DOLORE


Nelle punte roventi di dolore ficcate nella carne

Nell’attimo estremo del desiderio di morte

In quel momento che dimentica ogni fardello
di memoria cancellandosi
storie di vinti e scarti dispersi

Che pietosa illusione di farla finita

Cremazione sgombra di testamenti già scritti

Che pietosa illusione imparare a voler bene

Come fosse postilla orale di parole accordate

Inchiosto nella carta o vernice su mura crepate di regni in rivolta

NO: non sei tu cazzo per il mio culo

Ma mercimonio di visioni, sofferenza e piacere

D’altronde, io nemmeno lamento

conquiste lascive di patrimonio immortale

Ebbene sì, passa il dolore nella sostanza che spegne

Nella luce fusca di danze e balli
vendemmie per aceti della ragione
di materia corporea e menti vacanti

Così necessari noi, poveri cristi impalati alla croce

Puttana di sogni e di gloria

Desiderando speranza vana

E ne ridi e ne soffri a sentirla blasfema

Mercanteggiare risate, dolore e sangue

Che lasci scorrere nel cuore, eterno indifferente

Come lucro d’amore

Commenti su un post che esplorano il tema del dolore attraverso la poesia e le emozioni, evidenziando l'interconnessione tra sofferenza, memoria e estetica.
Commento su un post di Facebook con messaggi di ringraziamento e sentimenti espressi tra amici.

Non voglio bugie

All’armi all’armi

scappa se puoi

corri e non fermarti mai

questo cuore impietrito

non ti aiuterà 

questo cuore rigato

ti vede sconfitto

questo cuore crepato

ti guarda fuggire

ti passa la pena e l’orgoglio ferito

come la foglia

di un frutto mancato

SCAPPARE

potessi scappare e afferrare nel cuore questo cielo immenso, non più cadere ma volare, e con ali come catene, trascinato, non più morire ma sognare

potessi in colpo solo eliminare tutti gli scarafaggi di questa terra, ma quelli si riproducono, atomici, mentre angeli dal cielo stirano rughe crepate, il sole muore