specchio

Flora

Alessandro Robecchi, 1191 di Sellerio

Pornografia dei sentimenti. Quando lo senti in una presentazione dall’autore non ha lo stesso effetto di quanto lo vedi leggendo le sue pagine. Quando poi nelle sue pagine ho trovato l’ardua impresa di fare la rivoluzione con la Poesia per distruggere la “Grande Fabbrica della Merda”, una vertigine fortissima mi ha tramortito. Combattere l’impossibile con la forza e la bellezza della gentilezza, dell’insegnamento, della scoperta, della persuasione, delle visioni dell’arte, è il sogno che diventa realtà. L’eterno mito della lotta del debole che combatte il forte, è messo in scena con la maestria delle parole, in una storia che mi ha acchiappato con frenesia, e mi ha fatto fare il tifo per i cattivi, i delinquenti che rapiscono, sequestrano, poi corrompono l’anima, reclutando la protagonista e il lettore che segue una vicenda appassionante nella sua assurdità, mirabile iperbole della società in cui galleggiamo giorno per giorno.

“Comunicare le proprie ossessioni è bellissimo”

lo dice l’autore in un’intervista e in questo libro si respirano intense le nostre nevrosi quotidiane di consumatori di miserie umane sia quelle nella ricchezza che quelle, nella povertà dell’esistenza.

La rivincita, il progetto, il piano e la sfida al colosso, al paese intero:

“Senza contare che questo prendersi un’ora di diretta in prima serata sa tanto di riappropriazione dei mezzi di produzione”.

Lo dice l’autore, “le differenze di classe sono diventate differenze antropologiche” e quindi si capisce che la scommessa è anche storica:

“… da tutta quella finzione che diventa più vera del vero, iperrealismo, storie addomesticate. Sanno come funziona l’imbroglio televisivo nel più minuscolo dettaglio, ma ne restano comunque stupiti, è un superpotere.”

Per concludere, un’ultima citazione da questo bel libro che vale tutto il tempo che mi ha preso:

C’è il piccolo sciacallaggio della politica, c’è dispiacere sincero, c’è uno smottamento emotivo. C’è un paese che aspetta. C’è tutto.”

È audace ma con la Poesia si può fare la rivoluzione, anche svegliarsi il giorno dopo è la rivoluzione che non aspetta chi si ferma solo a guardare.