SOFFOCANDO

Soffocando silenzio,

vivo.

Con linfa di parole,

vegeto.

Lacerato nell’anima

riflessa alla tua,

bestemmio

il tempo sospeso.

Leafless tree reflected in a still lake beneath a cloudy twilight sky
Pale aquatic plants and glass shards suspended underwater
Glowing neuron-like network with scattered red and cream letters
Una silhouette di una persona sulla spiaggia con un panorama montano al tramonto, riflesso nell'acqua calmata.

ANIME

1) DIVORATA

Divorata nel corpo, l’anima

vacilla ma come pendolo

oscilla

tra l’essere oggi

e l’essere stata ieri.

Oscilla nelle vite estranee,

nel profumo di basilico

e menta in fiore,

su finestre aperte al sole.

E vibra al ritmo jazz

del suo cuore

assediato dal rimpianto

e dal rancore.

Inciampa nella nostalgia

di una casa, di un nome,

di un fiore reciso

che forse, domani,

sboccerà.

Come foglia segnata

dall’autunno,

cade sulla strada

ma resta viva, riciclata.

Nell’agonia, divorata

dalla fame di una carezza, trema

nel silenzio

della parola

inabissata.

2) DEGRADATA

Degradata nel presente, l’anima

arranca ma come scheletro

sostiene

la lotta contro la dissoluzione

che l’attende.

Ribolle a fuoco lento

la vergogna nelle colpe del passato,

come polipo affogato

che cuoce per un ragù di mare, straniero.

Consumata a leccarsi le ferite,

passa la mano,

per rimandare il rogito

della sconfitta più amara.

Violata

prostituita

disillusa,

aspetta la sua corona

nel giardino morto della gloria.

Come foglia segnata

dalla primavera,

succhia rugiada al sole,

reduce di guerra.

Nell’agonia, degradata

dall’attesa degli onori, trema

nel silenzio

della parola

censurata.

Due poesie intitolate 'ANIMA 1) DIVORATA' e 'ANIMA 2) DEGRADATA', scritte in italiano, esplorano temi di sofferenza e nostalgia.
anonymous barefooted woman sunbathing on sandy seashore
Leaf-covered human-shaped figure standing in an overgrown garden
Fallen leaf and green sprout beside a puddle reflecting ancient stone ruins
bancone

ANIME

Mille e mille volte
Ti ho accarezzato
E mille, mille volte
Ti avrei preso a schiaffi

Mille e mille volte ti ho voluto
E mille, mille volte
Ti ho perso e ti ho pensato invano
Ti ho visto nel vuoto cadere
Felice, ti ho visto volare

Dicono che è normale sopravvivere
a madri e padri, tempeste di parole e silenzi per una vita
Ma restare quando l’erede muore
È disumano mille e mille volte

È pena senza fine al freddo di una tomba
Nella fiamma rovente di una cremazione
Che mille e mille volte brucia
Come ferita aperta devastata dal male
Di ricordi, sorrisi e amore

Tu sei lama che taglia e cura
quando mille e mille volte ti dico resta con me
Anche se ti lascio andare e tu poi ritorni

MILLE VOLTE MILLE

Sei pensiero
Voce che vorrei fosse vento
Mille e mille volte, carezza
E mille, mille volte, schiaffo
Freddo di tomba e fiamma di cremazione
Che mille e mille volte brucia
Come lama che taglia e cura
quando mille volte mille
dico resto con te