Carissima Brunella, è stato fantastico.
Ancora devo capire veramente cos’è, ma quello che spacci è davvero roba buona: sapessi le ragazze del corso con quante belle parole ti lodano quando pensano a te, e quando parlano della magistra fermezza di toccarci l’anima con la carezza e la frusta della tua voce.
Essere diretti dalla regia come la fai tu, è fantastico come l’approdo in un Saggio che ci ha fatto volare negli applausi di chi ammirandoci si è emozionato anche più di quanto tutti noi sul palco abbiamo dimostrato.
Lavorare con te è stato fantastico, beccarsi cazziate e complimenti, è stato fantastico, come ci hai fatti sentire collettivamente un unico personaggio, è stato fantastico.
Abbiamo respirato e dato voce a William Shakespeare e Franz Kafka, alla scimmia che relazione all’Accademia, a Romeo e Giulietta, a Otello, a Riccardo III, all’Amore non è Amore del sonetto 116, e a tutte quelle parole così pesanti e così sublimi che ci hanno fatto trascendere dalla normale vita quotidiana a quell’universo magico in cui l’arte smette di essere spazio di contemplazione e diventa sentimento d’azione: emozioni senza confini. Dall’inferno degli orrori della dizione, al purgatorio dell’attesa nelle prove, al paradiso della festa degli applausi nel Saggio finale: è stato fantastico.
I testi che hai scelto, sono dei classici immortali che hai squarciato, sezionato, adattato, direi cucito su misura, nelle nostre traballanti figure di principianti, tanto entusiaste quanto desiderose di apprendere e di fare bella figura.
A volte indisciplinate, a volte timorose, a volte irriverenti, preoccupate e gioiose ma sempre pronte a rientrare nei ranghi di matricole senz’età che si donano adolescenti alla disciplina collettiva.
Ripeto a chi legge alcune parole scritte e non scritte nel ringraziamento corale con cui ti abbiamo salutato:
Attraverso la lettura dei grandi ci hai fatto sentire più forti, più padroni delle nostre insicurezze, più consapevoli delle nostre risorse a cui attingere sul palcoscenico della vita.
Cara Brunella, per dirla alla William, tu sei stata per noi quella luce che viene da Oriente, nell’ottica di Franz, ci sei apparsa come il maestro che vuole sciogliere l’enigma delle nostre identità. Comunque sia, per tutto quello che ci hai dato e che hai rappresentato per ognuno di noi, grazie.
Un altro anno è passato ed eccoci qui al saggio preparato con dedizione, impegno e amore, per dirti grazie di cuore.
So di ripetermi, ma per tutto questo, e per tutto quello che non so scrivere, lo dico fino alla noia: È stato fantastico. Grazie
Alessandra, Ester, Francesco, Gia, Giusy, Laura, Maria Pia, Marilia, Manuela, Pietro, Rosa e Sabrina che con la foto di Cristina Santonicola hai definito la perfezione.


FOTO DI CRISTINA SANTONICOLA —> @cristina.santonicola_foto










