Nelle punte roventi di dolore ficcate nella carne
Nell’attimo estremo del desiderio di morte
In quel momento che dimentica ogni fardello
di memoria cancellandosi
storie di vinti e scarti dispersi
Che pietosa illusione di farla finita
Cremazione sgombra di testamenti già scritti
Che pietosa illusione imparare a voler bene
Come fosse postilla orale di parole accordate
Inchiosto nella carta o vernice su mura crepate di regni in rivolta
NO: non sei tu cazzo per il mio culo
Ma mercimonio di visioni, sofferenza e piacere
D’altronde, io nemmeno lamento
conquiste lascive di patrimonio immortale
Ebbene sì, passa il dolore nella sostanza che spegne
Nella luce fusca di danze e balli
vendemmie per aceti della ragione
di materia corporea e menti vacanti
Così necessari noi, poveri cristi impalati alla croce
Puttana di sogni e di gloria
Desiderando speranza vana
E ne ridi e ne soffri a sentirla blasfema
Mercanteggiare risate, dolore e sangue
Che lasci scorrere nel cuore, eterno indifferente
Come lucro d’amore
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