Urla nella notte
Di anime segnate dal bisogno
Sento vagare
Gridare scavando rifiuti
Consumare maledizione
Del soggetto che si fa moneta
Urla nelle strade affollate
Di frastuoni e paure
Di bottiglie svuotate dalla fame
Di vetri che incidono la carne
Di lame di rancore spaccate nell’asfalto
Precario come la scorza di un frutto marcio
Dentro la vita di foglie che cadono
Lacrimose e mute
Arrese alla legge privata di giustizia
Urla, urla ancora, notte ingorda di stelle
Di anime in pena, libere di andare
Segnate e segnalate nel regresso
Ascoltale anche tu e grida, anima insonne
Indifferente a sogni e incubi
Mirando la TV dei mille canali ossessi
Legato al letto come cane da guardia
Urla anche tu con me spalancando gabbie
Ai non morti imbottiti di sonniferi e di vergogna
Che non sanno più né leggere né parlare
Privati di protesta, nudati dalla lotta
Che di giorno, nel tormento
Fanno finta di guardare
Respirando veleno
Clandestino e senza casa










