Tra il 25 Aprile
e il Primo Maggio
cigolando cammino nelle strade
affollate dalla memoria
Pedalo nelle parole della Storia
Tra gente che celebra il ricordo
avanzo e mi vergogno
Inquadrato, schedato
Noi merce, noi sfruttati
byte inglobati da mega tera di controllo
connessi e sconnessi
consumati dall’ansia dell’essere presente
La rete è fine, è capillare
cattura plancton e ciacianielli
venduti all’asta come armi
predati, ossessivi, ossessionati
Tra panzoni opulenti e scheletri ambulanti
Cigoliamo come ingranaggi di catena,
ruggine di cervelli,
precari e paralizzati,
sistemi operativi antiquati
Cigoliamo in desideri incontinenti
come adunata di ribelli
che stride, che urla, ma canta e balla
Il corpo sociale ci guarda infastidito
estraneo, sulla spiaggia cerca evasione
deforme, nel mare la fuga e la sua ragione
Indifferente alle masse
di schiavi che siamo
è prigione senza luna
E noi l’onta che si fa tempesta
condanna amara
di solitudine fantasma













