FENICE RIBELLE

Che meraviglia
“Post fata resurgo”
e il cuore mai domo ritorna

Nel respiro libero da catene
nel fuoco ingordo dell’Arte
riprende a soffiare
anarchie di gioia e tormento

Di bocca in bocca, non un vento
ma scintille come muse danzano
nel teatro di vita per strada cantano

Nessuna pietà di ombre e luci spente
per ammazzare Eris
e le sue ingiustizie immonde

Così prima Atena poi Minerva
dea arde
universale madre divora

Né cenere d’angoscia
né polvere di sogno
spande o disperde

Ma desiderio infiamma
l’anima segnata
come sole
di fenice ribelle

31 agosto 2025: buon compleanno inquieta anima bella

Un cuore infuocato circondato da fiamme vivaci su uno sfondo scuro.
Un cuore stilizzato di colore rosa vivace con luci elettriche che lo circondano, su uno sfondo scuro.
Un cuore ardente circondato da fiamme, emana luce intensa, simboleggiando vita e passione.
Post containing poetic reflections on existence, art, and the power of desire, celebrating life and resilience.

EFFETTI COLLATERALI

Oggi 23 novembre 2024

Gli effetti collaterali ai sensi di colpa sono enormi, sono trascurabili, sono devastanti, sono insignificanti, sono un caso, sono il destino, sono problemi, sono soluzioni, sono l’indicibile, sono ovvietà, sono quelli che sono: ferite sanguinanti che non guariscono mai.

Il 23 novembre è la data del nostro terremoto, quello dell’Irpinia, il giorno della sciagura ma anche l’inizio di un periodo di ricchezza depredata e saccheggiata. Decenni di trasformazioni, indecenti, lussuriose, ricchi di speranze e illusioni, povere di progresso politico e sociale, anzi il ritorno di un futuro antico. Miserie e nobiltà, diventate costituenti di degrado e sfavillanti festoni, vuoti e precari come i tanti edifici puntellati ancora oggi contro il crollo di muri e solai, da quel terremoto del 1980.

Nella pandemia che c’è stata, di tutto quello che hanno gonfiato e manipolato, di tutta la paura iniettata con dosi massicce di cadaveri e sopravvissuti, di tutte quelle bombe che hanno dilaniato il petto di tanti innocenti morti in solitudine, di tutto e di niente, i sensi di colpa per quello che poteva essere e non è stato, ha scatenato effetti collaterali incontenibili, come provare a rendere testamento desideri insoddisfatti, parole di storie inventate per raccontare l’inconfessabile. Ognuno a modo suo è sopravvissuto piangendo morti inspiegabili. Ognuno è andato avanti credendo davvero che sarebbe andato tutto bene. Ma non è così, non potrà mai andare tutto bene.

Il 23 novembre è anche il giorno di una nascità che non si dimentica mai. Anche a me non piace mai festeggiare il compleanno, la certificazione che un altro anno è passato, bruciato, divorato, uno in meno al futuro da vivere. Ma si festeggia e se ne augurano altri 100, perché il meglio deve sempre venire, perché non dobbiamo mai smettere di desiderare il prossimo abbraccio felice, perdonando tutto il male che ci siamo fatti, ritrovando parole mai dette, guardando in faccia il domani senza la paura di ieri, gettando il cuore oltre le banalità delle convenzioni. I sensi di colpa restano scolpiti ma gli effetti collaterali sono incredibili. La vita è un cantiere sempre aperto, è un lavoro che non smette mai di dare tormento, di produrre scorie, effetti collaterali. Dai: forza e coraggio.

Auguri Daniel San, buon compleanno.

Un'immagine in bianco e nero che mostra una famiglia composta da un uomo seduto con un bambino in braccio, una donna anziana seduta accanto a lui, e due donne in piedi dietro di loro, con un cane che si avvicina.
Un'immagine in bianco e nero di una famiglia seduta all'aperto, con un uomo, una donna, un bambino e un cane. Sullo sfondo, una tenda e oggetti domestici. La foto è incorniciata e include testo con il titolo 'Il Terzo Livello' e un passaggio della Bibbia.

Un libro intitolato 'Il Terzo Livello' di Pietro Di Gennaro, con una foto di una famiglia in bianco e nero sulla copertina, appoggiato su un tavolo accanto a un computer.
copertina IL TERZO LIVELLO