Persa sulla panchina
saccheggiata
sei l’anomalia della folla
nei giardini del cazzeggio.
Ferma come pietra,
bella come poesia
letta a voce alta,
cantata questa sera
di pioggia e freddo.
Con labbra dischiuse
al desiderio d’alba
del tuo ventre gravido,
spegni senza trucco
il falò delle speranze vane.
Così abbagli chi osa guardare,
scaldi chi ha il coraggio
di farsi bruciare
insieme a te
nella nostra rivolta.

