CIGOLANDO

Tra il 25 Aprile
e il Primo Maggio
cigolando cammino nelle strade
affollate dalla memoria

Pedalo nelle parole della Storia

Tra gente che celebra il ricordo
avanzo e mi vergogno

Inquadrato, schedato
Noi merce, noi sfruttati
byte inglobati da mega tera di controllo
connessi e sconnessi
consumati dall’ansia dell’essere presente

La rete è fine, è capillare
cattura plancton e ciacianielli
venduti all’asta come armi
predati, ossessivi, ossessionati

Tra panzoni opulenti e scheletri ambulanti

Cigoliamo come ingranaggi di catena,
ruggine di cervelli,
precari e paralizzati,
sistemi operativi antiquati

Cigoliamo in desideri incontinenti
come adunata di ribelli
che stride, che urla, ma canta e balla

Il corpo sociale ci guarda infastidito
estraneo, sulla spiaggia cerca evasione
deforme, nel mare la fuga e la sua ragione

Indifferente alle masse
di schiavi che siamo
è prigione senza luna

E noi l’onta che si fa tempesta
condanna amara
di solitudine fantasma

Glowing network of interconnected energy strands with sparkling particles in space

GLORIA di MIELE

Le tue certezze mi fanno paura

È la presunzione che ti brilla dentro

Come un ordigno

Devasta senza pietà

L’angoscia che mi prende

A te indifferente

A me l’orrore di vederne la fine

Con la violenza furiosa che arriva

E t’ammazza senza scampo.

Mi fa paura il dolore che semini per strada

Il disprezzo arrogante degli egoisti

Magari fosse una caduta nell’abisso

Dove, sensibili nel confronto

Avvinti a sbriciolare insane sicurezze,

potremmo ragionare su quello perduto,

e sul tempo da costruire.

Ma le tue certezze mi fanno paura

Evasione senza fuga

Dalla mente accecata

Di un gregge illuso disperso nelle metropoli

A brucare erba sintetica e oblio piccante

Di giorno

Nutrite da zucchero sull’orlo del confine

Di calici nascosti all’amaro della vita

Di notte

Servizio ai tavoli di chi brinda allo sfruttamento

Astuto e trionfo di profitto

Per te miele sul bordo come strumento di poesia

Le tue certezze mi fanno paura

Come un terremoto di massacri

Spettacolare esecuzione di miserabili indifesi

È fede lacerata dal corpo che invecchia

Illusa e delusa la mia, impotente.

Vanità la tua.

Le tue certezze mi fanno paura

A me che dell’ignoranza mi faccio vanto

Del dubbio gloria terrena degli antichi

E della morte libertà celeste dei moderni.

Il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza. Jorge Luis Borges

Il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza. Jorge Luis Borges

Il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza. Jorge Luis Borges

Il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza. Jorge Luis Borges

Il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza. Jorge Luis Borges

Il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza. Jorge Luis Borges

… … e poi muore in un sorriso beato che non fa domande ma gode … …