La Penelope di Brunella

Una sabato sera di marzo al Piccolo Teatro del Giullare di Salerno

IO, PENELOPE di Brunella Caputo è un’opera viscerale, tanto tosta e vibrante che scassa e trascende il mito, tanto rivoluzionaria come la verità, goccia d’acqua che scava la roccia, che materializza il divino umano nel “pacco di carne” che siamo, maneggiati, trasportati, scrollati, sballottolati lungo il viaggio dolce e amaro dell’esistenza, fino alla consegna finale della morte che ci fa immortali.

La Penelope di Brunella non è il centro dell’universo, è tutto l’universo che ribalta la sua potenza, che dal buio parla alla leggenda con la luce della carne, quando l’anima sopravvive al dolore e alle lacrime, diventando padrona, orgoglio e gloria senza tempo.

La Penelope di Brunella rovescia il mito della tela e della fedeltà, squarcia il classico con la modernità, devasta l’ovvio e lo scontato del passato con la realtà e la verità del presente buio che si agita nelle nostre paure.

Oltre e dentro la morte civile e fisica della Donna venduta e stuprata, la Penelope di Brunella è un atto che dalla scrittura all’emozione scenica della rappresentazione, coinvolge direttamente lo spettatore, invitato al dialogo, invitato a rispondere, trascinato con forza ad entrare direttamente nella ferita che mai rimargina, nel sangue che continua a scorrere, nella storia che continua a raccontarsi, falsa e disonesta, bugiarda e millenaria.

Le voci e le maschere di Brunella e Davide Curzio, interpretano lo spirito, lo rendono visione materiale, e mettono in scena la coscienza dell’anima, in un coro di parole e gesti che si fanno tumulto, interrogatorio, processo, giudizio, navigazione agitata tra tempeste e tregue senza scampo; a noi testimoni restano attaccate domande, condanna e pena.

Il testo è incarnato e sconvolge, a momenti irato di rabbia, a momenti struggente e tenero come una carezza. È l’Arte come specchio che si ribella al dubbio della precarietà, alla fissità delle certezze, all’ipocrisia della ricerca cavillosa di redenzione e assoluzione, alla verità come peccato, al peccato come verità, alla vergogna dell’indifferenza, alla vittoria sulle sconfitte, al bene produttore di male, alle suture su bubboni che si fanno tumori.

IO, PENELOPE di Brunella Caputo è l’Arte che si materializza in una interpretazione emozionante e suggestiva di cui Brunella è maestra: di vita che pulsa, non appare, ma si sente sotto la pelle fino al midollo, dentro le ossa. Brividi.

È la magia del teatro? Forse.

Forse solo la distanza abissale tra veri teatranti immortali e i teatrini di miseria umana che ci fanno bestemmiare.

*** – il post di MONICA – ***

Su il sipario… Ci accoglie la nebbia, una voce narrante melodiosa, Davide Curzio…

Nascosta sotto un velo azzurro, una sposa…

Tu e la tua Penelope, la mia Penelope, la vostra Penelope.

La Donna Penelope… la sente solo chi la vede… la giudica solo chi non vuole vedere… l’ abbraccia solo chi riconosce le sue lacerazioni… la ama solo chi è capace… l’ acqua trova sempre la sua strada… resta calma e lasciati trasportare…

Le Donne intelligenti sanno come fare, ascoltano e non solo le parole…

Le Donne come un pacco di carne…

Le Donne a cui spettano tanti ruoli, figlia, moglie, madre…

Le Donne devono aspettare, tacere, subire… l’acqua trova sempre il suo corso e se lo riprende quando vuole…

Le Donne intelligenti tessono soltanto una tela?

No… tessono tante tele e non le disfano mai…

Le Donne intelligenti conservano, ricordano, e ad ogni lacerazione del corpo e dell’anima si ricompongono…

Le Donne intelligenti affrontano la paura ed è per questo che fanno paura…

Il vestito è sgualcito, sporco, intorno c’è solo il buio, il tempo che passa non lo puoi misurare, la morte arriva quando muori dentro…

Spettacolo meraviglioso…e chissà quante di noi ieri ci siamo sentite la Penelope di Brunella… Bravissimi tutti 👏👏👏👏👏

Una scenografia studiata nei minimi particolari, le luci abbracciano gli attori, la musica è una melodia che arriva al cuore, a rappresentare i vari stati d’ animo di noi Penelope, donne semplicemente donne.

Una serata splendida, delicata, intelligente.

E dulcis in fundo il presidente Matteo Caputo che bacia la mano di Penelope e esclama: sono fiero di avere una sorella come te.

… psss e Io, Elena? a quando? 😉😉😉

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Brunella Caputo presenta “Io Penelope” Teatro Giullare Salerno di Peppe Iannicelli

FOTO di Cristina Santonicola

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