Andrò a votare

E cazzo non astenerti e vai a votare anche tu che leggi questo diario!

Metti alla prova i giovani che vogliono cambiare tutto!

Fai una croce su questa lista rossa, ribelle e popolare.

Dai una scossa permanente al cuore del sistema politico regionale che ci governa.

Ecco il programma e la lista dei candidati per Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno.

Manifesto elettorale per le elezioni regionali del 2025 in Campania, con enfasi sul voto e un appello al cambiamento, presentando il candidato Giuliano Granato con simboli politici.

IL PROGRAMMA

Ritratto di Giuliano Granato, candidato presidente, con una camicia chiara e un sorriso, di fronte a uno sfondo neutro.

Lista dei candidati per le province di Napoli, Salerno, Caserta e Benevento. Include nomi e informazioni sui candidati per la campagna elettorale.

LE MIE 2 PREFERENZE A SALERNO

Immagine promozionale per le elezioni regionali del 2025 con Roberta Biroccino, candidata al consiglio regionale, sorridente e in abbigliamento casual, con uno sfondo colorato e testo evidenziato.
Manifesto elettorale di Paolo Bordino per le elezioni regionali del 23 e 24 novembre 2025, con slogan 'Cambiamo tutto!' e invito a votare.

Intervista a Paolo Bordino della Campania Popolare, che commenta l'importanza di avere un programma che risponda alle esigenze dei cittadini.
Poster informativo elettorale per Giuliano Granato, candidato presidente di Campania Popolare, con istruzioni per votare e il simbolo del partito.
Manifesto elettorale che promuove Giuliano Granato per il Consiglio Regionale, chiarendo l'importanza di votare la lista e non solo il candidato.

La febbre elettorale è una malattia, forte, subdola, per molti una dipendenza come per questa o quella sostanza, è un business, forse proprio il business per eccellenza da cui tutto dipende, da un condominio ad una città, da una nazione alla geopolitica globale della competizione del capitale fatto da capitali che guerreggiano e si mangiano a vicenda come cannibali affamati, e ovvio, da gente che o sfrutta o viene sfruttata… dai bastoni ai capi bastone… È dalla notte dei tempi che si vota, ogni giorno, scegliendo tra amici, tra fratelli, tra famiglie, il meno peggio, per questo o per quello, oppure si sta a guardare, ignavi magari anche a ragione, perché schifati, disillusi, perché annoiati, magari aspettando il vincitore da andare riverire pregando… Si appartiene, anche all’anarchia del proprio desiderio, del proprio sogno, peggio del proprio bisogno, si appartiene anche alla dittatura che vorremmo, quella dell’uguaglianza e della solidarietà, alla chimera, all’utopia, all’emozione di una lotta giusta che mai si può nemmeno pensare di combattere senza eserciti di braccia, di gambe, e teste che pensano, e senza le armi che non fanno prigionieri, i nemici, le vittime da mandare a zappare la terra… Con il senno di poi tutto è più facile, specie continuare a dividersi. Si vota o meglio si può votare ed è proprio con il sistema capillare di controllo sul voto, sezione per sezione, scuola per scuola, quartiere per quartiere che per l’ennesima volta si voterà nelle nostre cittadelle, ma milioni già appartengono al grande partito degli astensionisti che stanno a guardare, che non partecipano all’estorsione di una croce su una scheda perché non si fanno “incastrare” in questa o quella macchina elettorale, perché sono liberi, perché se ne fottono, perché in fondo non gli cambia la vita… “Cambiare tutto” è più di una speranza, è un ribaltamento di un’urgenza che ha una certa precisa gioventù di oggi che noi vecchi incrostati dobbiamo aiutare ad accendere, scintilla dopo scintilla, affinché diventi un fuoco permanente, che sappia arrivare alle politiche per il post Meloni, che sappia andare oltre, scintilla dopo scintilla, come queste elezioni regionali, come lo sciopero del 28 e la manifestazione a Roma del 29 novembre. Come lo sono stati il 22 settembre, il 3 e il 4 ottobre, esplosioni di popolo fragorose. Nei loro occhi vedo l’ardore, a momenti il furore, di sperimentare sulla propria pelle le trasformazioni che stanno vivendo scavando nelle macerie che tutti noi, vecchi incrostati, abbiamo contribuito a lasciare loro in eredità… Io voto e faccio votare perché, servirà a poco, ma penso invece servirà a molto, per concretizzare una testa di ponte dentro il parlamento regionale. Avere l’opportunità di un controllo popolare dentro al sistema è, e sarà molto meglio che stare a guardare… la sconfitta di uno, la sconfitta dell’altro, e la vittoria facile nonché inutile degli astensionisti, né carne né pesce, e nemmeno vegani.

Vecchi sì, corrotti e traditori a destra e a manca, evoluti ed involuti, potenti nel personale ed impotenti nel collettivo, liberi ma sottomessi nel quotidiano al sistema sociale che schifiamo, ma troppo troppo somatizzato tanto da sembrare noi, ombre immobili, e quindi perché, perché morire? Non c’è tempo, il tempo è adesso, non mi illudo, la disillusione dalla carne mi è passata nelle ossa, ma il midollo emozionale resiste, s’affascina di questi ragazzi che ci stanno mettendo il cuore e della rete che li aggroviglia giorno per giorno, e che si sta facendo più spessa e più larga, anno dopo anno. Hanno la consapevolezza forte di usare i passaggi elettorali come strumento politico e non come fine, tattico o peggio orizzonte strategico e quindi esserne strumentalizzati. Ogni vertenza una lotta comune. La città, la provincia, la regione, la nazione, infine lo spazio internazionale, oggi nel reale digitalizzato, questi ragazzi annullano il tempo dell’organizzazione frantumandolo in attimi che bruciano da un momento all’altro in modi che non riesco più nemmeno ad immaginare… Che Giuliano entri o non entri nel consiglio regionale non li fermerà, e io con loro… il 28 e 29, ancora una volta date oscurate, sono i giorni del dopo elezioni che comunque vedrà questi ragazzi muoversi e trascinare i genitori e ormai anche i nonni, sì noi vecchietti al loro fianco, appunto per non morire o quanto meno vivere fino all’ultima scintilla di questo vita sempre più precariao e sotto proletarizzata, nella testa e nelle braccia a maledire il vento che ci soffia contro, fino all’ultimo respiro.