ARIA

Nell’aria agitata

Polvere di macerie

Attaccaticcia vaga

Nel caos dell’indifferenza

Selettiva e sofisticata

Aria di festa e d’attesa

Popolana e di nobiltà pretesa

È polvere macerata nel fango

D’innocente speranza sopravvissuta

Allo sterminio e ai pranzi di gala

Di cerimonie e cerimoniali reclusi

In fila per un posto che sa di colpa

Ingiudicata furba condanna

Vanesia assoluzione crudele

Cosa importa

All’anima perplessa

Fredda nella folla gaudente

Di luci rituali come stelle

Viscosa e solitaria

Quest’aria di rifiuto e noia

Alla fine delle notti insonni

Alla fine dei giorni sognati invano

Soffocante tortura

Respirata, muore.

Una scena che mostra un elegante ristorante con tavoli apparecchiati, affacciato su una città in rovina e distruzione, con grattacieli in lontananza e un tramonto drammatico sullo sfondo.
A crowded urban street filled with people, amidst a haze of dust and debris, capturing a moment of chaotic celebration.
Una vivace scena di festa in una strada affollata, con persone in abiti eleganti e un'atmosfera di celebrazione. Fumi e polveri fluttuano nell'aria, creando un effetto suggestivo. Un lampadario decorativo si apre sopra la folla.
Scene of a dramatic gathering in a grand, ornate city setting, with figures in medieval attire holding flags and swords, under a turbulent sky filled with birds and debris.
Un gruppo di persone si muove in un ambiente urbano, circondato da luci al neon rosa e cartelloni pubblicitari, mentre frammenti di materiale fluttuano nell'aria.
Una folla festante durante un evento, con mani alzate e fuochi d'artificio che esplodono sopra, immersi in una nebbia di luci arancioni.
Una folla di persone in un'area urbana, circondati da una nuvola di polvere e macerie, si fa strada attraverso la confusione, con segnali festivi e un'atmosfera di attesa.
Una strada urbana affollata con spazzatura e macerie, persone che camminano in un ambiente caotico e nebbioso, insegne al neon visibili.
Un gruppo di persone in festa dentro un ambiente riempito di fumi, con bandiere e coriandoli che volano nell'aria, mentre alcuni partecipanti sollevano le mani e i telefoni per documentare il momento.
Una vista di una cena elegante in un ambiente di esplosione e devastazione, con relitti e rovine sullo sfondo, illuminato da luci calde al tramonto.

Solitudine

Con tante parole in testa non sei solo, volevi vedermi, volevi parlare, ma la notte del mio tempo è giunta senza un tramonto nel cuore che sappia spiegare perché. E nemmeno un’alba per sperare ancora. Resta con noi. Con tante parole stonate che non sanno più amare, ti aspetto ancora nel silenzio di una luna tagliata a metà dal fato, nera mezza verità nascosta, bianca mezza luce fredda di marmo, e in mezzo un fruscio nei capelli che sa d’eterna attesa, un canto asciutto e caldo come una lacrima vana d’orgoglio mai versata. Solo contro tutti, tutti contro lo specchio che riflette facce orribili. Meriti di morire come tutti noi sopravvissuti al dolore che non smette mai di fare male. Hai pietà del mondo che ti lascia solo ma sono parole corrotte, sfregiate di rancore. Ti aspetterò sempre, questa è la voce che senti nella folla dei pensieri che ti abbandonano per farti sognare. Sei solo perché è ora di svegliarsi, di paura, solo come un cameo di una vetta mai scalata, solo come un cadavere raccolto per strada, come nebbia cosciente nell’alba senza sole. Cara anima smarrita parlami ancora di morte solitaria e di abbandono, di visioni di fuoco come illusione di guarigione. Non è la malattia che divora, sei tu nutri lei, maledetta che ti fa sentire vivo, maledetta anche nell’ultimo respiro. Guarire sarebbe morire. Non sarai solo per sempre. A viaggiare con l’orizzonte negli occhi, anime belle cantano insieme ballando. Compagne eterne mai dome voleranno felici, nel vuoto che diventa blues.