Rumore

Non chiederci la formula che mondi possa aprirti, /sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Eugenio Montale

Ove tende / questo vagar mio breve? / e che è questo / che io chiamo? e che è questo / che io sono? Giacomo Leopardi

Rumore

C’è un tempo che passa e uno che gira.

Lo vedi dall’alto delle torri che il tempo

non corre ma divora

l’attimo umano

nella sua grandezza di essere geniale.

La senti masticata nelle protesi

la felicità del momento passata la paura.

E come niente sa spiegare – la pretesa di vita –

così tutto rivela lo sguardo che vibra

rapito dal rumore,

conteso nelle ombre,

incastro sanguinante di piorrea

e ragione.

Clock tower with large circular Roman numeral clock and gardens on a mountain at sunset
People walking in a historic city square with tall church tower and long shadows

RAPINA

Avessi la forza di strappare

ciocche d’attenzione

non sarebbe sofferenza

Pensarti

Avessi il coraggio dell’inganno,

con schiaffi d’interesse

sequestrare la tua vanità,

sarebbe un gioco da ragazzi

Avessi la brutalità della malizia

sarebbe tutta gioia

darti in pasto la mia carne

che trema di vergogna

Ma io voglio essere rapito

come fa l’estate con la tristezza

Prigioniera nel vento

Ornate vintage mirror hanging with shattered glass reflecting cloudy sky and hills
Person standing in a wheat field with smoke rising, wearing a green coat and looking into the distance
A person stands thoughtfully in a golden wheat field under a cloudy sky.
Two pairs of hands holding a glowing red heart