Un abbaglio
Accecando
Il mio cuore
Hai saccheggiato
Ora
Che ali di schiuma
Hai reciso
Da questo cielo infinito
Mi schianto
Rugiada su foglie
Tremanti
Disperse dal vento
Nella rinascita fredda
Da una notte
Sveglia
D’alito
Amaro


Un abbaglio
Accecando
Il mio cuore
Hai saccheggiato
Ora
Che ali di schiuma
Hai reciso
Da questo cielo infinito
Mi schianto
Rugiada su foglie
Tremanti
Disperse dal vento
Nella rinascita fredda
Da una notte
Sveglia
D’alito
Amaro


Non è il coraggio che manca
fosse utile sarebbe rugiada.
Che gioco crudele è l’attesa
di morire per farla finita
nel sole nascosto di questa vita.
L’assurdo in gola non scende.
Il vuoto che ghiaccia, il senso che vibra
in danza infelice di vento senz’aria
orfano di slanci e saluti stantii.
Nella fatica della solita alba
spenta all’ennesimo tramonto,
immonda ritorna
e il dubbio contesta.
Come risacca agitata che torna indietro e si perde
nell’impietoso giorno passato. Sconfitto




