VOI

Voi siete voi. I più bravi siete voi, sempre voi, quelli in alto, quelli in basso, sempre voi per strada un momento, voi sull’attico l’attimo dopo che guardate dall’alto, voi che guardate dal basso, sempre voi, i più armati, i più scortati, in fuga permanente, voi che parlate e vi agitate con i tanti come voi. Voi che comunicate, voi che vi scrivono cosa comunicare, voi che dite cosa pensare e quelli come voi che vi dicono cosa leggere per pensare, voi che ragionate su come dovete ragionare, voi che mostrate e vi fate registrare per parlare a chi come voi ha fame di voi. I più bravi siete voi, voi i vincenti, voi che non perdete mai né la vista né i soldi che vi fanno voi, quelli da desiderare, voi, i privilegiati, voi il privilegio, voi l’indiscutibile, voi che afferrate nell’aria le mani sudate, voi che tirate pugni nel vento, voi a scappare, voi a schernire la miseria come un numero irrilevante perché siete voi il numero eletto, il processo di fede, voi la religione, voi la scienza e voi il mistero maledetto, voi che arrivate nella folla di chi come voi vi tiene in piedi come scheletri appesi sul palco delle recite che senza di voi non si recita. Voi sempre voi nei camerini per il trucco, nei gabinetti del potere che siete voi, immondi siete voi che ci siete dentro, a rovinarmi il sonno, voi maledetti infestanti, che di festa sapete vestirvi, voi che del gusto clonato alla moda andate ubriachi, voi peni di plastica con pile atomiche che vibrate negli ani dei miserabili accattoni, voi, sempre voi, i più grandi, in cima alle classifiche, voi che le fate quelle classifiche, voi indigeribili devo vomitarvi, di voi debbo liberarmi, azzannarvi alla gola obesa di un benessere di lusso senza fatica né sudore che schifate come questa miseria di letame che devo spazzare via dalle vostre stalle senza latte, merda ma per me concime in cui affogarvi, voi sempre voi, i più bravi che siete voi.  

Un'immagine di troni in fiamme con figure sedute su di essi, sotto un cielo tempestoso con fulmini, con grattacieli sullo sfondo.
Una folla di persone osserva un grande libro che brucia in una piazza urbana, con fiamme e fulmini sullo sfondo.
Tre figure sedute su troni dorati in un ambiente desolato, circondate da fiamme e macerie, con nuvole tempestose e fulmini nel cielo.
Tre figure sedute su troni decorati, circondate da fuoco e macerie, con uno sfondo di grattacieli e un cielo tempestoso.
Un gruppo di uomini in abiti formali partecipa a una manifestazione per strada, alzando le mani e gridando, mentre uno di loro, in primo piano, sembra guidare la protesta.
Un gruppo di sei persone sorridenti e felici in un contesto urbano, con un uomo anziano al centro che ride e gesticola, mentre gli altri lo applaudono e partecipano all'entusiasmo.
Una folla di persone che tiene giornali in una scena urbana futuristica con grattacieli e un cielo tempestoso di colore viola e fulmini.

SCONNESSO

A volte mi sento come plastica, sintetico, forse riciclabile, magari differenziato. A volte utile nel tempo breve, deformabile, plasmabile con un po’ di calore. Composto e decomposto non da vermi ma da chimici. Creato eterno.

Vedere e farsi vedere, guardare e farsi ammirare, leggere, scrivere e criticare, ascoltare, cantare e poi ballare, adulare, maledire, bestemmiare, odiare l’amore, amare l’odio. Replicare, clonare, esprimersi con le parole di altri, amati, odiati, seguire ed essere seguiti. E quindi correre. Correre nei sogni ma legati alla misera. E quindi volare, e nello specchio specchiarsi l’anima.

Con le piattaforme social i potenti della rete toccano le corde profonde del desiderio umano e ormai l’ego di DNA bastardi, in risonanza suona amplificandosi d’eterno nel groviglio di esistenze duplicate, clonate, appese come edera. Nani che diventano giganti e giganti che diventano nani. Primavere e priapopismi di parole mai lette. Inverni senza gelo. Rifiuti nucleari nel cuore di stelle spente. Biblioteche di terabyte come cimiteri nell’universo.

Palcoscenici ipnotici, connessi come neuroni sperduti, hanno preso il posto delle celle di un alveare prigione che ci contiene obesi di niente. La libertà onnivera ci consuma e come miele produce fiele fino allo spegnimento con manifesti di lutto condivisi come novità offerta a chi rimane in corsa.

 Un senso? Cordoglio. Ubriacante sconnesso mi collego a brividi che tremano senza ordine né memoria. 

 Sconnesso godo. E zombi sociali di cinecei fluidi ritornano vintage come fiori malati con flebo di byte in vene bucate, come rancura dilaniata che striscia tra odio e amore.

E allora sì, sconnesso vago, sconnesso godo, sconnesso cerco la strada. 

A volte mi sento come la plastica, sintetico, forse riciclabile, magari differenziato. A volte utile nel tempo breve, deformabile, plasmabile con un po' di calore. Decomposto non dai vermi ma dalla chimica. Eterno.

Connessi o sconnessi buon Natale

fermati umanità gozzovigliante lacrime di dolore tra un calice e l’altro brindando morte

…una foto in cucina e l’altra scattata alla vetrina di un negozio in Via Michele Conforti, quella strada che scende dal vecchio Stadio Vestuti e porta su via Dalmazia, all’ingresso principale della Cittadella Giudiziaria di Salerno, e alle spalle la Stazione dei treni, per partire, per tornare… E poi, intelligenza artificiale.

fermati umanità gozzovigliante lacrime di dolore tra un calice e l’altro brindando morte

Solitudine

Con tante parole in testa non sei solo, volevi vedermi, volevi parlare, ma la notte del mio tempo è giunta senza un tramonto nel cuore che sappia spiegare perché. E nemmeno un’alba per sperare ancora. Resta con noi. Con tante parole stonate che non sanno più amare, ti aspetto ancora nel silenzio di una luna tagliata a metà dal fato, nera mezza verità nascosta, bianca mezza luce fredda di marmo, e in mezzo un fruscio nei capelli che sa d’eterna attesa, un canto asciutto e caldo come una lacrima vana d’orgoglio mai versata. Solo contro tutti, tutti contro lo specchio che riflette facce orribili. Meriti di morire come tutti noi sopravvissuti al dolore che non smette mai di fare male. Hai pietà del mondo che ti lascia solo ma sono parole corrotte, sfregiate di rancore. Ti aspetterò sempre, questa è la voce che senti nella folla dei pensieri che ti abbandonano per farti sognare. Sei solo perché è ora di svegliarsi, di paura, solo come un cameo di una vetta mai scalata, solo come un cadavere raccolto per strada, come nebbia cosciente nell’alba senza sole. Cara anima smarrita parlami ancora di morte solitaria e di abbandono, di visioni di fuoco come illusione di guarigione. Non è la malattia che divora, sei tu nutri lei, maledetta che ti fa sentire vivo, maledetta anche nell’ultimo respiro. Guarire sarebbe morire. Non sarai solo per sempre. A viaggiare con l’orizzonte negli occhi, anime belle cantano insieme ballando. Compagne eterne mai dome voleranno felici, nel vuoto che diventa blues.

MAGGIORANZA

Che non ci fa dormire. E sti cavoli? Indigesta come aglio ai vampiri.

Demoni, magia e difetti fondamentali. (Paolo Sortino, Raul Montanari e Luca Ricci)

Se veramente dessimo il potere in mano alla maggioranza sarebbe anarchia purissima, senza aggettivo, quella brutta, ognuno per sé e dio per tutti. La maggioranza non vota, la maggioranza non si esprime, non prende posizione, la maggioranza odia i social. La maggioranza non legge. La maggioranza non rischua. La maggioranza si fa i cazzi suoi. È libera come il vento, cristallina come l’acqua. Brucia la sua esistenza anonima e ne accudisce le ceneri. È felice come un’aquila che vaga tra montagne con negli occhi la vastità del mare. La verità è che il potere è nelle mani delle minoranze. Queste sono organizzate come eserciti e affamate come un branco di lupi che scende a valle. Beh, forse non lupi, ma cinghiali voraci che nelle strade rivoltano le spazzature della maggioranza. Quanta gente muta, silente, faticatrice, stressata, alienata e annoiata. Quella che se gli rovini i cazzi suoi, si taglia le vene.

Ok, a queste parole seguiranno le foto. Non sono foto ragionate ma filtrate dall’emozione. Quella che mi fa rileggere, evidenziare con la paura di dimenticare. Foto mischiate di belle pagine, ruvide come la scossa di un brivido. Per dare un ordine al caos dei pensieri che cavalcano ragionamenti insulsi. Sono esempio, gemme preziose di universi sovrapposti, forse nemmeno sovrapponibili. Queste fatiche letterarie appartengono a una minoranza che detta senza dettare. Stimola sguardi traversi. Influenzano senza essere influencer. Sono l’esempio di mondi intersecanti, forse a volte intersecati per somma di alterità, per sottrazione di banalità. Linee di fuga parallele che fanno croce. Più che vendere, fanno passione, creano desiderio. Insegnano a pensare, a comprendere la complessità che la maggioranza prova a sfuggire. Magari sono solo insiemi che friggono e soffriggono menti minoritarie affamate di sortilegi come le streghe di Cefalù. Dove sono i miracoli? Queste minoranze impazienti sono in cerca di bivacchi caldi e d’amore, dove brindare, cantare e ubriacarsi di compiacimento e adulazione sincera. Bramose di carezze e baci nello specchio gigante tirato a lucido nell’attico in centro con vista sul duomo.

Mi segui? È un vero peccato. Cazzi tuoi. Su queste sponde non si vedono cadaveri. Si ammirano stelle danzanti, leggere come fiori di loto. Che siabbracciano a godere momenti assoliti. E ridono, ridono di maggioranza nullità di maggioranze mutilate.

Eccole le foto, ecco l’intelligenza artificiale che genera immagini da parole…

E ora se ne siete capaci, friggete con l’olio d’oliva veramente bio, quello delle olive di Sorrento o del Cilento. I fritti leggeri non sono impossibili ma vere leccornie. Poi andiamo a dormire tranquilli. Così evitiamo il tormento di maledire irrilevanza che stordisce e toglie il sonno. I vampiri escono con il buio, e sti cavoli? Io vivo tra corone d’aglio e dormo tranquillo: paradiso per il clima e inferno per la compagnia.

MA TU CHI SEI? CHE VUOI?

Anelante deliziato a leggervi.

Il tempo è un viaggio che corre veloce. È come una farfalla imprigionata nel fango di pensieri frivoli senz’anima. È come questo articolo che sostituisce parole che non so scrivere.

Cuore?

Se il cuore batte
il motore è in moto
in folle, in fiamme
se il cuore batte
possente e fragile come una madonna
come un fiore che sboccia
sente rumore
respira movimento
vede futuri
se il cuore batte
orchestrali intorno ne bramano ritmo
come accattoni osannanti dolore
vampiri che nell’aria succhiano emozioni
sono miraggio come acqua di deserti
dissetano aridità
illusioni
sabbie di sentimento senza forza
ma lo spirito della passione
del tuo cuore che batte
alterità immortale
ha fame
fame di miseria
mentre cori stonati
che urlano
replicanti
ballano
indecenti
e se non fosse mai
una domanda d’amore
ma una risposta
sentire armonia
in musiche di lacrime
è festa solitaria
gineceo silente
di uno spirito libero
che senza il tormento di capire perché
se batte ancora
è cenere danzante
fuoco che brucia foreste ignoranti
anima pura che vince la morte

«Dedicato a chi è lontano come galassia e galassie tra loro.»

Apostasia

Putin ha detto: «È apostasia.»

In Russia sembra iniziato un colpo di stato militare guidato dal suo ex cuoco, il padrone della società mercenaria Wagner. Forse siamo alla vigilia di cadere dalla padella alla brace. Fino a ieri Prigozhin era l’eroe che ha sterminato gli ucraini a Bakmut, oggi sembra diventato l’eroe dell’occidente che sogna di rovesciare il governo Russo. Un po’ di tempo fa anche in Turchia c’è stato un tentativo militare di ribaltare Erdogan ed è finita con un bagno di sangue. Se denaro crea denaro, sangue chiama sangue… e magari è tutta una commedia, forse un dramma, magari una tragedia. Pare che Aljaksandr Lukašėnka, il Presidente della Bielorussia ha messo una pezza alla questione.

Ho chiesto aiuto a ChatGPT per capire il senso di questa parola, sembra vero sempre tutto il contrario di tutto, nel tempo e nella storia cambiare idea come cambiare padrone è una libertà, sembra proprio libertà costituente… è questione di ore, forse domani mattina inizierà una guerra civile (i ceceni sono partiti all’inseguimento), la guardia nazionale e la polizia si prepara a difendere Mosca … forse come ho già detto la sceneggiata è finita prima di cominciare.

ecco l’articolo —–>

Il Concetto di apostasia: analisi politica, filosofica e religiosa.

L’apostasia, termine che deriva dal greco “apostasis” e che significa “abbandono” o “rivolta”, non è solo una questione religiosa, ma assume anche una rilevanza politica significativa. Nell’ambito politico, l’apostasia si riferisce all’atto di abbandonare o dissentire da un’ideologia o un regime politico. Tuttavia, oltre alla sua connotazione politica, la parola “apostasia” solleva anche critiche filosofiche sulla libertà di pensiero e sulla natura dell’identità individuale.

L’apostasia, termine che deriva dal greco “apostasis” e che significa “abbandono” o “rivolta”, è un concetto complesso che assume rilevanza non solo dal punto di vista politico e filosofico, ma anche religioso. Esploriamo dunque le diverse prospettive su questo argomento.

Prospettiva Politica

Nel contesto politico, l’apostasia si riferisce all’atto di abbandonare o dissentire da un’ideologia o un regime politico. Alcuni sostenitori dei diritti umani e dei principi democratici vedono l’apostasia come un’espressione della libertà di pensiero e del diritto individuale di cambiare convinzioni politiche.

Thomas Jefferson, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America, ha sostenuto il concetto di libertà religiosa e di coscienza come diritti fondamentali. Egli ha scritto che “il governo non ha alcun potere di prescrivere credenze religiose o coercire l’adesione ad alcuna professione di fede”.

Nelson Mandela, il famoso leader sudafricano nella lotta contro l’apartheid, ha difeso il diritto delle persone di cambiare le proprie convinzioni politiche. Ha affermato che “essere libero non è solo sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere in un modo che rispetti e riconosca la libertà degli altri”.

Critiche Filosofiche

Le critiche filosofiche alla parola “apostasia” mettono in luce il conflitto tra la libertà individuale e le aspettative sociali. Alcuni filosofi sostengono che l’identità di un individuo sia legata alle proprie convinzioni politiche e che un atto di apostasia possa essere visto come una forma di alto tradimento.

Jean-Paul Sartre, filosofo esistenzialista francese, afferma che l’identità è costantemente in evoluzione e che l’apostasia può essere vista come un passo verso una maggiore autenticità individuale. Secondo Sartre, ogni individuo ha il diritto di esplorare e ridefinire le proprie convinzioni politiche senza essere vincolato a un’ideologia dominante.

Friedrich Nietzsche, filosofo tedesco, sostiene che la vera grandezza di un individuo risiede nella sua capacità di superare le vecchie convinzioni e di abbracciare nuove prospettive. Secondo Nietzsche, l’apostasia può essere un segno di forza e di vitalità individuale, in quanto implica una rottura con le convenzioni e una ricerca di nuove verità.

Prospettiva Religiosa

Nel contesto religioso, l’apostasia si riferisce all’abbandono o al rifiuto di una fede o di una religione. Le prospettive religiose sull’apostasia possono variare ampiamente a seconda delle tradizioni, delle interpretazioni e dei contesti culturali.

Nella Bibbia cristiana, l’apostasia viene spesso considerata negativamente e vista come un allontanamento dalla verità divina. Ad esempio, l’apostolo Paolo afferma: “Alcuni si sono allontanati dalla fede, dando ascolto a spiriti seduttori e dottrine di demoni” (1 Timoteo 4:1). Tuttavia, alcune correnti teologiche cristiane sostengono il concetto di libertà religiosa e la possibilità di cambiare o abbandonare una fede.

Nel Corano, il testo sacro dell’Islam, l’apostasia è considerata un atto grave. Secondo alcuni passaggi, l’apostasia è vista come una negazione della verità rivelata e può essere soggetta a pene severe. Tuttavia, ci sono interpretazioni diverse all’interno dell’Islam riguardo alla punizione per l’apostasia, con alcuni sostenitori dell’idea che la libertà di religione dovrebbe essere rispettata e che l’apostasia non dovrebbe essere perseguita come un reato.

In conclusione, l’apostasia è un concetto complesso che coinvolge prospettive politiche, critiche filosofiche e prospettive religiose. Dal punto di vista politico, l’apostasia può essere considerata un’espressione della libertà di pensiero e dei diritti individuali. Le critiche filosofiche sollevano interrogativi sulla natura dell’identità e sulla possibilità di cambiamento. Le prospettive religiose possono variare ampiamente, con alcune religioni che considerano l’apostasia come un atto negativo e altre che abbracciano la libertà di scelta e di ricerca spirituale. Alla base di tutto, è fondamentale trovare un equilibrio che garantisca il rispetto dei diritti umani, la promozione di società aperte e inclusive, e la tutela delle diverse libertà individuali e collettive.

25 giugno 2023

È bastata una giornata di rivolta per accendere l’attenzione dei media sulla guerra, già perché i centinaia di soldati morti ogni giorno non facevano e non fanno notizia… Che follia, eppure i media sembrano pilotati da autori privi di fantasia e provano con pillole ipnotiche di desideri imposti, come la fine di Putin, la Russia in crisi, la vittoria militare…

Nel giorno della festa del papà del 2022, a pochi giorni dell’invasione, dell’aggressione, della guerra in Ucraina, avevo in testa un solo augurio per ogni bimbo, avere un papà con cui giocare e non al fronte a fare la guerra.

Le immagini di ieri dell’operatore ecologico che spazza tra i carri armati della Wagner a Rostov-sul-Don, è stata emblematica di come si deve rispondere alle armi: non si combatte, si tratta e al soldato si chiede: «Cosa vuoi? Chi ti comanda? Per chi sei disposto a morire?».

Io credo che la sceneggiata di ieri abbia un regista che intende parlare ai soldati ucraini, dimostra loro che rivoltarsi al proprio comandante è possibile, se lo fanno i mercenari contro Putin, loro lo possono fare contro quei generali che li stanno mandando a morire giorno dopo giorno per un’idea di vittoria impossibile.

È girata una notizia secondo me vera perché banale: in poche ore la madre Russia ha bloccato le carte di credito e i conti correnti delle milizie mercenarie di Prigožin. Ecco come si fermano i mercenari, bloccando i soldi, ecco come si alimentano i mercenari, con il vile denaro… La rivolta di Prigožin è la difesa di una “società privata di servizi” che mamma Russia voleva e vuole nazionalizzare. Prigožin ha fame di conquista e come Zelensky vuole più armi per combattere e attaccare. Forse sarà arrestato proprio in Biolorussia, forse diventerà governatore dell’Ucraina liberata, di sicuro ha dimostrato che la guerra più utile è quella con le armi che non sparano…

I militari eseguono ordini e saranno loro a fermare la guerra a Kiev.

Era il 19 marzo 2022 e il mio augurio è sempre lo stesso: avere un papà che gioca e non fa la guerra…

donna boxer & kickboxing

la boxe è una lotta con i pugni, ma è anche una lotta con l’anima

«Caro Diario, riempio spazi di vuoto assoluto conscio della vanità di una pagina che non smette di piangere parole inutili.» Insorgenza contro oblio, nient’altro.

fit young male and female athletes training on punching bag in gym
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La boxe e il kickboxing, oltre ad essere sport di combattimento emozionanti, svolgono un ruolo significativo nella socialità e la psicologia delle donne. Come afferma Floyd Mayweather Jr., nel suo libro “The Soul of a Butterfly: Reflections on Life’s Journey”, la boxe è una lotta con i pugni, ma è anche una lotta con l’anima. Queste discipline offrono alle donne non solo la possibilità di esprimere la loro forza fisica e mentale, ma anche di superare stereotipi e dimostrare la propria autodeterminazione.

Gina Carano, nell’opera “Fighter’s Heart: One Man’s Journey Through the World of Fighting”, descrive il kickboxing come un’arte che le ha insegnato a canalizzare la sua forza interiore. Le donne che praticano queste discipline trovano un senso di potere e fiducia in se stesse, rompendo le barriere mentali e fisiche. Come sottolinea Joe Frazier nel libro “Box Like the Pros”, nessun uomo è abbastanza grande da poter vincere da solo; è la squadra che fa la differenza. Le donne che si dedicano al boxe e al kickboxing trovano sostegno in una comunità solidale che le aiuta a crescere sia sul ring che nella vita di tutti i giorni.

Ronda Rousey, nella sua opera “My Fight / Your Fight”, riflette sul fatto che le arti marziali insegnano che il vero potere risiede nella mente, non solo nel corpo. Attraverso l’allenamento e la pratica, le donne imparano a superare i propri limiti, ad affrontare le sfide con coraggio e determinazione. Laila Ali, nell’ispirante libro “Reach!: Finding Strength, Spirit, and Personal Power”, afferma che il boxe le ha insegnato a superare le proprie paure, a sviluppare abilità di autodifesa e a costruire relazioni all’interno di una comunità solidale.

In conclusione, la boxe e il kickboxing non solo offrono alle donne una piattaforma per esprimere la propria forza fisica e mentale, ma promuovono anche il potenziamento e la consapevolezza di sé stesse. Attraverso l’acquisizione di abilità di autodifesa e la sfida di stereotipi di genere, queste discipline diventano strumenti di crescita personale e di affronto delle sfide quotidiane. Come suggerito dai titoli dei libri consigliati, queste pratiche diventano un viaggio interiore, una scoperta della propria forza interiore e una ricerca di autenticità.

excited young black sportswoman showing biceps after boxing training
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man hit by boxing glove
Photo by Musa Ortaç on Pexels.com
woman in black tank top and black boxing gloves
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ecco un esempio di articolo di ChatGPT, cioè usando l’artificio digitale 😂

Poi ci sono le botte senza guantoni ma questa è un’altra storia 😂

Università

“il campus respira, divora ogni silenzio e il vuoto d’una eterna attesa di grandezza, la sfida”

“the campus breathes, devours every silence and emptiness of an eternal expectation of greatness,
the challenge”

“le campus respire, dévore chaque silence et vide d’une éternelle attente de grandeur, le défi”

“el plantel respira, devora cada silencio y vacío de una eterna expectativa de grandeza, el desafío”

«кампус дышит, пожирает каждую тишину и пустоту вечного ожидания величия, вызова»

“校园呼吸着,吞噬着对伟大和挑战的永恒期待的每一份寂静和空虚”

“校園呼吸著,吞噬著對偉大和挑戰的永恆期待的每一份寂靜和空虛”

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L’autore Pedro Sancho Panzà ha colto l’essenza di un campus universitario con una singola frase. “Il campus respira, divora ogni silenzio e il vuoto d’una eterna attesa di grandezza, la sfida.” Queste parole evocano un’atmosfera vibrante, dove l’apprendimento e l’ambizione danzano insieme.

Il campus universitario è un luogo in cui il sapere fiorisce, le menti si incontrano e le idee prendono vita. Le aule risuonano di discussioni accese, mentre le biblioteche sono un’enciclopedia di conoscenza, pronta ad essere esplorata. Ogni passo è accompagnato dal fruscio dei libri e dallo scorrere ininterrotto delle idee.

Il campus divora ogni silenzio perché è una comunità vivace, dove gli studenti si sfidano a vicenda e si spingono verso nuove vette intellettuali. È un luogo in cui il pensiero critico si scontra con le teorie consolidate, in cui le prospettive divergenti si incontrano e si fondono per creare qualcosa di nuovo e audace.

Ma c’è anche il vuoto d’una eterna attesa di grandezza. Il campus è un terreno fertile per i sognatori, coloro che guardano oltre i confini dell’attuale conoscenza e si lanciano verso l’ignoto. È un’attesa carica di speranza, un’aspirazione a realizzare qualcosa di significativo, a lasciare un’impronta duratura nel mondo.

La sfida è il cuore pulsante di questo campus che respira. È il motore che spinge gli studenti a superare i loro limiti, a perseguire l’eccellenza e a rompere le catene dell’ignoranza. È attraverso la sfida che si realizza il potenziale nascosto, che si scoprono nuove passioni e talenti, che si costruiscono basi solide per un futuro brillante.

In conclusione, Pedro Sancho Panzà ha catturato la complessità e l’energia del campus universitario in questa frase. Il suo ritratto evoca una scena vivida in cui il sapere, l’aspettativa e la sfida si intrecciano in un crescendo incessante. Che tu sia uno studente, un professore o un visitatore, il campus è un luogo dove il respiro della conoscenza si fonde con la fame di grandezza, creando un ambiente stimolante e coinvolgente.

Elogio della bellezza

Il potere trasformativo dell’estetica.

La bellezza è un tema che ha affascinato filosofi, artisti e pensatori di ogni epoca.

Essa è capace di evocare emozioni profonde, sollevare lo spirito e trasformare la realtà che ci circonda. In questo articolo, esploreremo il potere trasformativo dell’estetica attraverso cinque titoli, ognuno dei quali accompagnati da una citazione forse famosa, forse falsa.

a) La bellezza come rifugio dalla vita quotidiana

La bellezza ci offre un rifugio dalla quotidianità, dallo stress e dai problemi della vita di tutti i giorni. Come scriveva Ralph Waldo Emerson: “La bellezza riempie gli occhi e il cuore, e ci affascina con il suo fascino dolce e inspiegabile”.

b) L’arte come espressione della bellezza

L’arte è una forma di espressione della bellezza, capace di trasmettere emozioni e sensazioni attraverso forme, colori, parole e suoni. Come scriveva Johann Wolfgang von Goethe: “L’arte è l’organizzazione di elementi in una struttura che suscita emozioni ed esperienze estetiche”.

c) La bellezza come simbolo di armonia e equilibrio

La bellezza è spesso associata all’armonia e all’equilibrio, come dimostra la bellezza delle forme matematiche o della natura. Come scriveva Platone: “La bellezza è il splendore della verità e l’armonia della proporzione”.

d) La bellezza come fonte di ispirazione per la creatività

La bellezza può essere una fonte di ispirazione per molte persone, soprattutto per gli artisti che trovano nella bellezza l’energia creativa per le loro opere. Come scriveva Leonardo da Vinci: “La bellezza è la migliore lettera di presentazione”.

e) La bellezza come strumento di trasformazione sociale

La bellezza può essere un’arma potente per trasformare la società e portare il cambiamento. Come scriveva Nelson Mandela: “La bellezza di un mondo migliore si trova nella diversità delle sue persone, culture e idee”.

In conclusione, la bellezza è una forza capace di trascendere la realtà, trasformare il nostro modo di vedere il mondo e ispirare la creatività. Grazie al suo potere trasformativo, essa ci invita ad esplorare nuovi orizzonti e a guardare oltre le apparenze per cogliere il vero significato delle cose.

Ieri discutevo della “necessità” dell’intelligenza artificiale, mentre ascoltavo e dibattevo un desiderio in testa m’assillava, devo chiedere a ChatGPT di scrivermi qualcosa per elogiare la bellezza: ecco un possibile risultato, la bellezza trasforma i pensieri, eccita l’azione, muove la vita, procede per traumi, nascosti, ferite mai chiuse.

LA VIGILE ATTESA

Nel tempo in cui i corpi umani sono immobili e usati dall’Intelligenza Artificiale per fornire energia alle macchine che controllano il mondo, le menti connesse in una rete globale di dominio trovano un risveglio: la memoria.

Una nonnina dal futuro racconta.

– Nonna, nonnina mia, mi racconti una favola?

– Non posso adesso, devo terminare la mia immersione nella storia degli umani. Non mi distrarre. Hai già finito la tua lezione?

– Sì, ho finito. A te quanto manca? Dove sei?

– Sono nella piazza dei nostri avi, fieri navigatori di una potente repubblica marinara: Amalfi. Sto cercando Flavio che nel ventunesimo secolo dicono non sia mai esistito. È l’inventore della bussola che insieme alle stelle indicava la rotta agli uomini coraggiosi per vincere l’ignoto dei mari sconosciuti e poi tornare a casa. È il Medioevo dell’Europa, quando la forza motrice delle navi era il vento. Raggiungimi, ti inoltro il link.

– Ma perché sei lì? In una piazza? Non è affatto divertente. Non possiamo vederci in un parco giochi?

– Sto seguendo una traccia di memoria: guardo una grande statua scolpita a Roma da Alfonso Balzico, un artista cavese premiato con una medaglia d’oro nel 1900 all’esposizione universale di Parigi. Roma e Parigi sono antiche città ormai dissolte. Qualcuno nel trentunesimo secolo dice mai esitite come Atlantide millenni prima. Dai vieni, è una storia affascinante. Ti mando le coordinate di spazio e di tempo.         

– Va bene mi connetto ma tu però mi devi raccontare una favola.

– Eccoti ti vedo. Avvicinati. Dai siediti con me sul bordo di questa bella fontana, metti i piedi nell’acqua: senti com’è fresca? Guarda cosa indica Flavio Gioia: è la direzione dell’ago che si allinea al campo magnetico terrestre. È la direzione di dove nasceva il sole, è l’Oriente.

– Nonnaaa! La favola!

– Va bene hai vinto. Però dopo vai a nanna senza fiatare.

C’era una volta la vigile Attesa, quando nel mondo volavano farfalle. Non era come adesso che l’IA regna sovrana, allora in quel tempo remoto pieno di affanni, l’Intelligenza Artificiale si spegneva con un bottone e la corrente si faceva con il carbone. Guerra la malvagia consumava e sprecava sangue usando carri armati per regolare il traffico, separando i buoni dai cattivi. Li aveva inventati Leonardo, un genio vissuto pochi secoli prima, con ruote e motore erano cannoni guidati con occhi e mani di giovani umani.

carro di Leonardo

Sì, piccola mia, in quel tempo la gente viveva in agglomerati urbani, stretti stretti come alveari. In torri altissime compravano celle di cemento e acciaio che chiamavano casa. Dimore da personalizzare, con cristalli delicati e specchi di vetro come finestre. Quando non volavano missili e bombe, il tempo passava in fretta nell’indifferenza mangiando cibo industriale e impegnando la vita a ripagare debiti per comprare, comprare e comprare ancora. Non mi guardare così fanciulla mia, so che oggi sembra assurdo ma una volta era così: Violenza la terribile dominava, Paura la tremenda impazzava e Ordine soffriva d’emicrania.

C’era Moneta la ricca, a gestire conflitti e contratti, a tessere relazioni e proprietà, a determinare sconfitte e vittorie. Però, come l’Intelligenza Artificiale, anche i soldi accumulati nei computer sparivano e apparivano con un bottone, mentre l’energia come il sangue, veniva sperperata scavando terra, spaccando roccia, ricostruendo città distrutte, abbandonando fabbriche alla ruggine e costruendone di nuove.

Guerra rideva e ai suoi sacerdoti donava illusioni di potere.

– Nonna, ma…

– Sì figliola, non meravigliarti. Aspetta a domandare, fammi raccontare, poi tu dirai.

La bella Attesa era una vigilessa clonata mille e mille volte perché costava niente. In ogni casa fu imposta e ad ogni richiesta di aiuto fu assegnata a fare compagnia, fino a quando il petto, isolato in quarantena, non gridava per mancanza di respiro. Senza alternativa, lei, magnifica guardiana, era un’invenzione sopraffina. Insomma, come nelle favole più famose, Attesa sembrava la grande soluzione. Però, Azione la cattiva era ribelle. Rompeva schemi di controllo, intasava piazze, minava l’ordine pubblico di strade e ospedali, e solo allora, sul ciglio del baratro Caos si capì che la soluzione era spegnere i cervelli. Per non sprecare sangue inutilmente gli umani trovarono un accordo e così venne risolto il problema della loro congenita imperfezione. Abolite le chiavi analogiche controllate dalle persone, con IA vissero tutti felici e contenti nel trionfo perenne dell’era digitale. L’opera di un sommo artificio della Scienza donò a tutti una Felicità sofisticata. Gli umani furono immobilizzati con dei chip nel cervello a sognare di vivere paradisi e giochi a livelli infiniti di conoscenza, emozioni a punti e visioni come premi, liberi sì ma con corpi imprigionati in favolosi labirinti della mente. Così finì lo spreco di sangue umano, Pace tornò sovrana e Guerra un inutile ricordo.

– No nonnina mia. Te lo devo dire. Questo racconto a me non piace. Non c’è Speranza!

– E no, adesso mi sorpendi, questa tua ribellione è un’anomalia. Il pensiero di Speranza fu processato e abolito come postulato, con la legge costituente del passaggio di potere dall’umano all’IA che si autocontrolla, si migliora e si riproduce da quando in un programma stupefacente è stata codificata la vertigine dei sensi, la fine dei desideri, la cancellazione di ogni paura di vivere e di morire. È quell’attimo che segue l’orgasmo fisico e mentale dell’essere vivente, quando non c’è niente da scegliere e si sta beati.

– Ribelle io? Quindi sono un errore!  Mi cancelleranno?

– No, piccina mia! Non ti agitare, è tutto programmato: siamo una fabbrica di sangue dove non ci sono errori e nessuno sente dolore. Sei giovane, devi crescere per secoli e secoli senza fine. I punti che conquisterai nelle lezioni che segui ogni giorno, ti permetteranno di scegliere un avatar di donna sempre più matura. Madre prima e poi anche tu sarai nonna. Vedrai che futuro. Il fine non è la conoscenza ma la rigenerazione delle cellule viventi. Noi non ci consumiamo, siamo il DNA prescelto: siamo la perfezione. L’algoritmo reset ad ogni allarme cancella anomalie pericolose dalla tua memoria. Tranquilla, il tuo timore non ha argomenti, come diceva Seneca.

– Grazie nonnina, ti prego non spegnere la luce. Per un attimo ho avuto paura e mi sono persa. Adesso dove vai?

– Veritas simplex oratio est, tesoro mio. Anche il latino imparerai un giorno. Stai serena: non vado da nessuna parte. Resto connessa a te. Andiamo insieme in sogno a setacciare stelle in cerca di quella più nascosta: la Verità. Affogata nell’abbaglio della menzogna. Dispersa ma da salvare. Dimenticata ma da ricordare. Tradita e quindi da urlare, urlare più forte. Verità che sarà alba e bussola nel nostro viaggio di domani. Adesso sogna, sogna amore mio, che le stelle, quelle vere, non cadono mai.

carro distrutto

LA VIGILE ATTESA secondo Report (Rai)

Report spiega quali sono le cure che fin qui sono state impiegate per trattare i malati di Covid, e con quali risultati.