolo.

Un giovane pensieroso in silhouette, circondato da orologi e simboli astratti in un ambiente dai toni blu e viola, che esprimono un senso di introspezione e contemplazione del tempo.

PUNTATA 15: Magnolia – Le apparenze – 31 agosto 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/iv3-magnolia

Un'immagine di un uomo seduto al tavolo, intento a scrivere su un laptop mentre osserva una stretta di mano.
Un giovane studente immerso nello studio, circondato da pile di libri e documenti in un ambiente poco illuminato, con espressione pensierosa mentre legge un documento.

PUNTATA 16: Magnolia – Lettera da bruciare – 5 settembre 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/iv4-magnolia

Un'entità eterea e scura in un ambiente nebuloso, circondata da filamenti e sfere luminose, che evocano una sensazione di interconnessione e mistero.

Wow, l’amore che brucia, l’amore che muove il sole e le altre stelle, l’amore che ti fa sentire potente come Galactus distruttore di mondi, l’amore che ti fa sentire una lacrima dispersa dentro Blade Runner o l’amore di Trinity dentro Matrix, l’amore adolescente che ti fa correre tirando pugni al vento dopo il primo bacio, o che ti fa piangere per giorni senza lacrime avvinto nella solitudine che si fa coperta stracciata piena di pulci e vomito di tristezza, l’amore delle lettere mai scritte e di quelle scritte con furia e gettate come mozziconi spenti, l’uno dopo l’altro a bruciarsi la gola per quel filo di speranza che si fa alito dell’ultima possibilità di tornare insieme, e rivivere quell’attimo estremo di felicità che non torna più. L’amore che evade da ogni schema, da ogni programma di follia, oltre ogni sbarra di questa vita imprigionata nell’esistenza di attimo perso a pensare senza agire. Che cazzo di delirio questa puntata e quest’amore che finalmente scoppia, brucia, devasta la pagina. Un sogno, l’amore, e che sogno! Che cazzo di delirio sentirsi personaggio nel romanzo, come mi capita sempre, in quelli belli, in quelli brutti, in quelli che amo e in quelli che odio, a volte personaggio possente a volte una pezza, lo straccio che pulisce la merda, se non la merda stessa. Un incubo, l’amore, e che incubo! Un brivido di freddo e il cuore di giaccio, un brivido di fiamma che soffoca il respiro, e l’amore brucia, arriva, finalmente esplode, oltre l’amicizia che come al solito dilaga e scappa in ogni direzione, si chiude e tradisce, si apre e cura, necessaria e sfuggente, incredibile e totale, di Lei, di Lui, di loro, nelle apparenze, nelle circostante, negli eventi in bilico tra due millenni, nel presente scritto e riscritto, visto e vissuto come un film, come la meraviglia di sentirsi umani nonostante l’umanità stuprata che ci circonda e ci devasta dentro. E ora un’altra settimana di passione per giungere sulla croce che ci inchioda in quest’attesa insostenibile.

Grazie autore, le ho già detto che in ogni pagina mi sembra di rivivere nel romanzo senza umani? Grazie davvero, in fondo la confusione che mi prende è l’entropia dell’universo che spande vita, solo vita quotidiana, indigeribile esistenza con mille sbarre intorno.

A figure stands on a rocky ledge, gazing at a bright full moon and an ethereal owl soaring above in a starry night sky filled with glowing orbs.

PUNTATA 17: “Eyes Wide Shut” – La realtà fa una concorrenza sleale alla letteratura – 13 settembre 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/v1-eyes-wide-shut

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Ma no, porca di quella baldracca della miseria, già finito? Dopo questa magistrale lezione di vita e di letteratura, dovremo rimettere nel ghiaccio le nostre emozioni, nel freezer vanno stretti lo so per certo, beh magari qualcuno pensa al frigorifero dei macelli, e io penso ai miei pensieri che penzolano squartati e privati del meglio, le frattaglie, cuore compreso. Una vita di frattaglie a guardarci indietro, ad essere cattivi con il peggio di noi che siamo stati. A come in questi personaggi e l’adolescenza, per quanto confusa, dimenticata, orribile e ubriaca di meraviglie, sia stata di sbornie e dopo sbornie. Sto leggendo in questi giorni le regole dell’attrazione di Bret Easton Ellis, e vomito di pagina in pagina nel nulla che siamo stati, che peccato. E lei caro autore annuncia la fine delle stelline, di quell’era che precede la sventura della fine dell’adolescenza, la fine dei superpoteri, la fine dei giorni magnifici e luminosi di pensare tutti i momenti, tutti i giorni, a lei a lui, a loro, la fine dello strazio del favoloso mondo ingovernabile, del viaggio senza frontiere, con tanto di fili spinati e abissi dietro ogni curva, alla fine dell’orizzonte catturato negli occhi e nelle risate di una canna condivisa, alla fine di quell’amore magari mai consumato, mai bruciato, straziante come quello in cenere che finisce col diventare grandi, freddi, paurosi ma più incoscienti di prima. Ma no, porca di quella baldracca della miseria, già finito? Scherzo, rido di me, a queste parole, ingovernate, non distanziate, perdutamente vere, false come lo è tutta la nostra esistenza apparente, quella che non riusciamo a contenere. Azz, inautentico? Azz, “La realtà fa una concorrenza sleale alla letteratura” ? Io tremo al solo pensiero di vedere, sentire, leggere, la reazione di Lei a quelle pagine fitte fitte, a quelle domande che sanno di vita vera ed universale che semmai la letteratura l’allarga la realtà, altro che concorrenza, semmai la realtà sarebbe sciapa, né carne né pesce (tanto per non citare un film), insapore, per chi invece di letteratura si nutre, si arma, e sopravvive. Altro che concorrenza sleale per giunta. Mi inerpico in mondi che nemmeno conosco e chiedo perdono, sì proprio come i tanti “scusa se” del solitario… Immagino il tribunale e le prove presentate a carico della “strega” che finirà sul rogo, ci salirà l’artista, il muscoloso, anche il solitario (mi pare di capire con molto senno del poi) e naturalmente Lei, che scriverà altro sul sul diario ma a loro si concederà come non farà mai più nella vita vera da adulta, dove inautentici siamo tutti ogni giorno, perché dobbiamo sopravvivere e provare a fare a meno di sostanze che all’epoca ci facevano volare ma che oggi servono a farci tenere ben piantati i piedi a terra. Ma no, delle emozioni non ne possiamo fare a meno e cavolo ecco perché: “Ma no, porca di quella baldracca della miseria, già finito?” Poi c’è chi non si nutre né si abbevera ogni tanto di letteratura, ma questo è un altro discorso. Abbraccio con l’Autore tutti i commentatori e le commentatrici, per il loro coraggio, la loro realtà e autenticità che mi accompagnano dalla prima puntata, e mi ripeto forse, non credo affatto che “La realtà fa una concorrenza sleale alla letteratura”, anzi la letteratura sopravvive alla realtà, da millenni, se vogliamo dalla notte dei tempi pensando alla Bibbia o altri testi precedenti, la realtà non può competere né in modo leale né in modo sleale, la può deformare, infangare, magari uccidere, bruciare, Lei rinasce e si riproduce, canta e danza nei secoli, nonostante gli scrittori e le scrittrici, nonostante le lettrici (maggioranza vedo) e i lettori, gli editori, le industrie e le econaomie come i governi, i critici e le accademie, che invece passano, si consumano nella carne, nelle ossa e nel sangue che invece restano sempre vive nelle pagine della letteratura immortale perché senza mai data di scadenza. Ma no, porca di quella baldracca della miseria, già finito? 😌

Un ragazzo con espressione pensierosa è seduto al centro di una stanza disordinata, circondato da pile di libri e fogli disposti casualmente, mentre la luce morbida crea un'atmosfera di introspezione.

FOLGORATO

“Li guardava. Per molto tempo. Finché vedeva in loro la storia che erano”.

Prima dell’ultima tappa – Materiali e arretrati
Ritratto di un ragazzo con capelli disordinati, illuminato da luci al neon viola e rosa, con un'espressione pensierosa.

PUNTATA 17: “Eyes Wide Shut” – Nell’attesa – 20 settembre 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/v2-eyes-wide-shut

Post 20 settembre a 1999

Che atrocità e meraviglia l’attesa, e l’attesa dell’attesa, e nell’attesa l’immaginazione che attorciglia il cuore con le budella, e fa soffrire, e fa gioire. Ero rimasto folgorato dal video del 17 settembre, e riprendere adesso il link fra centinaia di mail che ancora devo cancellare, alcune leggere per piacere, altre per dovere, altre ancora per cortesia, e poi rispondere, mi sembra passato un secolo ed invece è stato solo 4 giorni fà. Che macerie di attimi triturati nell’istante, e che magnifico istante invece essere esaudito nel desiderio, nel sentire prima di leggere con la voce emozionata dell’autore, della lettera, la famosa lettera, della parola scritta che ferma il tempo e lo rende immortale. WOW, l’autore si è aperto e confessato, ci ha parlato del suo interrogarsi e questa meraviglia ne è il risultato? Favoloso mi viene da dire, un po preoccupante con quella spada feroce che dondola dal titolo, “Eyes Wide Shut” il film che non avete ancora visto, dice l’organizzatore di una serata che salta? Che diventa la “prima volta” per sempre? Vuole la stanza per giorni per anni… O è la minaccia dietro l’ennesima curva dell’esistenza che porta al dolore e alla sofferenza del… “perduto amore”? Il finale, ma perché tutto deve finire? Una commedia, una tragedia, un romanzo, un film, una lettera, l’avventura che siamo in questa vita? E i sogni e il delirio dei desideri che si fanno carne, concretezza, fondamenta di continuità di vita in coppia, e quale coppia o accoppiamento si realizza? Era tanto tempo che aspettavo e adesso? Inizia? Durerà? Che atrocità e meraviglia l’attesa, di adesso, di allora, di quel bacio provato allo specchio con le labbra che s’incollano al vetro, con l’immagine di sé stessi, nell’abisso del tormento di non sentirsi mai abbastanza. Di non sentirsi mai veramente desiderati. Di rompere quel ghiaccio che si è solidificato non solo intorno al cuore ma che nell’anima è scheggia furiosa di dubbi e paura. L’educazione sentimentale come traccia di recupero nel senno di poi, il film di Kubrick nel senno del forse, la maschera svelata che cade ai piedi dell’ovvio rito di iniziazione che tutti abbiamo vissuto, tutti più o meno in solitudine, ma che letto così come scritto attraverso tutte queste puntate che sembrano una montagna russa dove a vorticare sono gli specchi che ci corrono intorno mentre invece siamo fermi a leggerci dentro nei ricordi, ma che letto così settimana dopo settimana tra eventi e quotidianità che ci traffiggono gli occhi di orrore, nell’attesa, nell’attesa dell’attesa, del finale dell’attesa,  che letto così come scritto diventa l’oasi rubata al caos, un miraggio, visioni, atrocità e meraviglia di quella pace che meritiamo senza vergognarci, di essere stati e di essere ancora  umani che si emozionano al solo pensiero dell’Amore. Grazie autore e come diceva un personaggio di De Crescenzo, prufessò io non capisco ma mi affascinate, più o meno il senso che non deve avere per forza senso, per ragionare, per bloccarsi o peggio scanzarsi, all’inspiegabile magia della parola scritta: “Le parole avvolgono. Le parole scaldano. La fanno avvampare.” – “È-una-dichiarazione-d’amore.“ – Com’era nel video la domanda? Un romanzo come una lettera? Superlativo, ardito, come acqua nel deserto. L’oasi della pace che meritiamo. – “E lei: tanto tempo che volevo sentirmi dire tutto questo da te.“ – La lettere scritte arrivano dove l’orale si ferma, come quando la TV non prende per un temporale o la rete si blocca perché manca la corrente, e a me sembra comunque di continuare con schimmie che non sentono, non vedono, non parlano. Già, le vedo, le sento, atroci e meravigliose, le parole che verranno. Grazie! E grazie di cuore a questa reiterata istigazione a partecipare che ci fa sentire protagonisti, in questi tempi di luci fulminate.

Un giovane con un'espressione pensierosa indossa un berretto e tiene in mano un oggetto, mentre frammenti di vetro e carta fluttuano intorno a lui in un ambiente scuro e carico di emozione.

PUNTATA 18: Cominciare e finire – Una breve riflessione – 28 settembre 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/cominciare-e-finire

Il ritardo, per tabucchiano gioco del rovescio, è diventato una risorsa! Una scheggia di “calvinite acuta” ti ha dato ispirazione per trovare un’ottima soluzione del garbuglio e toglierti dall’imbarazzo, regalando a tua volta uno spunto molto intrigante sul cominciare e sul finire. Questa è stata, domenica, la mia prima reazione. Ora, leggendo i tanti commenti delle lettrici e dei lettori, indulgenti, anzi riconoscenti per questa puntata-non puntata o superpuntata imprevista e accogliente, sento la necessità di dire che tutta questa esperienza è attraversata da un filo conduttore importante e inedito. Una attenzione reciproca tra autore e gruppo di lettura, una libertà di opinione, di decisione, di immaginazione. Un “potere” condiviso nella magica piattaforma, che si è dilatato non solo nel tempo (dei ritardi e dell’andirivieni negli anni), ma anche nella riflessioni dei singoli, che portano lontano gli spunti offerti dall’autore, in un laboratorio di comprensione sempre aperto. “Le funzioni astratte che si incarnano” e hanno un nome danno ragione all’affermazione di Proust: “Ogni lettore in un libro legge sé stesso”. Ma qui c’è stata in più la possibilità di confrontarsi in presa diretta con un testo, con le fasi e i problemi della sua scrittura, misurandosi con l’autore e con altri lettori. Partecipare a questa esperienza di lettura critica in divenire è stata una straordinaria opportunità. Sentire avvicinarsi il congedo, “lo strappo”, trova consolazione nel ripercorrere le tappe del viaggio e nell’inventare un esercizio di immaginazione del futuro, per chi scrive e per chi legge. Il vincolo della gabbia, smantellato come è da piccole produttive evasioni, alimenta l’attesa di un finale libero. Resta solo da aggiungere un grazie convinto!

PUNTATA 19: “Eyes Wide Shut” – Doppio sogno – 3 ottobre 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/v3-eyes-wide-shut

oggi domenica sta piovendo, mi sembra che il cielo pianga le sciagure che viviamo. Che fortuna che ho avuto a leggere questa ultima puntata dopo il finale perché forse me lo avrebbe un tantinello rovinato nel senso che… No non aggiungo altro, altri lettori arriveranno a questo punto e non né elegante né giusto anticipare niente. Ma il 3 ottobre e il 4 ottobre 2025 sono state giornate pazzesche, e la vita reale prende il sopravvento. Posso solo aggiungere che piangere con lacrime asciutte, per un amore, per l’orrore, è la forza che ci vuole per sopravvivere alla nostra fragilità di essere umani, e nei millenni raccontarci storie e vivere emozioni. Grazie Paolo.

Un cronometro in primo piano, con numeri ben visibili, circondato da pezzi di roccia o frammenti, su uno sfondo illuminato da una luce soffusa.

PUNTATA 20: “Eyes Wide Shut” – Ciao – 4 ottobre 2025 – https://1999romanzo.substack.com/p/v4-eyes-wide-shut

“Quasi tutte le previsioni sono sbagliate.

Non tutte, ma quasi tutte. Immaginiamo il futuro perché – assicura lo studioso di turno – il desiderio di penetrare il futuro è istintivo, selvaggio. Una curiosità famelica e spaventata.”

[…]

Il suono del citofono interrompe bruscamente la conversazione. E da qui in poi il modo giusto per raccontare non è questo. Non è l’indicativo presente. Serve un tempo passato. Serve l’idea di un futuro che si raggomitola, un futuro che già alle spalle, si contrae, sparisce. Il suono del citofono. La concitazione. La concitazione al passato.

[…]

Ciao, siete un grande maestro Paolo Di Paolo – grazie per questa indimenticabile e bella avventura. Quell’intimità della Piazza di Carpi, di serenità e bellezza, è il finale che più di ogni altra cosa desidero per ogni piazza del mondo, per i popoli, per la vita. Grato e commosso con le lacrime asciutte del Solitario, di ogni solitario dentro di noi.

FINE

Un'inquietante scena che mostra un viso parzialmente coperto da fogli di carta con parole scritte, adagiato su una pila di libri aperti. I pezzi di carta sparsi e il ambiente disordinato conferiscono un'atmosfera surreale e misteriosa.
Un volto umano parzialmente riflesso e frammentato in un ambiente scuro, circondato da pezzi di vetro e un contenitore di carne, mentre una mano si avvicina a una fonte di luce.
Un'illustrazione surreale che rappresenta un volto femminile con un cuore rotto e schegge volanti, simboleggiando emozioni tumultuose e vulnerabilità.
Due giovani ragazzi si guardano intensamente in un ambiente poco illuminato, con uno dei due che ha un tatuaggio visibile sul volto e un accessorio decorativo nei capelli.
Due giovani in una strada cittadina, uno mostra un'espressione pensierosa mentre l'altra sembra persa nei propri pensieri. L'atmosfera è malinconica e sfocata, con edifici sullo sfondo che suggeriscono un contesto urbano.

Diciamoci la verità, per noi generazione cresciuta fuori dalla lotta politica e dalla lotta armata, noi generazione abbagliata dagli ’80, METALLARI, punk sopravvissuti, dark e new wave nei ’90, noi allattati da SPAZIO 1999 e 2001 Odissea nello spazio, il XXI secolo è stata una sola, per poi svegliarci con un MUSK che ci porta improvvisamente su Marte, forse, sì forse, perché i missili quelli veri attaccano e distruggono i bunker di uomini come topi asserragliati sotto terra, altro che cielo, altro che universo… Grazie Paolo, questo romanzo a puntate, oltre che novità, nel merito, nella storia, ci scava dentro come una trivella in cerca di futuro, quello vero, quello che abbiamo dentro e ci emoziona ancora.

Copertina del fumetto '2001: Odissea nello Spazio' realizzata da Jack Kirby, con illustrazioni di astronauti e navi spaziali su uno sfondo cosmico.
Un giovane uomo seduto in un ambiente disordinato, illuminato da una lampada, con bottiglie e fogli sparsi attorno a lui.
Close-up of a young person with a stylish punk-inspired appearance, surrounded by colorful neon lights and digital effects, reflecting a futuristic and vibrant aesthetic.
Due giovani osservano attraverso un frigorifero con vetri rotti, uno dei quali sembra emozionato e l'altro pensieroso, in un'atmosfera misteriosa e intensa.
Un cuore umano al centro di un vortice di libri e orologi, circondato da cuori rossi e oggetti sparsi che rappresentano il tempo e la conoscenza.
Ritratto di una giovane donna con espressione pensierosa, seduta davanti a uno sfondo di motivi floreali colorati.
Interno di una stanza disordinata con libri sparsi, bottiglie vuote e un'atmosfera cupa e misteriosa. Una finestra mostra la pioggia e la luce fioca illumina il disordine, creando un'aria di abbandono e nostalgia.
Paesaggio marziano con una grande luna in cielo, rocce sparse e strutture futuristiche visibili nel deserto rosso.
Un paesaggio spaziale con sfondi di montagne e un grande pianeta rosso nel cielo, mentre astronauti interagiscono con strutture futuristiche e rover, in un'atmosfera di avventura e scoperta.
Un paesaggio futuristico di un pianeta deserto con strutture tecnologiche abbandonate. Una grande luna rosa illumina l'ambientazione, mentre un'insegna al neon indica 'PAIRUAL ENS'.
Un paesaggio futuristico su un pianeta alieno, con un razzo in partenza nello sfondo, pianeti e lune visibili nel cielo, e strutture spaziali sul terreno.
A cozy bedroom with a bed covered in crumpled and scattered pages from books, overlooking a glowing city skyline at night.

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