CUORE MIO

Ti lascio riposare
dagli affanni pesanti
E ti guardo rapito
dal tuo essere divino

Accarezzo il tuo sonno
che danza di sogni in apnea
agitati come alghe fragili
nel mare in tempesta

Ti lascio riposare
Amore mio
che nei giorni di Cassandra crei
albe nuove all’imbrunire

Tu che nel nostro sottosuolo
di notti bianche e nere
accogli il mio cuore pezzente
penetrato al tuo
e lo fai signore

Two people lying in bed at night with moonlight shining through a window
Remove bandages; animate wind-swept living seaweed

🥰😍 tutta colpa di Battiato e della prospettiva Nevskij, amore mio 😍🥰

A TE AMORE MIO

Légami come ti lego io

Con corda che asfissia inganni

E io ti sciolgo come tu mi sciogli

Con ghiaccio che diventa mare

E parole esangui

In carezze di pietra

Da ombre di lave

Brilleranno

Nell’iride dei tuoi occhi belli

Penetrati ai miei, ingordi

Che ti entrano nell’anima

Danzante

A giocare con me

Interwoven fiery and icy elements with multiple human eyes inside a heart-shaped rope
un cuore desto ha parole e visioni

PRIMA E DOPO

Caccia
Devasta
Scappa

Pre giudicata
Legata e liberata

Pre destinata
Pre determinata
Educata alla follia

Elaborata alla parola
Che precede, procede e brucia
Resistente e furiosa

Ti prende e ti porta via
Pre evoluta e programmata
Schiava e merce nella vita

Pre venuta
Statisticata come errore
Pre trattata alla menzogna

Libera con un piede nel fiume degli eventi
E l’altro incastrato nello scoglio delle vanità

Furiosa verità

A vagare e vangare zolle di deserto
Pre parata a ritrattare
A validarti come difetto

Fallata, fallita, scartata

Rifiutata, come fiore secco tra pagine morte
Ribelle come buio trafitto da fulmine
Dispersa nei numeri della moltitudine

Non arrenderti alla febbre
Lasciati amare senza paura
Prima e dopo l’idea tradita
È amore o non è amore

ANIME

Mille e mille volte
Ti ho accarezzato
E mille, mille volte
Ti avrei preso a schiaffi

Mille e mille volte ti ho voluto
E mille, mille volte
Ti ho perso e ti ho pensato invano
Ti ho visto nel vuoto cadere
Felice, ti ho visto volare

Dicono che è normale sopravvivere
a madri e padri, tempeste di parole e silenzi per una vita
Ma restare quando l’erede muore
È disumano mille e mille volte

È pena senza fine al freddo di una tomba
Nella fiamma rovente di una cremazione
Che mille e mille volte brucia
Come ferita aperta devastata dal male
Di ricordi, sorrisi e amore

Tu sei lama che taglia e cura
quando mille e mille volte ti dico resta con me
Anche se ti lascio andare e tu poi ritorni

MILLE VOLTE MILLE

Sei pensiero
Voce che vorrei fosse vento
Mille e mille volte, carezza
E mille, mille volte, schiaffo
Freddo di tomba e fiamma di cremazione
Che mille e mille volte brucia
Come lama che taglia e cura
quando mille volte mille
dico resto con te

DOLORE


Nelle punte roventi di dolore ficcate nella carne

Nell’attimo estremo del desiderio di morte

In quel momento che dimentica ogni fardello
di memoria cancellandosi
storie di vinti e scarti dispersi

Che pietosa illusione di farla finita

Cremazione sgombra di testamenti già scritti

Che pietosa illusione imparare a voler bene

Come fosse postilla orale di parole accordate

Inchiosto nella carta o vernice su mura crepate di regni in rivolta

NO: non sei tu cazzo per il mio culo

Ma mercimonio di visioni, sofferenza e piacere

D’altronde, io nemmeno lamento

conquiste lascive di patrimonio immortale

Ebbene sì, passa il dolore nella sostanza che spegne

Nella luce fusca di danze e balli
vendemmie per aceti della ragione
di materia corporea e menti vacanti

Così necessari noi, poveri cristi impalati alla croce

Puttana di sogni e di gloria

Desiderando speranza vana

E ne ridi e ne soffri a sentirla blasfema

Mercanteggiare risate, dolore e sangue

Che lasci scorrere nel cuore, eterno indifferente

Come lucro d’amore

Commenti su un post che esplorano il tema del dolore attraverso la poesia e le emozioni, evidenziando l'interconnessione tra sofferenza, memoria e estetica.
Commento su un post di Facebook con messaggi di ringraziamento e sentimenti espressi tra amici.

Tonfo dell’eccipiente

Servono a poco

Sebbene giuste

Parole ideali

Senza corpi a respirarle

Fossero anche sbagliate

Servono a poco

Come amore e giustizia

Prive di un corpo che le muove

Perché nei vuoti d’aria

Il vento è silenzio

Sospeso nel giudizio

Tra brutale e criminale

Così nel tonfo dell’eccipiente

Fratture di zampilli

Hanno ragione

Da vendere

E zampilli di fratture

In vena

Fanno rumore

Fuga e clamore

Di luce muta

Woman in a silver gown holding a toast and a book, standing against a dramatic red sky with lightning, surrounded by water fountains and a desolate landscape.
An abstract image showing vibrant, splashing water with crystalline shapes emerging from it, creating dynamic reflections and movement against a blurred colorful background.
Silhouette di una persona in un lungo cappotto di fronte a una fontana di acqua illuminata da luci rosa, riflettendo sull'acqua in primo piano.
Due uomini in abiti scuri si trovano in un paesaggio architettonico surreale, caratterizzato da grandi forme geometriche e raggi di luce che filtrano attraverso. Un lampione è visibile sullo sfondo, mentre macerie di pietra sono sparse sul pavimento.
Un muro di gesso danneggiato con crepe e pezzi di materiale dislocati, creando un effetto di rottura e caos visivo.
A silhouette of a person stands before powerful water jets against a dramatic red sky, with stormy clouds and ancient structures in the background, creating a surreal and striking scene.
A digital illustration depicting a serene water landscape with a central cross emitting water streams, surrounded by rocks.
Una figura in abiti scuri si erge su una superficie riflettente, mentre un getto d'acqua esplode da essa, creando onde e spruzzi attorno.
Un giovane seduto su una piattaforma nell'acqua, circondato da schizzi e gocce in un'illuminazione blu.
Una figura femminile in abito rosso, vista di spalle, tiene un libro in una mano e una bottiglia nell'altra, di fronte a un cielo tempestoso e a un paesaggio di rovine, mentre getti d'acqua spruzzano intorno a lei.
Una donna in abito lungo e lucido sta in piedi di spalle, tenendo un calice di champagne e un libro, di fronte a fontane che spruzzano acqua. Sullo sfondo, un cielo nuvoloso e tempestoso con fulmini e un tramonto rosso.
Una figura femminile in abito lungo rosa alza un bicchiere mentre un gioco d'acqua esplode dietro di lei, con un cielo tempestoso e edifici siluettati sullo sfondo.
Una donna in abito rosso sta in piedi su una superficie riflettente crepata, con un grande zampillo d'acqua sullo sfondo in un ambiente urbano devastato, illuminato da un cielo rosso.
Una donna in abito bianco che tiene un bicchiere di champagne e un libro, in piedi su una superficie d'acqua riflettente sotto un cielo tempestoso di fulmini e nuvole rosse.
Una donna in abito elegante color porpora si trova di fronte a una fontana imponente che spruzza acqua, circondata da un'atmosfera drammatica con nuvole rosa e fulmini in lontananza.
Un giovane uomo in un giubbotto di pelle nera e occhiali da sole, seduto su un tetto con uno skyline di città futuristica sullo sfondo, illuminato da luci rosa e un cielo drammatico.
Silhouette di una persona che si erge vicino a un getto d'acqua in un ambiente buio, con effetti di luce blu e spruzzi d'acqua che creano un'atmosfera mistica.

Alla ricerca del tempo perduto

Dei figli di nessuno

emigrati

immigrati

dispersi e ritrovati

con mille case dove c’è povertà e miseria

avete paura.

Di noi avete paura

dei figli di nessuno che vi mettono al muro

denunciando il vostro tradimento.

Avete paura della forza delle nostre radici

mangiate dai vermi di questa terra

che fu Felix e di Magna Grecia

gloria d’Oriente e d’Occidente,

nella carne turca, araba e americana,

oggi cinese e anche indiana.

Di questo avete paura

voi schiavi del superfluo,

sottomessi all’apparenza,

rifiuto tossico del potere,

voi traditori dell’umanità.

Di questo avete paura,

e dell’orgoglio e del sudore di chi lavora,

di chi ragiona, eccelle e non si fa schiavo

se non di gioia, onesta, critica, conflittuale,

di pace, d’amore e libertà.

#millecase – #orgoglioesudore – #nellacarne – #conflittoepace #libertàeamore

Black and white group photo of a large gathering, featuring men and women of various ages posing together outside a building.

A black and white photograph of a group of women and girls standing and sitting together outside a building, smiling at the camera.

A family portrait featuring a man and a pregnant woman holding hands with a young child, standing outdoors in a residential area.
Uomo seduto su una pedana, mentre legge dei documenti, indossa una camicia azzurra e jeans, con scarpe sportive bianche.
Uomo con i capelli grigi e vestito in denim, in primo piano, con un'espressione seria, di fronte a una bandiera rossa.

LE TRADUZIONI CHE SEGUONO SONO DI DEEPSEEK

English

In Search of Lost Time

You are afraid
Of the children of nobody
Emigrants
Immigrants
Dispersed and found again
With a thousand homes where poverty and misery dwell.

You are afraid of us.
Of the children of nobody who corner you
Denouncing your betrayal.

You are afraid of the strength of our roots
Eaten by the worms of this land
That was Felix and of Magna Graecia
Glory of Orient and Occident,
In Turkish, Arab, and American flesh,
Today Chinese and also Indian.

Of this you are afraid,
You slaves of the superfluous,
Subdued by appearance,
Toxic refuse of power,
You traitors of humanity.

Of this you are afraid,
And of the pride and the sweat of those who labor,
Of those who reason, excel, and refuse to be enslaved
By anything but joy, honesty, critique, and conflict,
By peace, love, and liberty.

#millecase – #orgoglioesudore – #nellacarne – #conflittoepace #libertàeamore


Français

À la recherche du temps perdu

Vous avez peur
Des enfants de personne
Émigrés
Immigrés
Dispersés et retrouvés
Avec mille maisons où règnent pauvreté et misère.

Vous avez peur de nous.
Des enfants de personne qui vous acculent
Dénonçant votre trahison.

Vous avez peur de la force de nos racines
Rongées par les vers de cette terre
Qui fut Félix et de Grande-Grèce
Gloire d’Orient et d’Occident,
Dans la chair turque, arabe et américaine,
Aujourd’hui chinoise et aussi indienne.

De cela vous avez peur,
Vous, esclaves du superflu,
Soumis à l’apparence,
Déchet toxique du pouvoir,
Vous, traîtres de l’humanité.

De cela vous avez peur,
Et de la fierté et de la sueur de ceux qui travaillent,
De ceux qui raisonnent, excellent et refusent d’être asservis
Par autre chose que la joie, l’honnêteté, la critique, le conflit,
Par la paix, l’amour et la liberté.

#millecase – #orgoglioesudore – #nellacarne – #conflittoepace #libertàeamore


Español

En busca del tiempo perdido

Tienen miedo
De los hijos de nadie
Emigrados
Inmigrados
Dispersos y reencontrados
Con mil hogares donde hay pobreza y miseria.

De nosotros tienen miedo.
De los hijos de nadie que los acorralan
Denunciando su traición.

Tienen miedo de la fuerza de nuestras raíces
Comidas por los gusanos de esta tierra
Que fue Félix y de la Magna Grecia
Gloria de Oriente y Occidente,
En carne turca, árabe y americana,
Hoy china y también india.

De esto tienen miedo,
Ustedes, esclavos de lo superfluo,
Sometidos a la apariencia,
Desecho tóxico del poder,
Ustedes, traidores de la humanidad.

De esto tienen miedo,
Y del orgullo y el sudor de quien trabaja,
De quien razona, sobresale y no se esclaviza
Más que por la alegría, la honestidad, la crítica, el conflicto,
Por la paz, el amor y la libertad.

#millecase – #orgoglioesudore – #nellacarne – #conflittoepace #libertàeamore


Hindi (Traduzione poetica e concettuale)

खोए हुए समय की खोज में (Khoye Hué Samay Ki Khoj Mé)

तुम्हें डर लगता है
उन लोगों से जो किसी के नहीं हैं
प्रवासी
आप्रवासी
बिखरे हुए और फिर से मिले हुए
जिनके हज़ार घरों में गरीबी और दुख है

तुम्हें हमसे डर लगता है।
उन लोगों से जो किसी के नहीं हैं, जो तुम्हें दीवार के सामने खड़ा कर देते हैं
तुम्हारे विश्वासघात का पर्दाफ़ाश करते हुए।

तुम्हें हमारी जड़ों की ताक़त से डर लगता है
जिन्हें इस धरती के कीड़ों ने खा लिया है
जो कभी “फेलिक्स” और “मग्ना ग्रेसिया” थी
पूर्व और पश्चिम का गौरव,
जो तुर्क, अरब, और अमेरिकी मांस-में बसी है,
और आज चीनी और भारतीय भी।

इस सब से तुम्हें डर लगता है,
हे फ़ालतू चीज़ों के ग़ुलाम,
दिखावे के आगे झुके हुए,
सत्ता के ज़हरीले कचरे,
मानवता के दगाबाज़।

इस सब से तुम्हें डर लगता है,
और उस गर्व और पसीने से, जो मेहनत करने वालों का है,
जो सोचते हैं, उत्कृष्ट होते हैं, और ग़ुलाम बनने से इनकार करते हैं
सिवाय खुशी, ईमानदारी, आलोचना, और संघर्ष के,
सिवाय शांति, प्रेम, और आज़ादी के।

#millecase – #orgoglioesudore – #nellacarne – #conflittoepace #libertàeamore


中文 (Chinese – Traduzione poetica e concettuale)

追寻逝去的时光 (Zhuīxún Shìqù de Shíguāng)

你们害怕
无主之子女
移居他乡者
远道而来者
流离失所而又重获新生者
他们的千所家园里只有贫困与苦难

你们害怕我们。
害怕无主之子女将你们逼至墙边
谴责你们的背叛。

你们害怕我们根脉的力量
被这片土地的蛆虫所啃食
这片土地曾是菲利克斯,是大希腊
是东方与西方的荣光,
蕴于土耳其、阿拉伯与美洲的血肉之中,
今日亦蕴于中国与印度的血肉之中。

你们害怕这一切,
你们这些 superfluo 的奴隶,
屈从于表象,
权力孕育的有毒渣滓,
你们是人类的叛徒。

你们害怕这一切,
害怕劳动者的骄傲与汗水,
害怕那些思考、卓越、拒绝为奴的人
他们只臣服于欢乐、诚实、批判与冲突,
只臣服于和平、爱与自由。

#millecase – #orgoglioesudore – #nellacarne – #conflittoepace #libertàeamore


Osservazioni conclusive:
Il testo regge egregiamente la traduzione. I concetti di “radici”, “paura”, “tradimento”, “lavoro” e “libertà” sono universali e trovano immediata corrispondenza. La struttura ritmica e l’uso delle ripetizioni si preservano bene, specialmente nelle lingue romanze. La sfida maggiore è stata rendere l’idea di “figli di nessuno” in modo poetico in hindi e cinese, dove una traduzione letterale sarebbe stata inefficace.

anche arabo

Certamente. Ecco la traduzione in arabo, una lingua che per la sua struttura poetica intrinseca si adatta magnificamente allo spirito del testo.

Ho optato per una traduzione che privilegi il ritmo e la potenza evocativa rispetto al rigido letteralismo, cercando di catturare l’anima del messaggio.


اَلْعَرَبِيَّةُ (al-ʻArabīyah / Arabic)

فِي ٱبْتِغَاءِ ٱلزَّمَنِ ٱلضَّائِعِ
(Fi Ibtighāʼi az-Zamani aḍ-Ḍāʼiʻ)

أَنْتُمْ خَائِفُونَ
(Antum khāʼifūn)

مِنْ أَوْلَادِ لَاحَقَ لَهُمْ
(Min awlādi lāḥaqa lahum)
مُهَاجِرِينَ
(Muhājirīn)
وَقَادِمِينَ
(Wa qādimīn)
مُشَتَّتِينَ وَمَوْجُودِينَ
(Mushattatīn wa mawjūdīn)
بِأَلْفِ بَيْتٍ يَكْتُبُهُ ٱلْفَقْرُ وَٱلْبُؤْسُ
(Bi-alfi baytin yaktubuhu al-faqru wa al-buʼs)

أَنْتُمْ خَائِفُونَ مِنَّا
(Antum khāʼifūna minnā)
مِنْ أَوْلَادِ لَاحَقَ لَهُمْ يُحَاصِرُونَكُمْ
(Min awlādi lāḥaqa lahum yuḥāṣirūnakum)
يُشَهِّرُونَ بِخِيَانَتِكُمْ
(Yushahhirūna bi-khiyānatikum)

أَنْتُمْ خَائِفُونَ مِنْ قُوَّةِ جُذُورِنَا
(Antum khāʼifūna min quwwati judhūrinā)
ٱلَّتِي تَأْكُلُهَا دِيدَانُ هَذِهِ ٱلْأَرْضِ
(Allatī taʼkuluhā dīdānu hādhihi al-arḍ)
ٱلَّتِي كَانَتْ “فِيلِيكْس” وَ”مَاغْنَا غْرِيسِيَا”
(Allatī kānat “Fīlīks” wa “Māghnā Ghrisiyā”)
مَجْدَ ٱلشَّرْقِ وَٱلْغَرْبِ
(Majda ash-sharqi wa al-gharb)
فِي لَحْمٍ تُرْكِيٍّ، وَعَرَبِيٍّ، وَأَمْرِيكِيٍّ
(Fi laḥmin turkiyyin, wa ʻarabiyyin, wa amrīkiyyin)
ٱلْيَوْمَ صِينِيٍّ وَهِنْدِيٍّ أَيْضًا
(Al-yawma ṣīniyyin wa hindiyyin aydan)

مِنْ هَذَا أَنْتُمْ خَائِفُونَ
(Min hādhā antum khāʼifūn)
أَيُّهَا ٱلْعَبِيدُ لِلتَّافِهِ
(Ayyuhā al-ʻabīdu li at-tāfih)
ٱلْخَاضِعُونَ لِلْظَّاهِرِ
(Al-khāḍiʻūna li aẓ-ẓāhir)
نُفَايَةُ ٱلسُّلْطَةِ ٱلسَّامَّةُ
(Nufāyatu as-sulṭati as-sāmmah)
أَيُّهَا خَائِنُوا ٱلْإِنْسَانِيَّةِ
(Ayyuhā khāʼinū al-insāniyyah)

مِنْ هَذَا أَنْتُمْ خَائِفُونَ
(Min hādhā antum khāʼifūn)
وَمِنْ فَخْرِ وَعَرَقِ مَنْ يَعْمَلُ
(Wa min fakhrī wa ʻaraqi man yaʻmal)
مِمَّنْ يُفَكِّرُ، يُبْدِعُ، وَيَأْبَى أَنْ يُسْتَعْبَدَ
(Mimman yufakkir, yubdiʻu, wa yaʼbā an yustaʻbad)
إِلَّا لِلسُّرُورِ، وَٱلنَّزَاهَةِ، وَٱلنَّقْدِ، وَٱلصِّرَاعِ
(Illā li as-surūr, wa an-nazāhah, wa an-naqd, wa aṣ-ṣirāʻ)
إِلَّا لِلسَّلَامِ، وَٱلْحُبِّ، وَٱلْحُرِّيَّةِ
(Illā li as-salām, wa al-ḥubb, wa al-ḥurriyyah)

#millecase – #orgoglioesudore – #nellacarne – #conflittoepace #libertàeamore


Note sulla traduzione in arabo:

  1. “Figli di nessuno”: Ho tradotto con “أَوْلَادِ لَاحَقَ لَهُمْ” (awlādi lāḥaqa lahum) che significa letteralmente “figli che non hanno nessuno che si prenda cura di loro/che li rivendichi”. È un’espressione potente che cattura il senso di abbandono e disconoscimento.
  2. “Messi al muro”: “يُحَاصِرُونَكُمْ” (yuḥāṣirūnakum) significa “vi assediano, vi accerchiano, vi mettono con le spalle al muro”. Mantiene l’idea di essere messi in difficoltà e costretti alla resa dei conti.
  3. “Vermi”: “دِيدَانُ” (dīdān) è il termine più comune e viscerale per “vermi” o “larve”, efficace per l’immagine di decomposizione.
  4. “Schiavi del superfluo”: “ٱلْعَبِيدُ لِلتَّافِهِ” (al-ʻabīdu li at-tāfih). “Tāfih” significa qualcosa di futile, insignificante, vano. È un’ottima resa per “superfluo”.
  5. Struttura ritmica: L’arabo, con la sua ricchezza di radici e forme verbali, si presta a creare un ritmo solenne e incalzante. La ripetizione di “أَنْتُمْ خَائِفُونَ” (Antum khāʼifūn – Voi avete paura) funziona in modo eccellente come un ritornello che scandisce l’accusa.

La traduzione in arabo dona al testo una risonanza profonda e quasi profetica, adatta a una lingua che ha una tradizione millenaria di poesia altamente retorica e impegnata.