Fredda, decisa,
parla veloce
come un Gregale
corre e risuona
nei vicoli affollati
dei tormenti altrui.
Con parole di serpe,
sussurra
brezze di mare, dolcezze,
fresche, d’estate,
come un Maestrale.
Avvampa il mondo
bruciando segreti
con un tocco
di un dito anellato,
sinuoso e pittato.
No: non scappo, la studio,
negli occhi ne scavo l’Abisso
di storie e novelle,
vampate di carne,
come quella bruciata
di strega mai sazia.






