CENTRO STORICO

Ibrido

Come un motore

Elettrico e benzina

Questo cuore

Nascosto all’indifferenza

Di una storia

Antica, moderna, mai vissuta

Di un Gatto che passa

“Tu vivi allora, tu vivi,

il sogno ch’esisti è vero.”

Ti guarda negli occhi

Dal ciottolato viscido

Scappa nel labirinto

Affamato di carezze

Spezza parole

Perso tra anime

Che fanno rumore

Close-up of an old, rusty keyhole embedded in a wooden door with a weathered texture.
Un graffito arancione che rappresenta un occhio su una parete bianca, con un secondo graffito in caratteri neri accanto. Sullo sfondo, si intravede un vicolo con piante e un'auto parcheggiata.
Muro di un edificio con graffiti colorati e inscripti, circondato da alberi e veicoli parcheggiati.
A street scene showing a person walking past parked cars, with a puddle and greenery in the background. Graffiti is visible on a utility box.
Una parete di un edificio con graffiti, inclusi scritte come 'ACAB' e 'BRC', circondata da alberi e un marciapiede.
Vista di un cortile con un edificio di colore giallo, colonne e un'area di pavimentazione. Una scultura senza testa è visibile accanto a una parete che presenta tessere di diverso materiale. Un albero in un vaso è presente sul lato destro.
Una porta arrugginita e chiusa, con scritte di graffiti su un muro bianco accanto a foglie verdi e terreno coperto di foglie secche.
Facciata del Museo Archeologico Provinciale di Salerno, con finestre ad arco e una statua visibile attraverso il cancello.
Murale con graffito su un muro bianco, con scritte e segni di vernice di diversi colori. Il terreno circostante è coperto di foglie secche, e si intravede una scala che porta verso un ingresso.
Facciata di un edificio storico con graffitti, vista inclinata lungo un marciapiede bagnato, con alberi e auto in secondo piano.
Un vicolo con un edificio storico e graffiti visibili sulla parete, bordato da una fila di auto parcheggiate. Il cielo è parzialmente nuvoloso mentre un albero aggiunge verde all'immagine.
Pannello informativo del Museo Archeologico Provinciale, con immagini di reperti storici e una pianta del museo.
Una vecchia porta di ferro arrugginita con una grata, circondata da piante verdi e vegetazione, in un contesto urbano in rovina.
Una sala con soffitto affrescato, finestre con vetri colorati e un piano rialzato con balaustra, con una porta aperta che mostra l'esterno.
Un pavimento geometrico composto da piastrelle bianche e nere a forma di rombo.
Interno di un edificio con una grande porta di legno aperta che dà su un esterno visibile, pavimento a motivi a scacchiera neri e bianchi, e una scala a vista.
Un angolo di strada con un albero verde, una bicicletta parcheggiata e un'auto bianca in parte visibile.

INGORGO

“Quello che non sappiamo è forse il volto,

il nostro volto che la morte un giorno

suggellerà col suo silenzio: nomi,

fatti perduti appena nati, cenere.”

Alfonso Gatto

E se invece ridi, ma che dico gioisci

Tu sommo poeta

e ti fai beffa di tanta crudeltà?

Quando vedi l’ingorgo

Bloccato chi sale e chi scende

Ai piedi del viadotto che ti hanno dedicato

Ai piedi dell’arteria che si ferma

Rotatoria di circoli viziosi nell’inferno quotidiano

Ti diverte l’ictus del sentimento senza ritorno,

improvviso blocco, infarto civile

che i militari non possono sgombrare.

Ingorgo di mezzi fermi vuoti di persone

Piloti incazzati che sprecano energia e rabbia.

Lo vedi, ci guardi, fermi bloccati nell’ingorgo del progresso.

Quanta rabbia sprecata che diventa cenere cenere cenere

Di carrozze di ferro che si fanno regresso umano.

Di solitudini connesse al mondo

ma strumento perverso di libertà.

T’immagino ridere e sussurrare cenere cenere cenere.

Orgoglio di cenere, di merce scaduta,

d’acciaio che diventa ruggine

al sale del mare.

T’immagino però in lacrime dare l’allarme

per l’avaria dissacrata della granella vivente che siamo.

Per ogni cuore ribelle che non si ferma

per ogni scheggia di dolore

nella sabbia intrisa di sangue e fame.

Ingorgo canta al porto per la spiaggia del Mar di Levante

che non vede pace ma solo cenere cenere cenere.

Da lassù seguimi nell’abisso della civiltà insozzata che assiste,

nuotare verso riva, vincere il naufragio e sbarcare.

Nel collasso civile dell’ingorgo la tua poesia diventa manifesto

Gerusalemme per tutti e GAZA CAPITALE

di Palestina libera dalla terra al mare.

Una vista panoramica di una spiaggia affollata con edifici moderni sullo sfondo, bandiere palestinesi sventolano e barche a vela solcano le acque del mare.
Immagine storica del Viadotto Gatto negli anni '70, che mostra la struttura in costruzione e il paesaggio circostante di Salerno.
Panoramica di Salerno oltre 20 anni fa, mostrando il porto e il viadotto Gatto, con edifici e montagne sullo sfondo.
Una vecchia foto del Viadotto Gatto, che mostra il ponte e il panorama circostante, con auto parcheggiate e la costa visibile sullo sfondo.
Screenshot
Immagine storica del porto di Salerno nel 1977, con la costruzione del viadotto Alfonso Gatto in evidenza e una vista di mezzi fermi e barche parcheggiate.
A person holding a Palestinian flag outdoors.
Panorama di una spiaggia affollata con palazzi sullo sfondo, persone che si godono il sole sulla sabbia e un'auto parcheggiata vicino all'acqua.
Un cuore stilizzato in fiamme, illuminato da una luce intensa, rappresenta la fusione di passione e dolore.

Lunedì 22 settembre 2025, INGORGO ho immaginato, blocco è stato, GAZA CAPITALE sarà…

Una folla di manifestanti radunati sotto un viadotto, con diverse bandiere che sventolano, in un contesto di protesta.
Una manifestazione di protesta con un'auto caricata di beni bloccata nel traffico, circondata da persone con bandiere e cartelli.
Manifestazione affollata con persone che sventolano bandiere palestinesi e cartelli, in un contesto urbano.
Una grande manifestazione con persone che sventolano bandiere palestinesi e rosse, in un contesto urbano con montagne sullo sfondo e un cielo blu.