SPECCHIATO

La mano trema
La parola incespica
Nel filo di bava

Schiuma di saliva bianca
Segna
Scardinate Labbra Asciutte

Dal sapore crudele della vita
Indifferente
Alla bocca affamata
che vomita frasi stantie

Nello specchio, rifletto
il riso amaro che legge
Odino e fobie

Stampato

Tattooed hand holding a fountain pen over crumpled graph paper
Distorted face seen through shattered glass in an ornate frame
Black ink dispersing beside torn paper and ceramic fragments

TEMPO

Quanto tempo ti rimane?

È quello che resta a me

Di sentire la carezza delle tue parole

Agitare l’anima mia

Come la brezza marina

Fa respirare gente di mare

O la tramontana nel pulire

strade deserte dalle foglie morte

Quanto tempo ci rimane?

È quello delle domande senza risposte

Sapore di frutto maturo

spaccato con le mani

Nella pace eterna di questo cielo nero

Appuntato da stelle

Hands breaking open a pomegranate with seeds falling, starry galaxy background
Milky Way galaxy visible over a coastal landscape with cliffs, beach, and ocean at night
io, mamma, e papà
Person standing in a wheat field with smoke rising, wearing a green coat and looking into the distance
A person stands thoughtfully in a golden wheat field under a cloudy sky.

A TE AMORE MIO

Légami come ti lego io

Con corda che asfissia inganni

E io ti sciolgo come tu mi sciogli

Con ghiaccio che diventa mare

E parole esangui

In carezze di pietra

Da ombre di lave

Brilleranno

Nell’iride dei tuoi occhi belli

Penetrati ai miei, ingordi

Che ti entrano nell’anima

Danzante

A giocare con me

Interwoven fiery and icy elements with multiple human eyes inside a heart-shaped rope
un cuore desto ha parole e visioni

DOLORE


Nelle punte roventi di dolore ficcate nella carne

Nell’attimo estremo del desiderio di morte

In quel momento che dimentica ogni fardello
di memoria cancellandosi
storie di vinti e scarti dispersi

Che pietosa illusione di farla finita

Cremazione sgombra di testamenti già scritti

Che pietosa illusione imparare a voler bene

Come fosse postilla orale di parole accordate

Inchiosto nella carta o vernice su mura crepate di regni in rivolta

NO: non sei tu cazzo per il mio culo

Ma mercimonio di visioni, sofferenza e piacere

D’altronde, io nemmeno lamento

conquiste lascive di patrimonio immortale

Ebbene sì, passa il dolore nella sostanza che spegne

Nella luce fusca di danze e balli
vendemmie per aceti della ragione
di materia corporea e menti vacanti

Così necessari noi, poveri cristi impalati alla croce

Puttana di sogni e di gloria

Desiderando speranza vana

E ne ridi e ne soffri a sentirla blasfema

Mercanteggiare risate, dolore e sangue

Che lasci scorrere nel cuore, eterno indifferente

Come lucro d’amore

Commenti su un post che esplorano il tema del dolore attraverso la poesia e le emozioni, evidenziando l'interconnessione tra sofferenza, memoria e estetica.
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