
Dico solo questo: ipnotico. Lanzetta è un brigante di scrittore che ti ipnotizza e ti tormenta nella Divina, come se Lei, la Divina costa fosse un inferno umano, un crogiolo di brutalità, e non un Paradiso. Dal viadotto Gatto, a Raito, Vietri, Amalfi, Ravello.
Mentre lo leggi ti fa toccare le cicatrici che hai sul corpo, perché iniziano a bruciare, io una la tengo sul labbro di sopra, vecchio ricordo di una testata di un bizantino, così li chiamavano, bizantini, il vomito violento del centro storico di Salerno, scugnizzi di buone donne che massacravano di botte i ragazzini che si avventuravano da Torrione senza compagnia adulta alla Standa, sul corso Vittorio Emanuele, quasi a Portanova.
Già Torrione, c’è anche Torrione nell’Educatore di Antonio Lanzetta.

Pagina dopo pagina, una caramella dopo l’altra, la cicatrice brucia, che io ho continuato a grattare, a leggere, sulla faccia del protagonista, nell’inchiostro delle parole che corrono insieme al sangue che scorre, si rapprende e poi si scioglie ancora e ancora, come nemmeno San Gennaro sa fermare.
La tensione che viaggia, che cresce, da una scena all’altra, da un tormento implacabile che fa dei ricordi un groviglio putrido di dolore, di vendetta, di perdizione. L’inferno umano dei sopravvissuti che non è scenario ma groviglio di emozioni, di bestialità e tenere carezze dolci, come le caramelle alla frutta del vicequestore. Dico solo questo e freno la lingua che il resto, al brigante, glielo dico in faccia: sarà anche fiction noir o come cavolo si etichetta un romanzo di questo tipo, la verità è che fa male, e mi si è anche alzata la glicemia, una caramella dopo l’altra.
Cacchio, l’ho letto al lido dove il caldo ti arroventa ma leggendo mi si sono gelate le ossa. Grande! Grandissimo Lanzetta! Adoro l’odore dei limoni al tramonto, quando le cicatrici dell’anima prendono a pugni le ferite del corpo che vibra di passione.

I finali di Lanzetta sono tutti tremendi: finito uno ne vuoi subito un altro. Ipnotico micidiale. Forse più che brigante, che questa volta il Cilento non c’è, è proprio una canaglia di scrittore salernitano senza pietà.
Cinque stelle con lode, ma non posso darle sulla piattaforma, io L’EDUCATORE l’ho preso, autografato, da Simone De Rosa alla Feltrinelli di Salerno che ringrazio per l’infinita sua pazienza.
Dico solo questo, pensa te se volevo dire altro..
PS.
Ho preso a 0.99 centesimi anche la versione digitale, Lui le regala le sue opere, e poi adora i gatti come nessuno. 😍
Mi è piaciuto moltissimo. Senza respiro, ti ipnotizza e ti porta dentro un groviglio di perdizione umana da brividi. Ipnotico e devastante. Il gotico del XXI secolo da leggere. Per me 5 stelle e lode.







